Fra finanza locale e stop amministrativo, il PD di Ospitaletto s’interroga sulle prospettive per il Comune

pd2.jpgFinanza e gestione del territorio sono il crocevia obbligato di molti problemi in cui si dibattono i Comuni. Fra questi due punti ineludibili si crea spesso un legame non virtuoso dove il territorio serve per fare cassa. Quando ciò accade, complici anche i tagli alla finanza locale, è a rischio, oltre alla qualità dell’ambiente, la tenuta dei servizi per i cittadini. Questi alcuni temi dell’incontro dedicato dalla sezione del Partito Democratico di Ospitaletto all’impatto sugli enti locali delle manovre finanziarie governative.

Per Ospitaletto, infatti, se i problemi finanziari del Comune sono stati da subito al centro dell’attenzione, sia all’avvio dell’Amministrazione Sarnico, sia in questa fase di forte polemica da parte degli amministratori “spodestati” rispetto all’Amministrazione precedente, essi sono stati inquadrati in un contesto più generale, non facile per i Comuni, nell’incontro organizzato venerdì scorso, che ha visto come ospiti della serata, coordinata dal Segretario della locale sezione del PD Luca Radici, Giovanni Battista Sarnico, il sindaco di Paderno Antonio Vivenzi e il capogruppo PD in Loggia on. Emilio Del Bono.

Ma il primo tema a tenere banco è stato lo stand by amministrativo  non ancora sciolto del Consiglio di Stato. “Ci auguriamo che il Consiglio di Stato ci permetta di tornare presto in amministrazione - ha esordito Sarnico - se non sarà così, vorrei dare un messaggio positivo: siamo stati all’opposizione per dieci anni e abbiamo vinto le elezioni; siamo stati al governo per sei mesi, abbiamo tutte le chance per poter tornare a vincere”. Numerose le misure adottate nella breve esperienza amministrativa, puntigliosamente rivendicate dal sindaco al momento “congelato”, volte a dimunire le spese e a incentivare l’introito di tributi comunali dovuti e non ancora incassati.

“Io sono certo - ha concluso Sarnico - che sarà una nuova vittoria per Ospitaletto e per il nostro gruppo, non ho alcun timore a confrontarmi con Angiola Giudici o con chi al posto della Giudici concorrerà se saranno riaperte le liste. Rimane il rammarico che per una presunta irregolarità di cui non siamo responsabili si faccia cadere tutto. C’è chi dice che tutti sapevano. Certo che sapevamo che l’autenticatore era di Lumezzane, ma non è compito mio fare l’arbitro, io faccio il giocatore. Parto dal presupposto che tutti giochino in modo corretto e per controllare ci sono gli organi preposti”.

Entrando nel vivo del tema finanza locale, oggi all’ordine del giorno c’è l’IMU, cioè l’imposta che va a sostituire la vecchia ICI. Un’imposta che non manca di sollevare diversi rilievi critici: “Il 50% dell’IMU che non è prima casa - vale a dire quasi tutta l’IMU -  dovrà andare allo Stato centrale - precisa Sarnico - avremo circa 4.300.000 euro di IMU, di cui però 2 milioni andranno a Roma”. I Comuni dunque disporranno di un’imposta che è locale solo fino ad un certo punto. Sul punto, il sindaco di Paderno Vivenzi rincara la dose precisando che i Comuni dovranno versare allo Stato il 50% esatto del gettito previsto, ben sapendo però che non tutti i contribuenti pagheranno, o pagheranno nei tempi dovuti, e che potrà esserci un 10/20% di sofferenza, posta del tutto a carico del Comune. “Berlusconi ha tolto l’ICI sulla prima casa - ha proseguito Vivenzi  -  e ha restituito ai Comuni, quando andava bene l’80%. Con l’ICI gestita dal Comune si potevano prevedere dei flussi di cassa e avere anche degli interessi attivi. Ora non più. Loro che erano federalisti hanno tolto l’unica vera tassa gestita dai Comuni”.

La finanza è un problema per tutti i Comuni, per tutti sussiste il problema di fare fronte ai bisogni sempre più ampi delle comunità con sempre minori risorse, rispettando regole molto rigide, come i vincoli del patto di stabilità, e con i pesanti tagli al sociale operati dalla Regione. Per molti Comuni la tentazione di fare cassa con la leva urbanistica ha costituito una sirena dai richiami irresistibili: la possibilità di utilizzare gli introiti degli oneri di ubanizzazione per la spesa corrente risolve alcuni problemi nell’immediato, ma ne crea di enormi per il futuro. “Non è che facendo cassa con il territorio, e Ospitaletto ne sa qualcosa, - ha affermato Vivenzi - ci sistemi il bilancio. E’ un po’ come una famiglia che un anno per pagare la retta scolastica dei figli decide di vendere la casa; l’anno dopo chiaramente non è che se la può più rivendere. Questi comuni che fanno cassa col territorio, ogni anno vanno ad aggravare la loro posizione. Non è solo il caso di Ospitaletto. Sono i sindaci che hanno voluto la regola per cui si possono usare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente”. Se Ospitaletto, nel 2010, ha chiuso il bilancio con 2.200.000 euro di oneri di urbanizzazione, Paderno solamente con 30.000, a testimonianza di una politica molto attenta sul fronte del consumo del suolo, pur a fronte di notevoli sacrifici economici.

