Riportiamo il seguente articolo pubblicato nel numero di aprile del mensile Ospitaletto.org.
L’innalzamento dell’età ha creato anche ad Ospitaletto in cospicuo gruppo di ultrasessantenni ancora dinamici e con disponibilità di tempo libero. L’intento di stare insieme e trovare attività comuni è stata la molla che oltre trent’anni fa ha mosso alcuni pionieri a fondare l’Associazione Pensionati e Anziani. Culla dell’associazione fu la Casa di Riposo “F. Serlini” dove, per iniziativa del primo presidente Fausto Lagorio, sostenuto dal maestro Luigi Buccio, in veste di segretario, si costituì il primo nucleo.
Il 28 novembre del 1980 venne inaugurato il labaro dell’associazione di colore bianco e azzurro (colori della città di Brescia); ne fu madrina la signora Elisa Bettoni Colombi. Inizialmente l’associazione si occupò della Casa di Riposo offrendo, con le poche risorse allora disponibili, arredi e materiale sanitario, ma anche organizzando per gli ospiti festicciole rallegrate da complessi musicali. Per offrire un servizio ad ospiti e visitatori, ma anche per costituire un punto di riferimento per gli aderenti, l’associazione ottenne di aprire un servizio bar che portò anche alcune risorse in più per le iniziative benefiche.
Nel 1997 l’Associazione Pensionati e Anziani di Ospitaletto si costituisce legalmente, sotto la presidenza di Alfredo Picotti; lo statuto ne definisce la mission: “contribuire allo svolgimento e alla organizzazione di tutte quelle attività sociali, culturali e ricreative che possano essere utili alla diffusione dei principi di solidarietà umana e civile”. Tra i soci fondatori troviamo anche Agnese Bonomi, Agnese Baresi, Ferdinando Masserdotti, Caterina Facconi, Maria Guarneri, Angela Ferraresi, Enrico Cultori, Elisabetta Bettoni, Domenica Gazzoli, Attilio Bonometti, Mario Sarnico, Antonio Fappani, Antonietta Consolati, Pietro Bertoli e Agnese Raccagni. L’ambiente “Serlini” risulta presto insufficiente, e l’Associazione, facendosi forte del suo impegno culturale e assistenziale, ottiene dal Comune di Ospitaletto l’assegnazione dell’attuale sede in via Martiri della Libertà. Nell’aprile del 2001 il sindaco Pasini consegna la nuova sede che si configura come Centro Sociale, dotato di un ampio salone Bar e di una Sala Polifunzionale al piano superiore che l’associazione ha il compito di gestire secondo una convenzione sottoscritta con il Comune.
L’attuale presidente Vittorio Restelli ci precisa che il sodalizio non ha voluto costituirsi come “circolo”, rinunciando ai particolari benefici fiscali, perché non vuole essere una realtà chiusa limitata ai soli soci, ma vuole accogliere tutti i cittadini, anzitutto pensionati e anziani, ma non solo. Gli fa eco il segretario Aldo Mattanza precisando che “teniamo aperto il bar in base alla disponibilità dei nostri volontari, che sono circa una trentina coordinati da Angelo Mandelli e chi vuole entrare anche solo per stare con gli altri, fare una partita a carte, lo può fare senza nemmeno la necessità di una consumazione”.
Il presidente Restelli ci sintetizza la situazione attuale: ”Abbiamo circa 250 tesserati, ma la maggiore fonte di entrate è però il bar. Utilizziamo queste risorse anzitutto per iniziative assistenziali; infatti la Casa di Riposo resta il riferimento privilegiato, poiché contribuiamo a organizzare feste e gite per gli ospiti, procuriamo eventuali attrezzature sottoposteci dalla direzione, inoltre, in occasione del Natale, andiamo a visitare gli anziani del paese ultraottantenni portando un omaggio di buone feste. Per gli associati il direttivo organizza serate danzanti, tombolate, feste per particolari occasioni come quella del carnevale o dell’8 marzo per festeggiare le nostre donne. Organizziamo anche gite sociali con prezzi ridotti per i soci cercano mete non troppo lontane in considerazione dell’età”.
Aldo Mattanza ci esplicita un rammarico: ”Abbiamo proposto anche iniziative culturali come un ciclo di conferenze sulla salute nella terza età, ma l’adesione è stata decisamente scarsa”. I responsabili sottolineano anche un ulteriore servizio che fanno i volontari dell’associazione, quello dell’apertura e chiusura dei parchi: un modo per continuare ad essere utili nel tessuto sociale del paese.