Grandi opere in arrivo sul nostro territorio e dintorni. Facciamo il punto della situazione.
Con un po’ d’imbarazzo dobbiamo confessare che le grandi opere ci causano sempre un certo disorientamento. In effetti la situazione è piuttosto complessa. E netta l’impressione che ci aspettano alcuni anni di fuoco per la presenza piuttosto invasiva di cantieri.
Questo articolo vuole costituire un aggiornamento, una sorta di collage delle notizie uscite sulla stampa nell’ultimo mese. Chiaramente accogliamo volentieri precisazioni da chi ne dovesse sapere di più. Da quanto ci è dato di capire, ad esempio, il cantiere della TAV dovrebbe essere in arrivo anche ad Ospitaletto, e ci auguriamo che ci si stia adoperando per individuare le soluzioni viabilistiche del caso per attenuare i disagi dei cittadini. Tuttavia è di questi giorni l’allarme lanciato da un deputato dell’IDV il quale sostiene che l’opera potrebbe essere fermata a causa del mancato finanziamento.
Bisogna sapere che la Treviglio-Brescia è lunga 39 km, più altri 19 per il collegamento con la stazione di Brescia (12 l’interconnessione Brescia Ovest, 7 l’affiancamento alla linea urbana esistente). L’investimento è di 2 miliardi e 50 milioni, non tutti ancora disponibili. I Comuni interessati sono Urago, Chiari, Castrezzato, Rovato, Cazzago, Travagliato, Ospitaletto, Roncadelle e Brescia.
Quibrescia l’8 novembre pubblica un post dove si legge, tra l’altro:
A lanciare l’allarme sulle difficoltà, tutte di carattere finanziario, in cui incorre la realizzazione è l’onorevole Antonio Borghesi (Idv), membro della Commissione bilancio alla Camera dei Deputati e professore di logistica che, sulle pagine del Corriere della Sera, ha spiegato che, sebbene nominalmente i fondi siano stati predisposti, il problema reale è costituito dalla effettiva disponibilità degli stessi che, in una contingenza di crisi economica come quella attuale, vengono centellinati.
Se, da un lato, viene ricordato dall’esponente dell’Italia dei Valori, il tratto Milano-Treviglio è stato completato con uno stanziamento di 760 milioni di euro, incerto risulta il reperimento dei fondi per l’aggancio con Brescia.
Non solo, un articolo della manovra finanziaria (il 32), prevede la possibilità che i fondi per le opere pubbliche “non vincolanti” (cioè laddove non sia stato indetto ancora l’appalto dei lavori o l’avvio del cantiere) possano essere revocati. Una possibilità che, allo stato attuale, è ben più che una mera ipotesi per l’avvio dell’Alta Velocità in terra bresciana.
Intanto, secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia il 25 ottobre, le società che devono costruire il tratto di TAV che interessa il nostro territorio hanno chiesto al Comune di Travagliato di occupare un’area per alcune sistemazioni logistiche. Il cantiere dovrebbe essere collocato nei pressi del ristorante l’Antica Corte vicino alla sp 19 in un’area di 4000 metri quadri. Il Comune di Travagliato non ha tardato a farsi sentire.
Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, Cepav Due, il consorzio incaricato della realizzazione della tratta, sta scegliendo le zone dove collocare i cantieri principali lungo i 39 km del percorso. Nel Bresciano uno dei siti sarebbe Travagliato. «Pretenderemo – ha dichiarato il sindaco Buizza - un previo e congruo indennizzo Il danno arrecato alla comunità e al suo territorio dovrà essere ben quantificato».
