Archivio di 'Cucina' Category

Pentole e misfatti - Il mio cous cous fra India ed Africa

cooking-implements-cooking-clipart-cook-clipart.jpgHo inventato una ricetta, di ispirazione parte nordafricana (il cous cous, si capisce), parte indiana (il pollo insaporito al curry). Una vera delizia oltre che un pratico piatto unico.

Per 4 persone:

300 gr di cous cous (io ho usato quello di grano integrale della Palestina del Commercio Equo e Solidale)

1 petto di pollo tagliato a dadini

1 cipolla

2 patate

una manciata di piselli surgelati

una manciata di ceci

dado vegetale

olio

1 bicchiere di birra

curry e sale q.b.

peperoncino se piace

In una pentola portare a cottura il cous cous come da istruzioni, con acqua e dado vegetale. Intanto in una capace padella fare imbiondire la cipolla nell’olio, aggiungere il pollo e rosolare. Aggiungere le patate tagliate a pezzi, i piselli, regolare di sale e sfumare con la birra. A questo punto occorre sciogliere nel liquido di cottura il curry. Una bella dose di curry, mescolare finché non diventa tutto giallo. Coprire e portare il tutto a cottura. Al termine, a fuoco vivace fare evaporare l’eventuale liquido in eccesso, aggiungere i ceci e il cous cous cotto, amalgamare bene e fare cuocere tutto insieme per qualche minuto, con un’eventuale aggiuntina di altro curry. Fuori dal fuoco, dare il tocco finale secondo il proprio gusto con una spolverata di prezzemolo e/o di peperoncino.

Buon appetito!

Pentole e misfatti - Spinaci & erbette in tavola

cooking-implements-cooking-clipart-cook-clipart.jpgE’ vero che una rondine non fa primavera (e del resto chi ha visto la rondine?), però qualche raggio di sole è bastato a farmi sentire d’umore diverso, dopo questo pazzo inverno che è arrivato in ritardo, ma non è stato certo indolore. Che dire? Le giornate sono più lunghe, e a fine febbraio è perfettamente legittimo sentire la voglia di primavera. Voglia di torte salate per una scampagnata, di insalate, di spinaci ed erbette. Michela ci propone due piatti molto semplici e gustosi.

TORTA DI SPINACI E RICOTTA

INGREDIENTI:

450 g spinaci surgelati (o freschi, peso degli spinaci già puliti)
2 confezioni di pasta sfoglia arrotolata
3 etti di ricotta
2 etti parmigiano (o grana) grattugiato
1 uovo intero
Sale
Pepe

PREPARAZIONE:
Far cuocere gli spinaci in un tegame con pochissima acqua bollente salata fino a che non sono cotti. Scolarli bene.
Aggiungere, mescolando di volta in volta, la ricotta, il parmigiano (o grana), l’uovo, salare e pepare.
Srotolare la sfoglia e disporla dentro una teglia che la contenga per bene. Metterci dentro il composto, livellarlo, e ricoprire con l’altro rotolo di pasta sfoglia.
Con l’aiuto di una forchetta aggiustare i bordi e bucherellare qua e là la superficie della torta.
Mettere in forno preriscaldato e far cuocere 20-25 minuti circa a 180° fintanto che la pasta sarà dorata.

PASTA CON ERBETTE

INGREDIENTI
350 g di pasta tipo maccheroncini
1 mazzetto di bietole
25 g di uvetta
25 g di pinoli sgusciati
2 cucchiai di olio d’oliva
parmigiano grattugiato
sale
pepe
Preparazione

Ammorbidite l’uvetta in acqua fredda per alcuni minuti.
Mondate e lavate le foglie di bietole e tritatele grossolanamente.
Lessate la pasta in abbondante acqua salata.
Nel frattempo scaldate 2 cucchiai di olio in una padella e fatevi cuocere le bietole con l’uvetta strizzata e i pinoli.
Versate le farfalle scolate al dente nella padella del condimento.
Fatele saltare per pochi minuti, aggiungete una macinata di pepe e servite con il formaggio grattugiato.

Pentole e misfatti - Carnevale: tempo di sfrappole

sfrappole.jpgEbbene sì così si chiamano a Bologna le lattughe. Ricordo le incredibili scorpacciate, l’imbarazzante friabilità del prodotto e le piogge di zucchero a velo che si abbattevano per ogni dove. Impensabile farne a meno. Ecco una ricetta da provare.

