“Le biografie sbagliate”. Uscito l’ultimo libro di Roberto Bianchi

book1.jpgRiportiamo dal sito del Corriere della Sera di Brescia

«Biografie sbagliate» per vite rubate al quotidiano
È uscita l’ultima fatica del bresciano Roberto Bianchi per Arpanet. Storie borderline ma non troppo

Belli? Forse. Impossibili? Può darsi. Borderline? Sicuramente. Sono gli attori di «biografie sbagliate», di storie nate male e cresciute peggio, protagonisti di racconti che sembrano usciti da un neorealismo crudo 2.0, un po’ Matrix, un po’ Ferzan Özpetek. Sono gli uomini e le donne dell’ultima fatica letteraria di Roberto Bianchi, bresciano prestato alla scrittura con la stessa passione con la quale in passato si era occupato di politica, creatività, arte e design.

Sono i protagonisti di «Le biografie sbagliate» romanzo uscito per i tipi di Arpanet, casa editrice per metà tradizionale (con libri su carta) e per metà digitale (e-book scaricabili dal sito www.arpabook.com), porto sicuro per alcune precedenti fatiche di Roberto Bianchi come il romanzo, vagamente autobiografico, «La collana di perle fine» (2010), la storia di un tormentato rapporto tra un padre e una figlia, tra un uomo anticonformista e ribelle e una famiglia con i sacri crismi.
«Le biografie sbagliate» di Bianchi raccontano di uomini e donne segnati dentro da un passato traditore, da un presente amaro e da un

futuro che non promette nulla di buono. Racconti maledetti, che hanno come filo conduttore una vita avara di soddisfazioni, ma sempre pronta ad aprire nuovi orizzonti che nemmeno uno che ne ha viste tante come il batterista Carlo Ferrini poteva immaginare. Così come Matteo Gamba tutto azienda, famiglia e mutuo che, perso il lavoro, si mette in standby, vivendo solo di brevi sussulti sul divano di casa con Marialuisa, collega della moglie, un po’ surfista del sesso, un po’ pendolare dei sentimenti. Sussulti senza futuro come quelli di Penelope Venturi che si trova a rifare i conti con gli abusi del passato in una stazione ferroviaria davanti ad un barbone cui, in gioventù, aveva riservato affetto prima di finire preda del gruppo di amici, ingordo di emozioni, selvaggio e brutale. Quel barbone era stato contemporaneamente luce del cuore e complice del naufragio sentimentale di una vita che ora, nelle notti più buie, cercava e vendeva piacere solo attraverso l’occhio senza lacrime di una webcam.

«Le biografie sbagliate» di Roberto Bianchi fanno attraversare al lettore storie estreme ma non tanto, conducono il curioso delle vite altrui in stanze spoglie di sentimenti, in locali fumosi, in bagni buoni per una striscia di cocaina, su auto fruste come ribaltabili che ne hanno viste tante. Le pagine dello scrittore bresciano portano a scandagliare umanità dolenti che sembrano la vita di tanti. Una vita che, forse, non vorremmo mai vivere, «biografie sbagliate» che, però, leggiamo con gusto. E partecipazione.

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