E’ stato presentato il notiziario della Lista Insieme per Ospitaletto in distribuzione in questi giorni. Per l’occasione Giovanni Battista Sarnico ha tracciato un consuntivo dei suoi sei mesi di governo, ma ha anche sottolineato la situazione di difficoltà amministrativa creatasi con l’interruzione del mandato.
“Vogliamo rendere noto a tutti - ha esordito Sarnico - il nostro impegno nel voler continuare l’attività politica e amministrativa. Il notiziario in distribuzione ha l’intento di chiarire alcuni punti essenziali. Il 14 febbraio ci sarà l’udienza al Consiglio di Stato e noi ci auguriamo che possano essere accolte le nostre ragioni. Se così sarà, dal giorno successivo saremo nuovamente in carica. Se così non sarà, ci impegneremo affinché si possa presto tornare al voto e ci sia la conferma del nostro gruppo e del nostro progetto”.
Fra i punti all’attenzione è la vicenda Bosco Stella, rispetto alla quale Sarnico precisa di avere notizia che la procedura di valutazione di impatto ambientale è alle battute conclusive. Ricorda di essersi mosso per bloccare la discarica su tre fronti: quello istituzionale in accordo con gli altri sindaci, quello tecnico, incaricando una ditta specializzata di formulare osservazioni da produrre nella procedura di valutazione di impatto ambientale, e, infine, sul fronte partecipativo, a fianco dei cittadini e dei comitati ambientali. “Anche su questo fronte, ora viene a mancare l’iniziativa politica del Comune di Ospitaletto, e noi siamo danneggiati da questa situazione” chiosa Sarnico.
Altro punto dolente è il bilancio. “Quando siamo entrati in carica ci siamo subito accorti che qualcosa non andava e abbiamo incaricato due società di revisione per avere un parere. Il revisore poi ha messo in chiaro tutti i punti critici. Li abbiamo ben evidenziati nella deliberazione sugli equilibri di bilancio ed abbiamo denunciato la situazione agli organi competenti. Il 25 gennaio il revisore ha scritto al commissario per rappresentare la gravità della situazione, resa ancora più difficile dall’assenza di un indirizzo politico per il paese. Sono a conoscenza che il commissario ha trasmesso questa lettera alla Corte dei Conti”.
Alfonso Bordonaro, delegato per il bilancio, ha illustrato le criticità riscontrate, che porterebbero il Comune ad un possibile squilibrio per 8 milioni dovuti principalmente all’aver iscritto e mantenuto in bilancio residui attivi per alienazioni immobiliari senza aver individuato alcun compratore, alla riscossione anticipata e all’ utilizzo di oneri di urbanizzazione prima del perfezionamento dei relativi atti, e infine al lodo Italgas.
“Negli ultimi tre anni - ha dichiarato Bordonaro - il bilancio denunciava una richiesta di credito alla banca per oltre due milioni di Euro. Da questo abbiamo capito che i soldi non c’erano. Si richiedeva alla banca di fare anticipazioni di cassa per 250 giorni all’anno. Non c’era liquidità perché le entrate erano state registrate nel bilancio erroneamente”.
Per quanto riguarda in particolare gli oltre due milioni di Euro che sarebbero stati registrati impropriamente come entrate accertate (cosiddetti residui attivi) derivanti dalla venditadi aree, viene dato conto di quanto scritto dal revisore del Comune: “tali accertamenti di entrata sono stati registrati nei rispettivi anni e mantenuti nei conti consuntivi deggli anni successivi in violazione dei principi contabili e delle norme di legge contenute negli artt. 179 e 189 del TUEL laddove recitano rispettivamente:
art. 179 c. 1: l’accertamento costituisce la prima fase di gestione dell’entrata mediante la quale, sulla base di idonea documentazione, viene verificata la ragione del credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico (cioè - precisiamo - ci deve essere un atto di vendita, in soldoni), individuato il debitore (cioè ci deve essere il compratore dell’area), quantificata la somma da incassare, nonché fissata la relativa scadenza.
art. 189 c. 2: sono mantenute fra i residui attivi esclusivamente le entrate accertate per le quali esiste un titlolo giuridico che costituisca l’ente locale creditore della relativa entrata”.
Insomma, è stato un po’ come spendere i soldi che si ritiene di ricavare dalla vendita della propria casa non solo prima di avere fatto il rogito, ma anche prima di avere trovato il compratore.
Il blocco amministrativo comporta, secondo il notiziario pubblicato, anche uno stop nel risanemento della situazione descritta. “Prendendo visione di tutti i contratti e gli appalti - precisa Bordonaro - che scadevano il 31.12.2011, noi, senza nulla togliere alla qualità del servizio, avevamo già individuato risparmi per centinaia di migliaia euro. L’aver solo prorogato i contratti in essere porterà ad un aggravio di 100.000 euro per i primi mesi del 2012. In soli sei mesi, lavorando su tutte le voci del bilancio abbiamo trovato che potevano essere fatti risparmi facendo convenzioni ed accorpando servizi. Facciamo qualche esempio. Il contratto per le pulizie costava 61.000 euro all’anno per 3 anni: riviste le condizioni, per lo stesso livello qualitativo, il contratto costava 34.000 euro all’anno. Eravamo pronti per procedere in tal senso. Avevamo trovato il modo di risparmiare 40.000 euro sul servizio di scuolabus. Oltre 100.000 euro si risparmiavano nell’appalto per il sistema di rendicontazione delle multe”. Il risanamento, insomma, non lo si stava facendo a spese del territorio, aumentando l’edificabilità dei suoli.
“I documenti sono stati trasmessi alla Corte dei Conti -ha concluso Sarnico - si vedrà se la corte vorrà intraprendere qualche azione”.