Ingredienti:

300 gr di farina 00, due uova, 50 gr burro, 50 gr di zucchero, limone, sale, olio d’oliva, zucchero a velo per guarnire.

Preparazione:

 

 

amalgamare farina, zucchero, uova, scorza di limone grattugiata (oppure un paio di cucchiai di succo di arancia), burro, un pizzico di sale; lasciare riposare l’impasto per 30 minuti e poi stenderlo in una sfoglia abbastanza sottile; tagliarlo con una rondella coi denti in strisce di circa 15×4 cm; annodare le strisce e friggerle in olio d’oliva bollente fino alla doratura; lasciarle asciugare su carta gialla e servire calde cosparse di zucchero a velo.

 

P.S. Secondo me la mia mamma le friggeva nello strutto, ma non se la sente di confessarlo.

Pentole e misfatti - a San Valentino … una torta al cioccolato fondente

2536809.pngEcco una soluzione molto più “caliente” dei soliti melensi cioccolatini … quelli con la frasetta romantica dentro. Per una seratina a due, date retta a me, affidatevi alla cioccolata fondente. E, ovviamente, alle coccole. Del resto, come dice Lucilla, fa freddo. E allora, io le rubo la ricetta.

TORTA AL CIOCCOLATO FONDENTE

INGREDIENTI :100 gr di burro - 200 gr cioccolato fondente ( ottima qualità ) - 60 gr di farina - 3 cucchiai di latte -1 pizzico di sale -3 uova - 150 gr di zucchero -.

http://vecchisapori.blogspot.com

Spezzate il cioccolato fondente e mettetelo a sciogliere a bagnomaria. Tagliare il burro freddo a pezzetti e aggiungetelo lentamente al cioccolato fuso ancora sul fuoco . Quando avrete sciolto tutto il burro, togliete dal fuoco e lasciate intiepidire, nel frattempo rompete le uova e ponete i tuorli a montare con metà dello zucchero. Sbattere bene con uno sbattitore fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, sempre sbattendo unite il composto di cioccolato e burro a quello dei tuorli con zucchero,unendo anche il latte tiepido e la farina.  A parte montate gli albumi con un pizzico di sale, aggiungendo il restante zucchero; sbattete fino a che non si formi una crema bianca compatta incorporandola delicatamente al composto di cioccolata con movimento dal basso verso l’alto. Imburrate e infarinate una tortiera e versate il composto. Mettete in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti.

Pentole e misfatti - dolcetti di Carnevale

party.jpgE’ decisamente tempo di dolcetti di Carnevale. Prima che arrivi la Quaresima è veramente opportuno togliersi qualche sfizio, e Michela oggi ci offre due possibilità molto golose. Ma che dico Quaresima: Io sono sempre a dieta! Beh, mi sa tanto che almeno settimana prossima mi concederò qualche strappo alla regola. E poi, come mi fa notare giustamente la mia fonte d’ispirazione, le frittelle alla zucca ci offrono l’occasione per goderci in modo insolito questo ortaggio nel suo ultimo periodo.

BOMBE GOLOSE ALLE AMARENE  (Ideali per chi vuole gustarle anche fuori dal periodo di Carnevale, potendole surgelare)

Ingredienti:
500 g farina
130 g zucchero
80 g burro
25 g lievito di birra
un limone non trattato
300 g confettura di amarene (o altra a proprio gusto)
un albume
zucchero a velo
olio di semi di arachide
sale

Preparazione:

Versate la farina a fontana sulla spianatoia, unite lo zucchero semolato, un pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone, il burro morbido a fiocchetti e il lievito sciolto in 1,2 dl di acqua tiepida.
Lavorate gli ingredienti per almeno 5 minuti fino a ottenere un impasto soffice e omogeneo.
Trasferite l’impasto in una ciotola, copritelo con pellicola e lasciatelo lievitare in luogo tiepido per 2 ore.
Stendete l’impasto sul piano di lavoro in una sfoglia dello spessore di circa un cm e ricavate un numero pari di dischi con un tagliapasta (o un bicchiere) del diametro di 8 cm.
Mettete 2 cucchiaini di confettura al centro di metà dei dischi, spennellate il bordo con poco albume e copriteli con i dischi rimasti.
Sigillate la pasta, premendola leggermente lungo i bordi, coprite le bombe con un telo e lasciatele lievitare per un’ora.
Friggetele, in 2-3 volte, in abbondante olio caldo, circa un minuto per lato, scolatele su carta assorbente e cospargetele di zucchero a velo.

