Perché educare all’accoglienza
Volge al termine la serie di incontri organizzati da diverse associazioni del nostro territorio dal titolo “In una terra ospitale educhiamo all’accoglienza”. Giovedì 6 ottobre, alle 20.30, infatti, si chiude il ciclo di conferenze presso la Sala Civica Nicolini di Travagliato con il tema “I miti, eredi del mondo” sviluppato dal teologo don Antonio Zani; modera Davide Uboldi, Assessore all’Ambiente del Comune di Travagliato.
Perché educare all’accoglienza? Nell’incontro di venerdì 30 settembre, che si è svolto presso l’oratorio di Ospitaletto, è stato dato qualche spunto a partire sia dall’esperienza degli immigrati, con Monsio Richard che coordina la comunità della Costa d’Avorio a Brescia, oltre a svolgere attività di mediazione culturale e presso gli sportelli che aiutano le persone nelle pratiche per il permesso di soggiorno, sia da alcuni dati statistici. Don Fabio Corazzina, attivo in Pax Cristi e nella Parrocchia di Santa Maria in Silva a Brescia, ha dato una sua lettura del fenomeno immigrazione, partendo dal documento dei Vescovi che dà come indicazione quella di educare all’accoglienza. Un’accoglienza che chiede di lavorare per andare incontro al povero e al bisognoso, lavorare per un mondo più giusto (”e la giustizia precede la legalità” ricorda don Fabio), per la vita, per la salvaguardia del creato.
Don Corazzina ha proposto di sfatare qualche mito partendo dal nono rapporto sull’immigrazione nella provincia di Brescia, uscito recentemente. Il rapporto, i cui dati fanno riferimento al 2010, parla sì di un fenomeno imponente (sono 192.000 gli immigrati nella nostra provincia che ha circa 1.250.000 abitanti), ma di un fenomeno i cui contorni, secondo la lettura di don Corazzina, non giustificano una interpretazione in un’ottica di mera problematica di sicurezza. Infatti gli stranieri sono per l’85,7% “residenti” cioè in possesso di un titolo di soggiorno e residenti nella nostra provincia, per il 6,4% dimorano nel nostro territorio, sono in possesso di permesso di soggiorno, ma non sono residenti, mentre gli irregolari sono stimati in un 7,9%. Come altri operatori del settore, i relatori sottolineano peraltro come la situazione di clandestinità sia, il più delle volte, semplicemente una fase, quella dell’ingresso nel nostro paese, in attesa di un lavoro (e di tanta burocrazia) che consenta l’emersione. Monsio, in particolare, ricorda di avere passato cinque anni da “irregolare”, in una sorta di limbo e di “invisibilità” prima del sospirato permesso di soggiorno. “Noi riteniamo di non dover dare una regola di vita ad un sacco di persone che per noi non esistono – dichiara Corazzina – ed è come avere un elefante in una stanza e fare finta di non vederlo”.
“Dai dati – prosegue Corazzina - emerge la continua crescita del numero degli immigrati nella nostra provincia. Ma l’annuario statistico dice che fondamentalmente la presenza di irregolari è limitata. Il desiderio di regolarità è fondamentale ed è quasi totalitario fra gli stranieri del nostro territorio. Non è corretto pensare che agli immigrati piaccia stare fuori dalle regole”.
Un altro dato estremamente significativo è che il 18% degli immigrati ha già una casa di proprietà, segno di una presenza stabile.
Altri dati che Corazzina porta all’attenzione sono quelli della cooperazione: l’Italia risulta essere il fanalino di coda in Europa per gli aiuti ai paesi in via di sviluppo. “Sono scelte - dichiara il relatore - e sono scelte che hanno delle conseguenze. L’Italia, nonostante la crisi e i tagli alla spesa pubblica, ha mantenuto inalterati gli stanziamenti per le spese militari, mentre si stanno cancellando gli aiuti. Altri Paesi hanno fatto scelte diverse. La prospettiva per noi non è aiutare le persone ma difenderci sempre di più e togliere agli altri perché ne abbiamo bisogno noi. E’ una prospettiva che diventa legge, diventa politica, diventa cultura, diventa educazione”.
E per educare invece all’accoglienza il prossimo incontro è stasera, giovedì, a Travagliato.
Per approfondire, il rapporto sull’immigrazione nella nostra provincia:
http://www.provincia.brescia.it/pls/news/docs/F152793407/nono_rapporto_%27immigrazione.pdf

