Pentole e misfatti - Dalla Spagna ad Ospitaletto in punta di forchetta
Come avrete capito in cucina mi piace spaziare. Diciamo pure che sono esterofila. Pur di andare al giapponese, ad esempio, mi sono adattata a mangiare il pesce crudo. Una cosa che io stessa non avrei mai osato immaginare. Ma tant’è. Il gusto più è esotico, più mi affascina.
Oggi non andremo in Giappone, ma ci fermeremo molto più vicino. Veronica vive ad Ospitaletto, come me e come Michela fa parte del Gruppo d’Acquisto solidale (una cosa strana che prima o poi vi spiegherò, ma, insomma, per farla breve, si tratta di un gruppo di persone che compra cibo biologico ed equo solidale), e viene da Madrid.
Ora, se penso alla Spagna (ma, a dire il vero anche alla Francia e al Portogallo) mi vengono le lacrime agli occhi a pensare a tutto il ben di Dio che vi si può mangiare – a questo punto dovrebbe risultarvi chiaro il motivo per cui mi trovo costantemente a dieta: tendo, per così dire, a perdere il controllo.
Dunque, innanzi tutto penso a Pepe Carvalho, indimenticabile detective gourmet creato dalla penna di Manuel Vazquez Montalban, e al fatto che in uno dei romanzi il personaggio si trova a decantare i pregi del “pan con tomate” (ricetta: sfregare una fetta di pomodoro su di una fetta di pane, affinché il pomodoro impregni con la sua acquetta il pane medesimo: incredibilmente sublime, a mio parere – si può mettere anche l’aglio, a seconda dei gusti), per dire che alcune cosette semplici semplici della cucina spagnola sono terribilmente buone. E allora, dopo aver parlato di letteratura (cosa non secondaria visto che Veronica di lavoro fa la bibliotecaria), chiedo alla nostra cuoca che cosa bolle in pentola.
Ciao Giorgia,
la prima ricetta che ti darei, se ancora non la conosci, è la TORTILLA DE PATATAS (frittata di patate), semplicissima e buonissima!
INGREDIENTI:
4 patate grandi
1 cipolla piccola (dipende del gusto di ognuno, si può usare anche una grande o non usarla affatto)
3 uova
Olio extra vergine d’oliva
Sale
Si pelano e tagliano le patate. Si aggiunge la cipolla tagliata. Si sala il tutto e si frigge in abbondante olio. Il mio consiglio è friggerle a fuoco vivace in modo che rimangono anche un po’ croccanti invece di “cotte” con l’olio e quindi più “bagnate”. Quando sono dorate si tolgono dall’olio. Si sbattono le uova e si aggiungono le patate e cipolle. Si mescola bene il tutto e si mette in una padella unta con olio. Cuocere da entrambi i lati: se si vuole poco cotta internamente e quindi più morbida, cuocerla a fuoco medio per poco tempo. Se invece piace ben cotta cuocerla a fuoco basso per più tempo.
E’ ottima sia calda che fredda (buonissima anche il giorno dopo) perciò noi spagnoli la portiamo sempre quando andiamo a fare un picnic.
Ovviamente questa è la ricetta classica, base per fare tanti tipi di frittata: con aggiunta di peperoni, salame, zucchine, formaggio…
Cara Veronica, a parlare di Spagna, uova e frittate, mi viene in mente un viaggio di tanti anni fa. Sulle montagne dei Paesi Baschi, quasi al confine con la Francia, mi è capitato di mangiare un “revuelto con gambas”. Insomma: uova strapazzate con dentro gamberi e … funghi. Una prelibatezza che ho poi cucinato “a naso”, cioè senza ricetta, anche a casa. Una cosa veramente eccezionale. Quando i ricordi di viaggio finiscono nel piatto, vuol dire che hanno il loro peso; i miei poi si fissano tenacemente intorno al girovita!