SUGGERIMENTO: Si possono preparare bombe in più, farle raffreddare senza aggiungere lo zucchero a velo e conservarle in freezer per un mese. Per gustarle, sarà sufficiente scongelarle in forno preriscaldato a 80° per 40 minuti.

FRITTELLE DOLCI DI ZUCCA

Ingredienti per circa 50 frittelle:
250 g farina
8 g di lievito in polvere per dolci
3 uova medie
500 g di polpa di zucca già pulita
160 g zucchero
scorza di 2 arance (facoltativa)
olio di semi di arachide (o di girasole)
zucchero a velo

Preparare questa ricetta è veramente facile: per prima cosa occupatevi della zucca che va tagliata e pulita dai semi. Tagliatela a fette spesse 1 cm, avvolgetele in carta stagnola e mettetele in forno per un’ora a 200°, oppure cuocetela al vapore. Una volta cotta, mettete la polpa di zucca in un mixer e frullatela assieme allo zucchero, alle uova e alla scorza d’arancia (facoltativa).
Versate il composto ottenuto in una terrina e aggiungete la farina setacciata assieme al lievito, mescolando il tutto per bene fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto, prendete l’impasto con un cucchiaio riempiendolo per circa 1/3 (le frittelle cadendo nell’olio dovranno avere le dimensioni di una noce) e, aiutandovi con un altro cucchiaio, fatelo cadere in una padella di olio ben caldo: attendete che le frittelle si gonfino, quindi giratele con un mestolo e quando saranno ben dorate su tutta la superficie, toglietele dall’olio e mettetele su di un piatto foderato con della carta assorbente.
Spolverate le frittelle dolci di zucca con un po’ di zucchero a velo e servitele ancora calde.

Pentole e misfatti - cucina e poesia di casa

00336053_b.jpgOggi vorrei accompagnare la mia ricetta della domenica con l’invito a visitare la nostra pagina “Poeti a Ospitaletto”, aggiornata in questi giorni con le riflessioni esistenziali in versi che ci sono state offerte dal nostro concittadino Gian Paolo Cazzago. In fondo il post della domenica costituisce il mio angolo intimo in questo blog che tratta di tutto un po’. Ecco ad esempio, parlando di intimità, il pensiero che viene rivolto dall’autore alla famiglia.

Alla mia famiglia

Vi guardo.
E mentre vi osservo
vivo della Vostra Luce,
che m’inebria.
Giorno dopo giorno.

Non me ne voglia il signor Gian Paolo per l’accostamento, ma io, in questo angolo di cucina domenicale, mi trovo a tradurre  i pensieri e i sentimenti in piatti da gustare. Per tanti la cunina è prosa. Ma alle volte può essere anche poesia. Perché famiglia vuol dire radici. Pensando alle mie di radici, ho trovato una ricetta che mi ha allargato il cuore. Quella dei passatelli. Una minestra sublime, della festa. Non si faceva spesso … ma quando si faceva, calda, fumante, saporita.  Ecco qua.

Passatelli in brodo

Ingredienti (per cinque persone): 150 gr. di pane grattugiato, 100 gr. di Parmigiano, 4 uova, una noce di burro, 1 fetta di mortadella tritata finissima (non si deve vedere nell’impasto), noce moscata q.b..

Preparazione: Impastare per bene tutti gli ingredienti e passare con lo schiacciapatate in modo da creare i caratteristici vermicelli, un po’ lunghi, un po’ rotti. Immergere i passatelli nel brodo bollente; quando affiorano (dopo circa un minuto), spegnere la fiamma e lasciare riposare nella pentola per cinque minuti prima di servire.

Pentole e misfatti - a proposito di broccoli

thumbnailca79hizz.jpgMichela, la mia miniera inesauribile, mi suggerisce queste due ricette. La prima molto semplice e gustosa, la seconda decisamente più elaborata (ma per i cannelloni è sempre possibile utilizzare la pasta già pronta … non ci sono più le massaie di una volta!).

ORATE ALLA “MAIONESE” VERDE

Ingredienti per 4 persone:

4 orate da 250 g. cad
Broccoli 400 g
Limone
Olio extravergine d’oliva
Sale

Preparazione:

Pulite i broccoli, divideteli a cimette e lessateli in acqua bollente salata (o a vapore). Eviscerate le orate e cuocetele a vapore per 15’ circa. Raccogliete g. 200 di broccoli lessati nel frullatore, unitevi il succo di mezzo limone, 2 cucchiai di acqua, un pizzico di sale e avviate l’apparecchio. Quando saranno tritati finissimi, cominciate ad aggiungere nel frullatore, sempre in funzione, un po’ di olio, facendolo colare a filo lentamente, sino a quando non si creerà un’emulsione cremosa molto simile alla maionese, ma assai più leggera.
Servite le orate con la finta maionese e i broccoli rimanenti.

