Arrivano i cantieri della TAV
Il nostro territorio sta per essere investito da un’opera imponente. La giunta attualmente sospesa aveva avanzato alcune richieste progettuali per migliorare la viabilità nell’ambito dei cantieri previsti per l’opera. Si tratta della zona del sottopasso ferroviario di via Trepola da mettere in sicurezza con la previsione anche di tracciati ciclopedonali. Questa la relazione approvata con deliberazione del 22 novembre: http://www.comune.ospitaletto.bs.it/portal/page/portal/ospitaletto/documentiIstituzionali/attiAmministrativi?p_id_documento=42099064
Le preoccupazioni per quest’opera sono in ogni caso tante. Riportiamo dal Brescioggi del 20 gennaio.
AMBIENTE E TERRITORIO. Per la tratta Brescia-Treviglio della super-ferrovia è ormai tutto pronto. O almeno quasi
Tav verso l´ovest bresciano:la polemica va ad alta velocità
Appaltate l´altro ieri le opere funzionali, potrebbe avverarsi la promessa fatta due mesi fa dall´assessore regionale lombardo ai Trasporti, Raffele Cattaneo, che aveva annunciato per questo mese di gennaio l´apertura dei cantieri.
In attesa della super-ferrovia prossima ventura, avanzano intanto ad alta velocità anche le ultime polemiche sul tracciato della linea Tav.
UN TRACCIATO che da Calcio sconfinerà con i suoi cantieri in provincia di Brescia attraversando, centrandoli in pieno o «sfiorandoli» marginalmente, i territori di Urago d´Oglio, Roccafranca, Rudiano, Chiari, Castrezzato, Ospitaletto, Rovato, Cazzago, Castegnato e Travagliato.
Ma si diceva delle polemiche, delle ultime incognite. Se ambientalisti, comitati e amministrazioni non sono riusciti finora a fermare o modificare il percorso della Tav, a Cazzago è ora la minaccia di un cavatore di adire vie legali, a prospettare la possibilità di una variazione in extremis.
Il Cepav (Consorzio Eni per l´alta velocità) a cui è affidata la realizzazione, a dicembre ha chiesto al sindaco di Cazzago, Giuseppe Foresti, di poter spostare il cantiere su un´area diversa da quella prevista.
È Foresti a spiegare cosa stia succedendo: «L´area scelta da Tav in funzione di precisi requisiti, comprende una parte di proprietà di un cavatore. Quest´ultimo, in seguito alla sentenza del Consiglio di stato che ha autorizzato le cave Macogna e Bonfadina, ha ritenuto di avere ora una base per poter chiedere di spostare il previsto cantiere Tav dalla sua proprietà. La Provincia in effetti non può autorizzare un impianto di escavazione su un´area del cantiere Tav. Ma su quella proprietà non sono previsti volumi di scavo».
È comunque un possibile intoppo. Il consorzio Cepav 2, vedendo il rischio di un pesante ritardo, si è messa subito alla ricerca di un´area alternativa, tra Rovato e Travagliato.
«Infatti alla richiesta di una collocazione diversa - ha concluso il sindaco di Cazzago - abbiamo risposto che, considerando i requisiti tecnici, sul nostro territorio non esistono altre possbili aree alternative».
Ed ecco allora che il tentativo di Cepav 2 di spostare il cantiere, ha spostato anche la polemiche, come ricorda l´ingegner Angelo Bergomi, vicesindaco di Rovato, rappresentante degli enti locali nell´organismo per le grandi opere.
«A Rovato - ricorda Bergomi - il cantiere Tav, opera ritenuta di “pubblica utilità” comporta la demolizione della cascina Corradina, imponendo il trasloco di una decina di famiglie. Ma la stessa “pubblica utilità” che sfratta dieci famiglie, sembra non valga per un cavatore che difende un ipotetico diritto a scavare, in un´area dove non è autorizzata alcun impianto di escavazione».
In effetti, Cepav sta cercando di spostare il cantiere temendo le conseguenze di una iniziativa legale. Ma questa variante in extremis rischia di scaldare il clima proprio a ridosso del via ai cantieri.

