La proposta di Legambiente per scongiurare la discarica di Bosco Stella

images1.jpgGià da tempo il Circolo di Legambiente Franciacorta ha avanzato la proposta di espropriare la cava Bettoni per evitare la discarica. Se questo percorso si rivelasse possibile, costituirebbe un vero “uovo di Colombo”. Pare tuttavia strano a chi scrive che una soluzione così semplice e poco costosa possa davvero bloccare una tale opera. L’esproprio  verrebbe effettuato per ragioni di pubblica utilità, ma la discarica stessa potrebbe essere considerata un’opera di pubblica utilità.  Fra due pubbliche utilità quale prevarrebbe in questo caso? Comunque la proposta è sicuramente autorevole e stimolante ed il dibattito aperto. Riportiamo dal Brescioggi del 30 dicembre.

CASTEGNATO. Legambiente ha messo a punto una soluzione creativa per «disinnescare» per sempre la controversa operazione promossa da A2A
«Discarica Bosco Stella, fermiamola così»
Gli ecologisti dettano la nuova strategia agli enti locali: «Vincolate urbanisticamente il sito a verde pubblico. Poi per acquistare il lotto basteranno 100 mila euro»

Da Travagliato l´esempio di come si può evitare lo scempio dell´apertura della discarica Bosco Stella di Castegnato. La speranza è di Legambiente, che parte dal caso della ex cava Aquilini per lanciare un´idea: «Basterebbero meno di 100mila euro per risolvere la questione della cava Bettoni, che A2A vuole trasformare in discarica Bosco Stella, se il Comune di Castegnato decidesse di espropriare l´area della cava di proprietà della Bettoni Spa».
AD AFFERMARLO è Silvio Parzanini, di Legambiente Franciacorta: «L´operazione - aggiumge - sarebbe economicamente risibile: secondo le tabelle della Provincia l´area classificata “terreno incolto sterile” vale più o meno 30 centesimi al metro quadrato».
La discarica non sarebbe dunque un destino inesorabile, ma si potrebbe al contrario scongiurare, investendo risorse relativamente scarse.

È più una proposta che una provocazione quella lanciata da Legambiente. Una proposta che si ispira appunto a quanto è accaduto in località Madonna Valverde di Travagliato dove, per evitare che l´ex cava Aquilini diventasse una discarica, l´amministrazione guidata dal sindaco Dante Daniele Buizza ha battagliato legalmente con la società Agricola Rura e Cerca.
Il progetto era realizzare una discarica di rifiuti non pericolosi contenenti amianto per un conferimento complessivo in cinque anni di 467.000 metri cubi.
L´area interessata superava i 40mila metri quadrati: avviato l´iter di esproprio per pubblica utilità, il Comune di Travagliato aveva versato 65 mila euro alla Cassa deposito e prestiti e in questi giorni, dopo il pronunciamento di Tar e Consiglio di stato, l´ex cava Aquilini è passata di proprietà al Comune di Travagliato che ora realizzerà un parco, come ha confermato l´assessore all´Ambiente e all´ecologia Davide Uboldi.

Ma la domanda ora è se davvero il caso Travagliato possa rappresentare un esempio da seguire anche per la Bosco Stella. E qualche difficoltà in più c´è.
A Travagliato, lo ricordiamo, a spianare la strada alla procedura di esproprio era stato il passaggio nel Pgt da area agricola e per attività estrattive ad area destinata a verde pubblico. A Castegnato, invece, i 315 mila metri quadrati della cava Bettoni sono inseriti nel Pgt come area estrattiva fino al febbraio 2015.

NON C´È POSSIBILITÀ, dunque, di variare nell´immediato il Piano di governo del territorio: «Per ora abbiamo potuto inserire solo un´indicazione che prevede di passare la destinazione d´uso ad area per le attività produttive o per attività sportive - precisa il sindaco Giuseppe Orizio -. Siamo fortemente orientati a realizzare un polo dell´energia che permetta di produrre energie rinnovabili, proprio da un sito che potrebbe invece diventare fonte di inquinamento».

Tanti buoni propositi che dovranno però piegarsi al volere della Regione, dove prosegue l´iter autorizzativo della discarica Bosco Stella avviato da A2A: «L´assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Daniele Belotti, ha dichiarato che se i tecnici preposti alla valutazione dell´impatto ambientale daranno parere favorevole alla discarica, i politici non potranno che adeguarsi - continua Orizio -. Su questo non è d´accordo nessuno dei sindaci dei Comuni con i quali la discarica interferirà: Castegnato, Paderno Franciacorta, Passirano e Ospitaletto, tutti contrari».

INTANTO, però, A2A si è portata avanti da tempo, siglando un contratto con la Bettoni Spa, proprietaria dell´area Bosco Stella, perché il sito venga affittato all´Aprica Spa del Gruppo A2A (il contratto è addirittura dell´aprile 2005).
In ottobre Aprica ha presentato ai Comuni di Castegnato, Paderno, Passirano e Ospitaletto (oggi commissariato) la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale e l´istanza di autorizzazione per la realizzazione e l´esercizio della Bosco Stella.
Anche se l´opposizione alla discarica è forte, è difficile dire che «il pericolo è scampato».

 

 

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