Il bilancio della discordia
Una viva preoccupazione è stata espressa negli ultimi tempi sulla situazione del bilancio comunale. Ricapitoliamo alcuni passaggi. Le criticità sono state espresse dall’Amministrazione Sarnico a ottobre nella deliberazione sugli equilibri di bilancio; ad essa ha fatto eco una dettagliata relazione dell’organo di revisione datata novembre 2011. Dopo la sentenza del TAR che ha determinato il commissariamento del Comune, sul punto è tornata con un notiziario, a fine gennaio, la Lista Insieme per Ospitaletto, mentre il revisore ha sollevato recentemente ulteriori criticità derivanti proprio dall’interruzione dell’amministrazione politica del paese. Da ultimo il commissario prefettizio avrebbe trasmesso questi documenti alla procura della Corte dei Conti per una verifica volta ad individuare eventuai responsabilità.
Lo squilibrio di bilancio, stando a quanto si legge nella relazione del revisore, ammonterebbe a 5.439.000 euro, così composti: residui attivi aree anni precedenti mai vendute: E. 2.154.880; residui attivi per opere di urbanizzazione riferite alle lottizzazioni delle suddette aree a carico dei lottizzanti (per ora inesistenti): E. 654.469; riscossione anticipate di oneri di urbanizzazione su atti unilaterali d’obbligo (potenzialmente da restituire): E. 2.200.000; residui attivi di oneri di urbanizzazione per concessioni edilizie mai ritirate (probabilmente da annullare): E. 429.699. Insomma si sono spesi dei soldi senza averli o pur sapendo che ci si sarebbe potuti trovare nelle condizioni di doverli restituire.
Il revisore, dopo il commissariamento, ha evidenziato alcuni rischi ulteriori, lamentando che il Comune si trovi a dover deliberare rendiconto 2011 e bilancio preventivo 2012 senza l’indirizzo politico necessario ad adottare le soluzioni idonee a fronteggiare una situazione critica. Situazione critica che la giunta stava affrontando con alcune misure che ora fatalmente segnano il passo. “L’aver prorogato – scrive fra l’altro il revisore – temporaneamente nel 2012 tutti i contratti in essere nel 2011 porta ad un sostanziale aggravio dei costi già individuati analiticamente nel corso di novembre – dicembre 2011, stimato dall’ufficio comunale di ragioneria in circa 100.000 euro, che potevano essere risparmiati adottando gli indirizzi già intrapresi dalla giunta e dal consigliere responsabile del bilancio”.
Un altro aspetto sollevato riguarda l’utilizzo delle entrate per oneri di urbanizzazione per la spesa corrente. E questo richiama all’enorme espansione edilizia del nostro paese che avrebbe in buona parte finanziato i servizi che il Comune offre ai cittadini. Un comportamento legittimo, ma che costituisce fonte di potenziale disavanzo futuro del bilancio, poiché consente di consolidare una parte della spesa corrente che in futuro, nell’eventualità di non disporre più della stessa quota di oneri di urbanizzazione, non risulterebbe finanziabile se non con nuove e diverse entrate. Insomma, ora che il paese è totalmente edificato, e non si vuole o non si può ricorrere al consumo di suolo (il paese è pieno anche di appartamenti invenduti e l’edilizia è in crisi), ora che la popolazione è aumentata e quindi ci sono più persone che chiedono servizi (asili, mensa scolastica, servizi sociali ecc.) che non possono essere più finanziati con gli oneri di urbanizzazione, il timore è che si dovrà garantire la copertura delle spese con l’aumento delle tasse. O tagliare alla grande.
Rispetto a questi rilievi nei giorni scorsi ha espresso alcune considerazioni l’ex sindaco Prandelli, che afferma, secondo quanto riferito dal Giornale di Brescia del primo febbraio: «Il revisore dei conti Elisabetta Damiani, che ha segnalato le presunte irregolarità è stata nominata dalla Giunta Sarnico ed esprime concetti in linea con i suoi datori di lavoro. Va spiegato che i bilanci d’ogni amministrazione pubblica sono certificati da revisori dei conti professionisti, che sottoscrivono la compatibilità degli stessi con le leggi dello Stato. Anche il revisore dei conti uscente, Flavio Mennucci, aveva evidenziato alcune criticità, ma non buchi di bilancio. In questi tempi, ogni amministrazione ha criticità di bilancio con cui gli amministratori si confrontano, ma le criticità dovrebbero essere approfondite nelle sedi istituzionali ed affrontate con spirito costruttivo, mentre Sarnico e compagnia cercano di giustificare la loro incapacità ad amministrare addossando le loro responsabilità alla mia amministrazione».