 CANNELLONI CON BROCCOLI E SCAMORZA

Ingredienti per 6
Farina 200 g
Uova 2
Tuorlo 1
Ricotta 100 g
Cime di rapa 600 g
Broccoli 500 g
Parmigiano 130 g (o grana)
Scamorza affumicata 100 g
Burro 30 g
Noce moscata 1 grattuggiata
Olio di oliva 3 cucchiai
Pepe 1 spolverata
Sale fino
Sale grosso 3 cucchiai

La pasta

Setacciata la farina sul piano di lavoro, formate un incavo al centro, rompete le uova e cospargete con un pizzico di sale. Amalgamate la farina intorno, prima con una forchetta, poi procedete incorporandola con le mani. Lavorate la pasta fino a formare un impasto omogeneo e liscio. Avvolgetela in un telo da cucina e lasciatela riposare almeno 30 minuti in frigorifero.

La farcitura

Pulite le cime di rapa, eliminate le foglie sciupate e le parti dure, lavatele in acqua corrente e sminuzzatele con un coltello adeguato. Pulite i broccoli, eliminate le foglie esterne, raccogliete le infiorescenze, divideteli in tocchetti della stessa grandezza. Raccoglieteli in un colapasta e lavateli sotto l’acqua corrente fredda. Portate a bollore 3 litri di acqua in una pentola con il sale grosso. Tuffate le cime di rapa, lessatele 8 minuti, scolatele con un mestolo forato in un colapasta e tenetele da parte. Procedete con i broccoli, lessateli 8 minuti. Scolateli e stendeteli su un telo da cucina, fateli raffreddare. Prelevate le verdure raffreddate e trasferitele, poche alla volta, su un tagliere. Tritate grossolanamente con un coltello adeguato sia le cime di rapa sia i broccoli; dovete sminuzzarli, ma non ridurre in purea.
Grattugiate il parmigiano e raccoglietelo in una ciotolina. Versate la ricotta, in una ciotola che possa contenere anche le verdure, lavoratela con una forchetta per renderla cremosa. Aggiungete il tuorlo e 100 g di parmigiano grattugiato (o grana), mescolate, insaporite con sale, pepe e noce moscata. Aggiungete al composto le cime di rapa e i broccoli, mescolate e regolate di sale se necessario.

La preparazione

Riprendete la pasta, lavoratela sul piano di lavoro infarinato, stendetela finissima con un mattarello. Ritagliatela con una rotella dentellata o con un coltello affilato, a quadrati di 10X10 cm: dovete ricavarne almeno 12.
Portate a bollore 3 litri di acqua, aggiungete 1 cucchiaio di olio di oliva. Tuffate la pasta, poca alla volta, sbollentatela 2 minuti. Scolatela man mano e passatela in una bacinella piena di acqua fredda per fermare la cottura. Stendete i quadrati su un telo da cucina ad asciugare.

La cottura

Oleate una pirofila. Farcite la pasta con il ripieno di broccoli e ricotta, avvolgeteli non troppo strettamente, riponete i cannelloni ravvicinati nella pirofila. Prelevate la scamorza, tagliatela a fettine sottili. Ricoprite con le fettine di scamorza completamente la superficie dei cannelloni. Distribuite il burro a scaglie sulla superficie e infornate la pirofila a 180° 30 minuti. Sfornate e servite i cannelloni cosparsi con il parmigiano (o grana) rimasto a scaglie.

Buon appetito!!!

Pentole e misfatti - una bella torta salata

cooking-pancakes-coloring-page.jpgPrendo spunto dal blog di Lucilla. In effetti, passate le feste, può essere un’idea tornare alle ricette semplici che richiedono non troppo impegno. Eccone una ad effetto, anche se decisamente non dietetica.

