Comuni ricicloni. Nel bresciano alcune eccellenze, ma la media è bassa.
L’aumento della raccolta differenziata è uno degli obiettivi della nuova Amministrazione di Ospitaletto. Con l’ambizione di dire addio al cassonetto per abbracciare la raccolta porta a porta. E’ importante dunque farsi un’opinione su questa scelta, e capire come si muovono i nostri vicini. Anche per comprendere se, per quali motivi e con quali modalità questa opzione possa essere conveniente per tutti. A tal proposito Legambiente ha pubblicato il suo rapporto sui “Comuni ricicloni”. Si parla di raccolta differenziata ma anche di buone pratiche promosse dagli enti locali, dai mercatini del riuso, solidali, all’utilizzo a scopo benefico degli alimentari in scadenza, e altro ancora. Perché il nostro modo di consumare ha un impatto sull’ambiente. Insomma, Legambiente ha presentato un rapporto sulla differenziata e non solo. E allora si scopre che …
Riportiamo l’articolo pubblicato sul sito del Brescioggi.
Comuni ricicloni, 4 bresciani nella top ten
Paderno Franciacorta, Coccaglio, Travagliato e Adro sono tra i Comuni che riciclano meglio i rifiuti in tutta la Lombardia, ma sono alcuni dei pochi esempi bresciani di buone pratiche in una provincia che è indietro rispetto alla media regionale. A evidenziarlo è il rapporto sui «Comuni ricicloni» lombardi presentato ieri mattina a Milano da Legambiente.
PER ENTRARE in classifica, quest’anno Legambiente (i dati sono quelli del 2009) ha alzato l’asticella della soglia minima al 50% di raccolta differenziata per i comuni con più di 10mila abitanti e al 55% per i più piccoli. I «ricicloni» bresciani che ce l’hanno fatta sono stati 24 rispetto a una pattuglia lombarda di ben 665 Comuni, una percentuale bassa (12% del totale dei Comuni della provincia) rispetto alla media regionale del 43%.
L’indice sintetico di buona gestione urbano con cui è stata stilata la classifica non ha tenuto solamente conto della percentuale di raccolta differenziata, ma di una serie di parametri quali produzione pro capite di rifiuti, coefficiente di crescita della raccolta differenziata, flussi turistici, costo pro capite della gestione del servizio, attivazione del servizio domiciliare e via dicendo.
«I dati dell’annuale classifica dei Comuni ricicloni - sottolinea Legambiente nel Rapporto - ci dicono che esiste una correlazione positiva tra buone percentuali di raccolta differenziata e onere tariffario». Insomma, «una buona prestazione ambientale paga anche in termini economici», producendo una filiera di vantaggi, dall’igiene urbana alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Nella classifica sui Comuni ricicloni il primo posto assoluto è stato ottenuto da Roverbella, piccolo Comune mantovano che ha un indice di buona gestione con un indice di 78.5 punti e una raccolta di differenziata che è arrivata al 78,6% del totale dei rifiuti prodotti. In seconda posizione c’è Paderno Franciacorta, ma tra i primi dieci ci sono anche Coccaglio (4°), Travagliato (7°) e Adro (9°). Nella classifica dei primi cinquanta anche Provaglio d’Iseo e Passirano in 32esima e 34esima posizione. In tutti i casi si tratta di Comuni con percentuali di raccolta differenziata tra il 79 e l’80 percento.
MOLTI ANCHE I COMUNI che hanno fatto grandi balzi in avanti da un anno con l’altro: Castrezzato (passato dal 29,8% di raccolta differenziata del 2008 al 66,7% del 2009), la stessa Coccaglio (dal 41 al 76,2%), Rudiano, Erbusco, Acquafredda, Castegnato e Corte Franca, tutti Comuni che hanno fatto crescere la differenziata di oltre il 20% in un anno.
Tra i Comuni sopra i 10mila abitanti il primo posto assoluto è conquistato da Travagliato, esempio evidente secondo Legambiente del fatto «che non è necessario essere piccoli per ottenere risultati eccellenti», mentre la terza piazza è stata ottenuta da Ghedi (sul podio anche Suzzara, provincia di Mantova). Tra le buone pratiche adottate segnalate dal rapporto di Legambiente, le più diffuse sono il contrasto alle borse di plastica, la diffusione del compostaggio domestico, i diffusori del latte crudo, i mercatini solidali, a chilometro zero o del riuso.
Il quadro complessivo non è però dei migliori per Brescia, che nel complesso risulta essere la provincia con la più alta produzione pro capite (597 chilogrammi a testa contro una media regionale di 504 chilogrammi) e con una delle percentuali di raccolta differenziata più basse (41% contro una media regionale del 48%: peggio di noi fa solo Pavia). Ben lontani insomma dalle percentuali vicine al 60% di province quali Cremona e Lecco.
Il rapporto sui Comuni ricicloni ricorda che la città di Brescia è stata scelta dalla Regione Lombardia come laboratorio di sperimentazione per la diffusione delle buone pratiche da diffondere in una seconda fase su tutti il territorio. I primi risultati, come è stato scritto in diverse occasioni, sembrano incoraggianti, ma per il momento non sufficienti per avvicinarsi ai livelli di raccolta differenziata di Lecco, Bergamo e Monza, unici Comuni capoluogo che hanno avuto percentuali superiori al 50% di raccolta differenziata. A Brescia città, nel 2009, la raccolta differenziata è stata infatti del 40,2%.
«ESTENDERE a tutte le province il piano di riduzione dei rifiuti già sperimentato a Brescia, e mettere in rete i termovalorizzatori, perché alcuni registrano eccedenze nello smaltimento e altri no - ha affermato Daniele Belotti, assessore regionale al Territorio e Urbanistica -. Il prossimo Piano regionale dei rifiuti, che sarà approvato entro il mese di luglio, dovrà essere centrato su questi punti: una progressiva riduzione dei rifiuti insieme a una sana competitività tra i gestori, che consenta di ottenere le tariffe più basse possibili».
«Il dato medio per l’intera Lombardia è pari al 48% - ha ricordato Andrea Poggio, vicedirettore nazionale Legambiente -, in aumento rispetto agli anni passati, ma non abbastanza per primeggiare rispetto alle regioni confinanti, che corrono molto più veloci. La Lombardia disperde ancora nelle discariche e negli inceneritori un terzo del potenziale in materie prime e la metà del potenziale di energia, che sarebbe possibile recuperare con impianti di biogas per la generazione di biometano da distribuire nella rete».
Thomas Bendinelli
Per saperne di più:
http://www.legambiente.org/section.php?p=single&type=primo&id=1122


June 24th, 2011 alle 9:28 pm
si anche perchè si è un pò stufi di vedere fuori casa la mini discarica a lato del cassonetto, causata dai furbetti dei Comuni limitrofi…