L’ex sindaco invita il suo successore alla prudenza: «È poco credibile che il Commissario prefettizio abbia sottoscritto il documento inviato alla Corte dei Conti, anche perché quanto dichiarato da Sarnico e Bordonaro ha l’aspetto d’una presa di posizione elettorale e un Commissario del Governo dovrebbe essere super partes. Mi chiedo come faccia Sarnico ad essere così addentro alle questioni amministrative, dal momento che il Consiglio comunale è sciolto. È bene che anche lui aspetti la decisione del Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar e non cerchi slealmente di influenzarne il giudizio. La questione del presunto buco di bilancio va conosciuta a fondo, dato che Sarnico ha dichiarato che la mia Giunta avrebbe lasciato ben otto milioni di euro di debiti».
«Come si può - spiega - considerare un debito la proprietà di terreni edificabili? È come dire che chi possiede un appartamento ha debiti perché non può spendere l’appartamento. Sulle reti Italgas, infine, si rasenta il paradosso. Sarnico racconta di un risarcimento milionario che il Comune dovrebbe pagare per la mia risoluzione anticipata del contratto. È una verità faziosa: nel 2000 la Lega che era all’opposizione si oppose alla svendita della rete, ma l’operazione si fece per volere del centrosinistra».
Se tuttavia Prandelli si chiede“come si può considerare un debito i terreni edificabili”, il revisore stigmatizza la vicenda dei residui attivi derivanti dalla vendita delle aree mai realizzata. La relazione precisa: “tali accertamenti di entrata sono stati registrati nei rispettivi anni e mantenuti nei conti consuntivi degli esercizi successivi in violazione dei principi contabili e delle norme di legge”. Peraltro occorre osservare che la Corte dei Conti esprime costantemente il medesimo avviso in relazione ai residui attivi. Si veda ad esempio:
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/toscana/2011/delibera_4_2011_vsg_e_relazione.pdf
Insomma, come abbiamo più volte avuto occasione di scrivere, il fatto contabile contestato consisterebbe in questo sostanzialmente: nell’aver messo a bilancio e speso i soldi che si prevedeva di dovere incassare da queste vendite, senza avere prima trovato il compratore, come prescriverebbe la legge.
In merito alle dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco Prandelli, il consigliere delegato per il bilancio, Alfonso Bordonaro replica:
“L’ex sindaco Prandelli nelle sue dichiarazioni sembra non capire o far finta di non capire una questione importante. Di che cosa si tratta? Il Comune ha bisogno di soldi mette in vendita il palazzo comunale e stima il valore € 2 milioni. L’asta va deserta ma considera venduto il palazzo, mette in bilancio il valore e spende € 2 milioni. Certo che il patrimonio rimane al Comune, ma rimane anche il debito a fronte di una presunta entrata che non c’è stata. Lo dimostrano ampiamente le anticipazioni di cassa che per tre anni hanno toccato punte di € 2 milioni e più”.
Anche riguardo alla questione Italgas, Bordonaro non ci sta. “L’ex sindaco Prandelli – dichiara - può dire quello che vuole ma la questione Italgas non ha portato entrate al Comune, solo debiti. La coerenza della Lega in questi anni è emblematica: non si fanno ragionamenti ma si offende in tutti i modi, con volantini, articoli, blog eccetera. Chi è stato offeso tace e aspetta che la situazione venga chiarita dagli organi competenti”. L’allusione è all’invio dei documenti alla Corte dei Conti, di cui si è riferito nei giorni scorsi. “A questo proposito – prosegue Bordonaro - Prandelli afferma che il commissario deve essere super partes e non fare nulla. Noi crediamo che il Commissario abbia svolto il suo lavoro in modo professionale premurandosi di far presente la situazione. Perché agitarsi tanto se non c’è nulla da temere? Agli atti del consiglio comunale di ottobre c’è una dichiarazione firmata di Abrami che dice che è tutto a posto. Vedremo se gli organi competenti solleveranno qualche rilievo”.