PIZZA CON SPINACI , WURSTEL, PROVOLA AFFUMICATA

INGREDIENTI : 1 confezione di pasta brisèe- 500 gr di spinaci freschi- 1 confezione di wurstel - 1 provola affumicata - 1 uovo - sale -.

http://vecchisapori.blogspot.com
Lavare molto bene gli spinaci per togliere la terra dalle foglie, lessarli in una capace pentola con due dita di acqua salata. Scolarli e strizzarli bene. Srotolare la pasta brisèe e metterla in una teglia con carta da forno , spennellarla con un rosso d’uovo, mettere gli spinaci tagliuzzati con le mani sulla pasta. Aggiungere i wurstel tagliati a rondelle e la scamorza a dadini. Mettere in forno già caldo a 200 °C per 35 minuti .A cottura ultimata togliere la pizza dal forno e mangiarla calda e filante…..
Può essere ottima anche come merenda o tagliarla a piccoli quadrati e utilizzarla come antipasto …..Provatela!!!

Pentole e misfatti - per un Natale con i fiocchi la tavola chiama e i tortellini rispondono

foto-tor2.gifA casa mia la tavola delle feste comandate significa una sola cosa: tortellini fumanti. E tutta la preparazione che ci sta dietro che fa parte integrante della festa, creando quel clima di lavoro di gruppo che favorisce la convivialità. Prima di tutto: vi piacciono i tortellini alla panna? Scordateveli. I veri tortellini si fanno in brodo. Perciò iniziate a procurarvi l’occorrente per un brodo di carne. L’ideale è mettere a mollo nel pentolone qualche bestia che sia poi buona da mangiare lessa. Cappone, faraona, anche un pezzetto di manzo che non guasta nell’insieme. Magari con una bella insalata russa fatta in casa (altro must di casa mia: ogni Natale si rischia la salmonella). Poi, se il brodo lo preparate un po’ in anticipo, si può sgrassare, che è sempre cosa buona … oppure no. Dipende dai gusti e dalle vostre analisi del sangue.

 

Ora, io procederò con la ricetta della mia mamma (perché devo confessare che in queste cose la vera regista è lei …), che non è proprio la ricetta classica che trovate sui ricettari. Ma posso garantire che è una ricetta che dà eccellenti risultati. Un vero distillato di “bolognesità” da generazioni. L’unico guaio con le mamme, come saprete, è che fanno tutto a occhio: ma sì, metti la farina a fontanella, poi la uova e vai … sì, mamma, ma quanta farina, quante uova? Ah, queste donne di esperienza non capiscono proprio noi “giovani” (nel mio caso ci vogliono le virgolette).

Va bene, vedremo di cavarcela incrociando la ricetta della mia mamma, con i mezzi moderni, tipo il robot e le dosi. Come sapete i tortellini sono una pasta ripiena. E dunque si compongono: A) di sfoglia B) di ripieno. Mentre il brodo si prepara, mettiamoci al lavoro.

La sfoglia. Ho trovato un interessante modo di fare la pasta. Possibile con il robot da impastare. Prevede anche un goccio d’olio che la rende elastica. Cosa che viene poi buona quando la pasta viene stesa. Ecco qua: 300 gr. di farina tipo 0 (la mia mamma però usa di preferenza la doppio 0), 3 uova (da 60 gr.), 1 cucchiaio di olio d’oliva. Una volta impastata, prima di “tirarla” (ah, le nostre nonne col mattarello!), bisogna lasciarla riposare per un quarto d’ora.

E quindi, vai con il ripieno. Mettete nel robot: 1 etto di bistecca di bovino cruda a pezz1; 1 etto di prosciutto crudo; 1 etto di mortadella;  2 etti di Parmigiano di quello buono (grattugiato o previamente frullato nel robot), 1 uovo, una grattatina  di noce moscata, sale … secondo il gusto, ma, dati gli ingredienti, potrebbe non essercene assolutamente bisogno. Frullate il tutto fino a renderlo un impasto omogeneo.

Ora bisogna strendere la sfoglia. E quindi vai con l’apposita macchinetta. Deve essere sottile ma non troppo, perché poi i tortellini vanno modellati, e se la pasta si rompe è un problema. Eccoci arrivati al punto clou: tutta la famiglia può dimostrare la sua vena artistica. Tirata la sfoglia, bisogna farla a quadretti con l’apposita rotellina dentellata; i quadretti non devono essere minuscoli, ma neanche enormi … direi circa 3 cm x 3 cm, ma anche un po’ di meno … dipende anche dalla misura delle dita di chi deve “chiudere” e cioè modellare il tortellino secondo la sua classica forma. Dentro ogni quadretto si mette un pochino di ripieno e si passa a “chiudere”.

