
Il Bresciaoggi ha pubblicato il 31.7 un interessante articolo sul Mago di Oz, il Sert privato operante ad Ospitaletto. E’ un articolo che segnaliamo in quanto precede di pochissimo l’inchiesta sulla droga nel nostro paese che stiamo per pubblicare.
D’azzardo ma più frequentemente legalizzato, il gioco è l’ultima frontiera delle dipendenze.
Il fenomeno va assumendo il carattere dell’emergenza anche nella nostra provincia dove tuttavia si stanno sviluppando i centri per affrancarsi dalla schiavitù di casinò, lotto, superenalotto e videopoker.
A Ospitaletto opera l’unico Sert privato della provincia, una struttura tecnicamente definita Smi, acronimo di Servizio multidisciplinare integrato per le dipendenze.
E’ il primo centro del genere attivo in provincia di Brescia, il secondo attivato in Lombardia - e in Italia - dopo il Cad di Milano. Una struttura innovativa, riconosciuta e accreditata dal Pirellone e dall’Asl, che integra l’assistenza offerta dalle strutture pubbliche alle persone vittime di ogni tipo di dipendenza: droga, alcool e, appunto, gioco d’azzardo.
STIME ESATTE SUI diversi fenomeni che si sviluppano in modo carsico non ne esistono, ma si parla di almeno 90 mila bresciani alle prese con piccoli o grandi problemi di dipendenza.
Sulla scorta dei sequestri di stupefacenti e delle persone segnalate alla prefettura come consumatori di droga, si calcola che almeno 20 mila bresciani facciano uso di cocaina. Addirittura più radicata la piaga della dipendenza da gioco dove le stime, approssimate per difetto, parlano di 40 mila casi di giocatori patologici.
NUMERI CHE FANNO comprendere l’importanza dello Smi «Il mago di Oz», gestito dall’omonima cooperativa sociale costituita da Gruppo Fraternità e Pinocchio group. Il centro è attivo dal 2007 e si occupa della diagnosi, prevenzione, trattamento, cura e riabilitazione di persone schiave di droghe, alcol o gioco.
E’ un servizio di grande flessibilità, efficacia e competenza che si avvale di uno staff con quattro psicologi, quattro medici, due assistenti sociali, due educatori e un gruppo di infermieri guidati dal responsabile dello Smi Ermete Cominelli e dal direttore sanitario Caterina Criaco.
L’approccio e la presa in carico del servizio. nei confronti della persona e della famiglia, tuttavia, non è solo medico, ma anche e soprattutto pedagogico-relazionale, volto, cioè, a prendersi cura del paziente in tutta la sua globalità, prevenendo le ricadute e consentendone un completo recupero.
L’accesso al servizio è gratuito e, su richiesta in anonimato, anche per i cittadini stranieri. Può avvenire rivolgendosi direttamente alla dello Smi di via Padana Superiore 161 a Ospitaletto aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, il sabato e la domenica dalle 8.30 alle 10.30. Oppure si può prenotare un appuntamento telefonando allo 030-8360856 e al 335-8319966. A disposizione c’è anche la mail info@smimagodioz.it.
Dall’apertura, Il mago di Oz si è occupato di 17 uomini e tre donne finiti nella spirale della dipendenza da gioco. Si tratta di casalinghe, manager, operai e studenti che hanno delapidato fortune in ogni tipo di gioco.
Ma bisogna sfatare il luogo comune del casinò: le dipendenze fanno riferimento a giochi più popolari come lotto, superenalotto e videopoker. Attualmente sono ancora in trattamento in 14. Due si sono liberati dal giogo, quattro hanno deciso di abbandonare il programma.