Ad oltre dieci giorni dalla vittoria elettorale di G. Battista Sarnico si sta componendo il puzzle della giunta. Entro fine settimana, infatti, dovrebbero essere svelati i nomi dei nuovi assessori. Sappiamo che c’è qualche turbolenza, ma l’augurio è che tutto venga superato e si trovi una quadra per partire con entusiasmo. Il comune ne ha bisogno.
Le turbolenze riguardano particolarmente, però, il centrodestra poichè le accuse e le controaccuse ingigantite dai giornali tra Prandelli, Giudici e Forza Nuova lasciano intravedere una situazione molto difficile in cui prevalgono rancori mai sopiti e rotture personali anche dolorose. Difficile credere che l’opposizione, ridotta in questo stato, possa esercitare il suo essenziale ruolo democratico. Ricordiamoci, infatti, che il governo del paese sarà sempre migliore tanto più l’opposizione è credibile.
La Lega esce sconfitta da queste elezioni, ma è l’unica forza in grado di ricostruirsi e presentare una proposta nel 2016. Ha un candidato sindaco già pronto (Abrami) e può sempre contare sull’eventuale ripescaggio di Prandelli. Inoltre, il partito di Bossi ha mostrato di saper fare squadra: in casa di vittoria, infatti, avrebbe piazzato i suoi cinque consiglieri e sarebbe stato determinante. Tuttavia, l’ipotesi che Abrami avrebbe vinto non è proprio convincente. Intanto, avrebbe spaccato il centrodestra con la lista della Giudici; poi, avrebbe scontato l’handicap del candidato non residente. Certo, Abrami sarebbe stato in grado di affrontare meglio dialetticamente gli avversari e la sua persona sarebbe stata spendibile in ogni circostanza.
Chi esce distrutto dalla tornata è il PDL. La Giudici esce mestamente. Lei, la più amata degli italiani, è stata brutalmente ridimensionata, azzoppata nei giorni scorsi dalla propria maggioranza. Lascerà il campo? E’ probabile, ma non sicuro. Lei, poi, non è portata per le battaglie d’opposizione. Inoltre, questo sistema elettorale ti brucia. Improbabile una sua ricandidatura.
Vincente dovrebbe essere Mena, ma non lo è. Ha preso molte preferenze, ma è completamente isolato nel centrodestra. Ora i nodi vengono al pettine e si sa che il resto del PDL non lo sopporta.
Il PDL è a pezzi. Ha perso il suo principale rappresentante, i suoi ex vicesindaci si sono dissolti. Le candidate della ex AN sono evaporate, fuori da ogni gioco. L’ex Forza Italia ha eletto due rappresentanti, ma nessuno dei due è in grado di fare alcunchè. E’ stato nominato coordinatore del partito, fino alla fine dell’anno ci risulta, Coradi, ma le perplessità ci stanno tutte. Non è stato in grado di difendere il proprio figlio, cacciato da Prandelli, figuriamoci ricostruire un partito.
Si eclissa invece, Pasini. Crediamo che queste elezioni (vista l’età e il risultato) saranno le ultime per lui. Mai dire mai, naturalmente. Anche Floris ha fatto la stessa fine. In un mese ha perso poltrona da assessore, partito ed elezioni. Improbabile vederlo ancora in gioco.