Come si “chiude” un tortellino? Quale modello si deve cercare di imitare? Semplice. Il vero tortellino deve assomigliare all’ombelico di Venere. Perciò, siccome la Dea si mostra in dipinti e sculture sempre assai poco vestita, non dovrebbe essere difficile prendere ispirazione. Volendo dare comunque un’indicazione più pratica, dirò che si prende il nostro quadrato con il ripieno al centro e si piega in due ottenendo un triangolo rettangolo; il triangolo “si gira intorno” ad un dito  (che funge da “stampo” dell’”ombelico”), chiudendo due punte fra di loro e la terza si piega un po’ all’indietro. E’ un gesto unico quello di “chiudere” i tortellini e s’impara con l’esperienza.

Tutta la famiglia è all’opera. I tortellini fatti devono essere riposti su dei vassoi (ottimi i “cabaret” di cartone delle paste) ricoperti di carta cucina. L’idea è che debbano restare un po’ all’aria perché la superficie della pasta si  secchi quel tanto da non farli poi appiccicare l’uno con l’atro. In casa mia si usa questo stratagemma: si mettono i tortellini appena fatti su questa superficie piana e poi mano a mano, un vassoio alla volta, nel freezer il breve tempo necessario affinché si congelino superficialmente; una volta superficialmente congelati, possono essere messi negli appositi sacchetti e poi nel freezer a congelare del tutto senza timore che si attacchino l’uno con l’altro. E’ un modo comodo per non riempirvi la cucina di vassoi e vassoietti. Ad un certo punto potreste non sapere più dove girarvi. Così invece potete conservarli in poco spazio fino al momento di cuocerli, il giorno stesso … o più avanti.

Non ci resta che cuocere. Il brodo è pronto e bolle vivacemente. Immergeremo allora i nostri tortellini. Chiaramente, se sono congelati, il brodo ci metterà un po’  a riprendere il bollore. Dalla ripresa del bollore, la cottura è abbastanza breve. Pochi minuti. Quando incominciano a venire a galla potete già assaggiare. Vanno ovviamente serviti fumanti con una bella spolverata di parmigiano a piacere. Le dosi indicate vanno bene circa per 6 persone.

Concludiamo con le parole dell’Artusi:

Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza, ché se la merita. E’ un modo di cucinare un po’ greve, se vogliamo, perché il clima così richiede; ma succulento, di buon gusto e salubre, tanto è vero che colà le longevità di ottanta e novant’anni sono più comuni che altrove.

Insomma … sulla salubrità farei un po’ di tara al discorso di Pellegrino Artusi, però mi piace in questo modo augurarvi un Natale che sia buono anche a tavola. E poi penseremo alla dieta.

Pentole e misfatti - dalla Spagna arrivano le Albondigas

images2.jpgVale a dire … le polpette. Ecco, ricordo ancora le sublimi albondigas che mi gustai con diletto in un ristorantino di Madrid. E allora sono grata a Veronica di questa ricetta, così potremo tutti dilettarci anche qui. Perché è vero che tutti sappiamo fare le polpette, ma, come potete vedere, queste hanno qualche tocco d’originalità. Olé.

ALBONDIGAS

INGREDIENTI (per 6 persone):
1/2  kg di carne macinata
prezzemolo
1 spicchio d’aglio
4 cucchiai di pane grattato
3 cucchiai di vino bianco
1 uovo
1/2 litro di olio
farina
sale

Per il sugo:
4 cucchiai di olio
100 gr. di cipolla
2 pomodori maturi
2 e 1/2 bicchieri d’acqua
zafferano
2 cucchiai di farina
sale

Si mescolano un ciuffetto di prezzemolo  e l’aglio tritati con l’uovo sbattuto. Si aggiunge la carne macinata (di manzo, maiale, mista…), il pane grattato, il vino e un pizzico di sale. Si mescola bene e poi si fanno delle polpette con le mani e si passano leggermente per la farina.

In una padella si mette l’olio a scaldare e si friggono le polpette finchè diventano un po’ dorate. Man mano si friggono si mettono in una pentola bassa dove ci stiano tutte le polpette.

Si fa il sugo: in una padella si frigge la cipolla trittata per 5 minuti. Poi si mettono i pomodori in pezzi (io di solito uso i pelati in barattolo oppure un po’ di passata di pomodoro).  Li si schiaccia con un cucchiaio. Si aggiunge l’acqua, lo zafferano e un po’ di sale. Quando comincia a bollire si versa nella pentola dove abbiamo messo le polpette. Si lascia cuocere per 20/30 minuti.

Buon appetito!!!!

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