Riportiamo dal Bresciaoggi del 9 e 10 maggio
L´OPERAZIONE DRINK. L´indagine è partita da Travagliato. Il sequestro di una pistola rubata apre ora interessanti scenari investigativi pure sul fronte delle rapine in villa
Cocaina da «bere», scattano nove arresti
Da Ospitaletto a Erbusco i bar erano i microterminali di un traffico di droga sull´asse Sudamerica-Albania Bresciano il presunto referente estradato dalla Bolivia
Arrivava in piccole partite per posta aerea dal Sudamerica oppure in stock più consistenti dall´Albania, nascosta in auto o nei cassoni dei Tir. Diverso il metodo di spedizione, stessa la destinazione: i locali della Franciacorta e della Bassa. I clienti usavano un gergo per ordinare lo stupefacente. Un lessico decodificato dalle indagini della polizia che partendo dai terminali dello spaccio, ovvero i bar di Travagliato, Ospitaletto ed Erbusco, ha ricostruito a ritroso la complessa ed intricata filiera dei fornitori internazionali. L´indagine di due anni condotta dalla sezione narcotici sotto l´egida di Riccardo Tumminia capo della squadra Mobile di Brescia è sfociata nell´operazione «Drink» che ha portato all´arresto di nove persone, al sequestro di 2 etti e mezzo di droga e all´identificazione di una cinquantina di clienti. «Hanno tra i 18 e i 40 anni. Ci sono operai, muratori, studenti e imprenditori» sottolineano in questura.
MA L´ATTIVITÀ investigativa intrecciandosi con altri rivoli criminali avrebbe aperto scenari investigativi interessanti anche sul fronte delle rapine in abitazione. Durante la perquisizione nell´alloggio di un´indagata è stata scoperta una pistola rubata a Reggio Emilia su cui ora si concentreranno gli accertamenti della balistica. Gli acquirenti dello stupefacente - avrebbero appurato le indagini - mescolandosi con la clientela facevano l´ordine di cocaina abbinandolo a una «comanda» innocente come un caffè, un pirlo o un aperitivo. Moltissime di queste «transazioni» sono state documentate dalla polizia attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Poi ieri all´alba sono scattati i provvedimenti di custodia cautelare in carcere o ai domiciliari firmati dal gip su richiesta del pm Paolo Savio. Due misure restrittive non sono ancora state eseguite.
Il primo troncone dell´indagine è scattato quando all´aeroporto di Francoforte la polizia ha intercettato un pacchetto partito da Buenos Aires e destinato ad un´inesistente famiglia di Travagliato. Solo l´indirizzo era giusto, e corrispondeva a quello di un barista poi arrestato perché trovato in possesso di 110 dosi di cocaina.
La notizia è rimbalzata a Roma, allo Sco che coordina le attività delle questure e dalla capitale a Brescia, snodo del narcotraffico. Qui, la squadra Mobile ha iniziato a indagare sul barista Michele Verzelletti, 36 anni, che forse sentendosi sorvegliato ha interrotto i collegamenti con i trafficanti sudamericani che - sempre stando ai riscontri investigativi - recapitavano a Brescia partite di cocaina fino a un chilo di peso.
Il presunto referente di Verzeletti - ma sul punto le indagini sono ancora corso - sarebbe stato Stefano Ferrari, 45enne della Bassa che oggi dalla Bolivia verrà estradato in Italia. Deve scontare 4 anni e 6 mesi per traffico di droga. Attorno ai due bresciani ruotava una pletora di persone a vario titolo coinvolte nel traffico e nello spaccio di cocaina sull´asse Sudamerica-Franciacorta. Oltre a Michele Verzelletti in cella sono finiti Gianluca Verzelletti (non sono parenti), 43 anni ed Emiliano Ghidoni, 35 anni, entrambi di Ospitaletto, Mema Arben, albanese di 32enne di Bolzano, Marco Faita 38 anni di Travagliato. Agli arresti domiciliari invece Francesco Calvia, 39 anni e Giovanni Roveja di Rovato e Davide Cornacchiari, 42 anni di Castegnato. Al momento dell´arresto nell´abitazione di Erla Rrota 36 anni albanese residente a Erbusco sono stati trovati 2 etti e mezzo di cocaina e una pistola Tanfoglio 9X21 rubata nel marzo 2010. Un´arma che attraverso l´esame balistico potrebbe «parlare» aprendo nuovi filoni di indagine.
OPERAZIONE «DRINK». Nuovi sviluppi nelle indagini che hanno già portato all´arresto di nove persone che spacciavano cocaina nei locali
Droga «da bere»: altri tre in manette
Un barista di Ospitaletto è stato fermato a Palermo dalla polizia marittima mentre era in crociera
Altri tre presunti spacciatori sono caduti nella rete della polizia, nell´ambito dell´operazione «Drink»: cocaina proveniente dal Sudamerica e dall´Albania e venduta nei locali della Franciacorta e della Bassa Bresciana. Da baristi perlopiù, che lavorano nei bar e allo stesso tempo - secondo gli investigatori - spacciano. Il meccanismo - già illustrato nell´edizione di ieri - era semplice: al bar, insieme ad un caffè o ad una birra, partiva pure l´ordine della cocaina.
I TRE CHE MANCAVANO all´appello sono stati presi tra ieri notte e ieri mattina. Due nella nostra provincia, uno a Palermo. Roberto Radici, che lavora in un bar di Ospitaletto, è quello «beccato» in Sicilia. Gli uomini della Mobile di Brescia sapevano che era in crociera con la moglie su una nave che da Genova avrebbe fatto scalo a Napoli, Palermo, Tunisi, Marsiglia e ancora a Genova. Gli agenti della polizia marittima di frontiera hanno dunque aspettato Radici - che è di Brescia, ma risiede a Ospitaletto -, al porto. Quando il 36enne barista è sceso dalla nave per visitare la città lo hanno lasciato fare, assicurandosi che rientrasse. E quando lo ha fatto, d´accordo con il personale di bordo, lo hanno fatto chiamare con l´altoparlante con la scusa di una comunicazione di servizio. Quando Radici si è presentato, gli agenti gli hanno consegnato l´ordine di custodia cautelare, firmato dal gip di Brescia su richiesta del pm Paolo Savio. In cabina aveva solo una modica quantità di cocaina, presumibilmente per uso proprio. Nel 2009 era già finito in una storia di droga.
Nella notte attorno all´una era toccato a Giovanni Lumini, anche lui di professione barista, che avrebbe ceduto cocaina in un locale di Travagliato che ha cambiato gestione di recente ed è chiuso da un anno. La droga veniva acquistata da Michele Verzelletti, uno degli arrestati di martedì. Lumini è stato bloccato a Chiari, proveniente dalla Puglia, ed ora è ai domiciliari.
L´ULTIMO DEI PRESUNTI spacciatori rintracciato dagli uomini dalle forze dell´ordine coordinati da Riccardo Tumminia è l´albanese Jentian Bibollari. In questo caso non sono stati gli uomini della Mobile a mettergli materialmente le manette, ma i carabinieri di Trenzano. Bibollari, che spesso era domiciliato a Comezzano Cizzago, è stato fermato dai carabinieri che lo hanno aspettato sotto casa. Anche per l´albanese si sono aperte le porte del carcere.