Vivenzi ha da ultimo sottolineato il senso di responbabilità di Sarnico, che si è fatto carico di rimarcare le cose che non andavano nella gestione finanziaria - ed era  sintomo che non andavano il fatto che il Commissario da poco insediato mandasse alla Corte dei Conti la documentazione della gestione finanziaria dell’amministrazione precedente. “Denunciare non significa dare la colpa agli altri, ma prendersi la responsabilità di migliorare la situazione, perché sia chiaro che ci si assume la responsabilità da lì in avanti e non da lì indietro”.

“Sono bastati pochi mesi - ha proseguito Vivenzi - per fare avvertire ai cittadini la differenza, per far capire che si era lì per fare gli interessi di tutti i cittadini e non di pochi. Io sono convinto che la gente di Ospitaletto vi ha già premiato una volta e vi premierà ancora maggiormente”. Tuttavia in questo momento c’è anche la preoccupazione per l’assenza politica di Ospitaletto in un momento cruciale per le decisioni che investono dal punto di vista ambientale il territorio, come quello attuale in cui si sta decidendo sulla valutazione di impatto anbientale per la discarica di Bosco Stella.

Ad Emilio Del Bono è toccato l’inquadramento politico più generale. “Se doveste tornare a votare, io credo che lo potrete fare molto serenamente, sia perché l’anno scorso avete vinto in un quadro politico molto più problematico di quello attuale, sia perché nei mesi di governo avete dato l’idea di un cambio di stile.  Sono cambiate un po’ di cose; io credo che il rapporto Lega - PDL non sia dei più sereni; il Governo Berlusconi è finito; ora c’è un Governo che ha fatto riflettere i cittadini. La Lega l’abbiamo provata al governo a tutti i livelli e tutto si può dire tranne che abbia dato una gran prove di sé. Sta cercando di rifarsi un po’ di verginità urlando qua e là contro il Governo Monti. Il bello è che l’IMU l’hanno voluta loro, con Tremonti, Monti l’ha solo anticipata di un anno. La Lega a livello locale ha avuto una politica speculativa e devastante sul territorio: padroni a casa nostra non vuol dire demolire la casa. Sarebbe interessante che la casa sia custodita per chi la eredita. In questo noi del centrosinistra facciamo la differenza, nel senso delle istituzioni”.

“Dovremo mettere mano, come amministratori, all’utilizzo sapiente delle risorse - ha concluso Del Bono - Negli ultimi tre  anni sono state fatte manovre di correzione dei conti pubblici per 120 miliardi di euro. Una parte molto grossa (30 miliardi) è stata scaricata sul sistema degli enti locali, in modo non equo, perché il sistema degli enti locali pesa sul debito pubblico per un quindicesimo, e i comuni sono tra i soggetti istituzionali quelli che hanno un rapporto inferiore di indebitamento. Il paradosso è che si è scaricata soprattutto addosso ai comuni una politica di rigore e di contenimento della spesa che non ha proporzione rispetto all’indebitamento e alla quantità di risorse che essi gestiscono. E questa è una cosa che non va. Soprattutto perché il debito dello Stato è cresciuto, mentre da anni le spese dei comuni sono tagliate. Se una manovra lacrime e sangue produce il risultato che il sistema locale si comprime e lo Stato centrale si gonfia, c’è qualcosa che non va. Il patto di stabilità non l’ha voluto l’Europa per i comuni: è ogni Stato membro che decide quali sono le regole per ridurre il debito; c’è chi lo ha fatto comprimendo la spesa centrale, c’è chi lo ha fatto - ed è il nostro caso - comprimendo in modo smisurato la spesa locale. Questo è accaduto soprattutto durante gli anni dei governi di centrodestra e della Lega. Monti non ha aggiunto nulla alle operazioni tremontiane. Per ora. Io penso che dovrà ripensare alla manovra triennale di Tremonti. Credo che bisognerà fare pressione su Monti per riequilibrare come si distribuiscono i sacrifici. E’ fondamentale capire che una compressione formidabile della spesa degli enti locali, che pur devono compartecipare, perchè ci sono sprechi dappertutto, non va bene perché i comuni sono sul territorio a presidio di alcuni servizi essenziali”.

La sfida dunque per gli amministratori locali è produrre una politica di qualità in uno scenario sempre più difficile. Ma dove ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità di governo.

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Un commento to “Fra finanza locale e stop amministrativo, il PD di Ospitaletto s’interroga sulle prospettive per il Comune”

  1. Moderatrice:

    @”giorgio”. Lei mi ha lasciato un commento e la sua casella mail non esiste già più. Ohibò, ci sono davvero in giro molte primule rosse del web! Davvero un atteggiamento strano in sì grande amante del puntiglio.

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