Il TAR ordina al Prefetto di indire le elezioni entro tre mesi
E’ stata infine depositata la sentenza pronunciata dal TAR Brescia nel giudizio di ottemperanza promosso da Giovanni Battista Sarnico. Sostanzialmente verrebbero confermate le prime indiscrezioni che davano per probabile il voto all’inizio dell’autunno.
Ricordiamo brevemente i fatti: dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha definitivamente respinto l’appello di Sarnico contro l’annullamento delle elezioni del 2011, la Prefettura non ha ritenuto di indire le nuove elezioni, sostenendo che esse si sarebbero dovute svolgere col turno elettorale ordinario della primavera 2013.
Dopo un primo tentavivo fallito di fare iscrivere in corsa Ospitaletto fra i Comuni al voto il 6 maggio scorso, Sarnico ha intimato alla Prefettura di indire le elezioni entro tre mesi, così come prescritto dall’art. 85 del D.P.R. 570/1960. Non ottenendo risposta, si è rivolto al TAR per il cosiddetto giudizio di ottemperanza. Un tipo di ricorso che viene fatto quando l’amministrazione non adempie al giudicato e si rende necessario un ordine del giudice.
Il TAR ha riconosciuto, con la sentenza in data di oggi, che la legge del 1960 è ancora in vigore per quanto riguarda la ripetizione delle elezioni dopo l’annullamento e che quindi la Prefettura è tenuta ad osservarla e a indire le elezioni entro tre mesi da quando la sentenza del Consiglio di Stato del 31 marzo sarà notificata con tutti i crismi alle parti. Si tratterà verosimilmente di andare al voto all’inizio dell’autunno. Se non ci saranno ulteriori sorprese.
Farà sicuramente discutere anche la decisione assunta sulle modalità del voto. Il TAR ha ribadito che il giudicato da eseguire comprende il fatto che si debba tornare alle urne con le stesse liste del 2011 esclusa FN. I magistrati si sono detti consapevoli dell’orientamento del CdS che si è in talune occasioni pronunciato in senso contrario, ma hanno anche ricordato che questo orientamento non deve essere considerato in senso assoluto.
Nel nostro caso, il TAR a dicembre, non smentito dal Consiglio di Stato a marzo, avrebbe applicato il principio della conservazione degli atti amministrativi validamente adottati nel procedimento elettorale. Questa decisione sarebbe stata assunta in coerenza con gli atti impugnati dal ricorso di Angiola Giudici. Poiché le liste erano state ammesse tutte validamente tranne quella di FN, si vota con le liste validamente ammesse.
Liste bloccate dunque. Rispetto a questo aspetto, vale quanto abbiamo già scritto nel dicembre scorso: parrebbe proprio che il nostro paese sia destinato ad un’operazione macchina del tempo!
Che cosa succederà ora? La Prefettura adempierà all’obbligo di indire le elezioni? Impugnerà la sentenza? Sarà necessaria la nomina di un commissario ad acta? Vorremmo sperare che sia finita con i ricorsi …
Per chi avesse voglia di leggersi tutto …