Veniamo alle strade. BreBeMi e non solo. Ecco alcuni brani tratti dal Giornale di Brescia del 6 ottobre:
La Brebemi allunga il passo: da Travagliato, dove attualmente si ferma il cantiere della Direttissima, si prepara a dirigersi verso Brescia. Alla fine di novembre, infatti, cominceranno i lavori per realizzare il raccordo fra l’autostrada in costruzione, la Corda Molle (Sp 19 Concesio-Capriano) e la Tangenziale Sud di Brescia, circa 8 km di nuovo tracciato fino a Roncadelle. Non solo. Nello stesso tempo prenderanno il via l’ampliamento della Tangenziale Sud fra lo svincolo di Roncadelle e di Brescia Ovest (1,8 km), la messa in sicurezza dell’innesto fra la Tangenziale Sud e la 510 Sebina, la variante all’ex statale 11 verso la Mandolossa. Quattro interventi per un totale di 91,7 milioni di euro, (…) In sostanza, le opere dovranno essere pronte nel luglio/agosto 2013: esattamente quando si prevede l’apertura della Brebemi. I quattro interventi sono assolutamente funzionali alla nuova autostrada per consentire il suo proseguimento verso est e dunque il collegamento con la viabilità principale del capoluogo. Fondamentale la bretella fra Brebemi e la Tangenziale Sud, che incrocerà anche la Corda Molle. Una nuova strada di 8 km; il tracciato passerà sotto la Corda Molle ad ovest di Travagliato (uno svincolo di interconnessione garantirà l’accesso), proseguirà in territorio di Roncadelle innestandosi, nella zona dell’ippodromo, alla Tangenziale Sud.
Ma anche la BreBeMi sconterebbe alcuni problemi di finanziamento. Quibrescia il 6 novembre dà voce alle perplessità di Dario Balotta di Legambiente. Ecco alcuni passaggi del post:
“I lavori della Brebemi proseguono il loro corso sconvolgendo e divorando 900 ettari di territorio agricolo nonostante l’iter di finanziamento dell’autostrada sia ancora in alto mare. Più il tempo passa ed i morsi della crisi finanziaria si fanno sentire in tutta Europa, più si allungano i tempi del cosiddetto closing finanziario. In nessun paese occidentale, dove ci sono veri Project financing si sarebbe potuto dare il via ai lavori senza la soluzione definitiva degli aspetti relativi al finanziamento dell’opera”.
A parlare così è Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente della Lombardia, che aggiunge: “La Corte dei Conti infatti non ha ancora registrato la delibera del Cipe del 5 maggio con la quale veniva approvato il 2° atto aggiuntivo della convenzione tra Cal (concessionaria autostradale lombarda) e la Brebemi. La delibera una volta approvata dovrà successivamente essere recepita da un decreto interministeriale (ministeri delle Infrastrutture ed Economia)”.
(..)
Allora, si chiede Balotta, “con il closing ancora in alto mare come è possibile finanziare i lavori il cui stato di avanzamento è pari al 15-20% ? I finanziatori privati se ne stanno ancora fuori Banca Intesa con 390 milioni,Unicredit e B.Mps 290, Ubi Banca e la Popolare con 200 milioni a testa, mentre la parte del leone dovrebbe farla la Cassa Depositi prestiti (la banca pubblica) con 765 milioni e sempre ammesso che la ricapitalizzazione della banche venga finanziata dagli organismi europei. A metterci una pezza per far partire i lavori ci sono volute le FS (soldi pubblici) che hanno anticipato 175 milioni (gli importi fin qui spesi) di quelli che ancora non sono i costi comuni visto che il progetto Tav, Treviglio-Brescia parallelo alla Brebemi non è ancora partito”.
Intanto, secondo Legambiente, gli scogli da superare non sono finiti: Brebemi e Fs non hanno ancora definito chi esproprierà le aree interposte fra l’autostrada e la nuova linea ferroviaria; la recente sentenza della corte Costituzionale che ha modificato i meccanismi di calcolo delle indennità di esproprio farà aprire nuovi contenziosi da parte dei proprietari terrieri visto che verranno risarciti diversamente; le problematiche della viabilità alternativa vicino ai cantieri sta procurando disagi ai numerosi comuni interessati.
Vedi anche:
http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/11_novembre_7/20111106BRE03_23-1902074569637.shtml

