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Quell’orologio con le lancette che vanno indietro

100_1346.jpgMentre il mondo va avanti, il tempo della politica locale torna all’aprile 2011. Torna al giorno in cui furono presentate le liste elettorali: tre legittimamente e una, ci dice ora il TAR, illegittimamente. Le elezioni sono da rifare, parrebbe, stando alla lettera della sentenza, con le tre liste presentate correttamente e con gli stessi candidati: Sarnico, Giudici e Incontro. La decisione del TAR va rispettata: le sentenze non si discutono, ma eventualmente si impugnano. Fra l’altro in questa occasione la sentenza è stata applicata in maniera molto solerte (poche ore!) con l’annuncio dello scioglimento dell’amministrazione Sarnico e dell’immediata nomina del commissario prefettizio.

Tuttavia la macchina del tempo non è stata ancora inventata, e questo andare forzatamente a ritroso sembra porre diverse difficoltà. Dopo che Lega e PDL se ne sono dette di tutti i colori, menandosi fendenti dalle pagine dei giornali, dai blog e anche in Consiglio comunale dove hanno marcato molte differenze, in un panorama nazionale  turbolento, e di certo assai mutato, dopo che, in definitiva, il tempo è passato e, tornando a noi,  l’amministrazione Sarnico si è assestata, pensare di riandare al “giorno x” ha il sapore di un tocco di bacchetta magica dai costi, non solo economici, piuttosto consistenti. Perché le magie non esistono, lo sappiamo tutti.

Il commissariamento del Comune non costituisce di per sé  una una tragedia, perché il commissario prefettizio di certo opererà bene. Per l’ordinaria amministrazione, però. Che nella nostra situazione probabilmente non basta. Quello che lascia l’amaro in bocca dunque è la perdita di tempo che si prospetta, comunque vadano le cose, lo spreco di idee e di risorse. I progetti da attuare che subiranno inevitabilmente una battuta d’arresto. Il nostro paese ha bisogno di scelte importanti. L’amministrazione  Sarnico aveva incominciato ad impostarne diverse, mettendo in luce gli aspetti discutibili della gestione finanziaria del passato e iniziando a porvi rimedio, sviluppando politiche nell’assetto del territorio e nella tutela dell’ambiente in discontinuità con l’amministrazione precedente, ma anche procedendo ad adottare un piano delle opere pubbliche forzatamente scarno, ma con dentro alcuni progetti significativi, come una prima sistemazione dell’immobile ex ASL di via Montegrappa per poter ridare una destinazione pubblica alla struttura. In poche parole aveva iniziato ad attuare un programma.

Abbiamo voluto fare solo alcuni esempi di ciò che si stava facendo per dire che la carne al fuoco sarebbe tanta e che qui, comunque vadano le cose, si rischia di fatto (speriamo di no, ma la cosa è possibile) di buttare un anno su cinque di mandato. Perché il tempo passa inesorabile, ed alcune scelte di questi mesi probabilmente saranno vanificate dallo stop forzato che ora si prospetta. Ne è valsa la pena, e soprattutto a chi giova questa situazione? Ai posteri l’ardua sentenza, direbbe qualcuno.

La buona politica dovrebbe servire per un progetto, non per un’infinita gazzarra. Dovrebbe servire per i cittadini. Purtroppo vediamo anche quello che sta accadendo a livello nazionale, dove spesso si pensa più al tornaconto elettorale che al modo per risollevare un Paese in crisi. E forse noi ci troviamo in una condizione che non si discosta dal generale senso di scollamento che si avverte in questa fine d’anno.

Insomma le cose da fare per il bene di tutti sarebbero tante, ma noi siamo ora ricacciati indietro nel tempo, ostaggi del passato, condannati a vivere in una eterna campagna elettorale. Ce lo potremmo permettere? Nei giorni scorsi il Corriere della Sera presentava la vicenda di Ospitaletto, il fatto che le liste di maggio debbano essere riproposte uguali in un contesto mutato, come un “laboratorio”. Beh, se Ospitaletto è il laboratorio, noi siamo le cavie. Le cavie a bordo della macchina del tempo. Auguri.

Giorgia Boragini

Un settembre amaro per i Comuni

100_1346.jpgA settembre i Comuni sono chiamati a deliberare sullo stato di attuazione dei programmi e sugli equilibri di bilancio. Anche a Ospitaletto dunque è  prevedibile una seduta di Consiglio a breve per trattare questo argomento. In attesa di conoscere i dati, in sostanza i primi elementi sull’eredità della passata Amministrazione, tuttavia, si può dire che le prospettive non siano rosee, proprio partendo dalla situazione generale dei Comuni.

Sappiamo tutti che la situazione finanziaria italiana è assai critica; qualche valutazione su basi più certe, ora che la manovra economica di Ferragosto è legge, incomincia ad essere fatta dagli esperti. Ad esempio, secondo i dati Ifel (l’Istituto che studia la finanza locale), il decreto antideficit presenterà alle famiglie bresciane un conto pari a mille euro in più all’anno. Un dato che si ricostruisce partendo proprio dal piano tagli imposto ai Comuni, pari a 1,6 miliardi nel 2012; 2 miliardi nel 2013 e altrettanti nel 2014. Per un totale di 5,6 miliardi nel triennio.

In un recente articolo sul Sole 24 Ore, Massimo Bordignon afferma che la manovra finanziaria rischia di affossare il federalismo, obbligando i Comuni, per rispettare gli obiettivi di finanza pubblica, ad incamerare più risorse ma a non poter spendere. “Paradossalmente – scrive l’economista - Regioni e Comuni si troveranno nei prossimi anni a chiedere più soldi ai propri cittadini (o a ridurre i servizi), per accumulare risorse che non potranno spendere, con grave danno della trasparenza fiscale. (…) L’addizionale comunale Irpef è stata sbloccata e resa articolabile per scaglioni; anticipata al 2012 anche quella regionale. Facile la previsione che i tagli di spesa si tradurranno in buona parte in ulteriori incrementi di imposte, per di più tutti su un tributo che è composto quasi interamente da redditi da lavoro e in particolare da lavoro dipendente, già strapazzato dal fisco statale”.

Fino ad oggi con quali soldi i Comuni hanno garantito i servizi ai cittadini? Un tempo pagava quasi tutto lo Stato, poi è venuta l’ICI, che però poi sulla prima casa è stata tolta, e in compenso il patto di stabilità è diventato sempre più difficile da rispettare. Molti nodi stanno ora venendo al pettine. Su La Stampa è stata pubblicata nei giorni scorsi un’inchiesta di Marco Alfieri che prende le mosse proprio dalla protesta di tanti Sindaci contro la manovra. L’articolo analizza il variare nel corso del tempo delle fonti di finanziamento dei Comuni. Alcune risultano quanto meno discutibili. “Per un po’ gli enti locali – scrive Alfieri - tamponano usando il 75% degli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente. Al prezzo di consumare suolo, barattano soldi facili (1,5 miliardi l’anno) con licenze a costruire. Ma oggi il Bengodi è finito e in attesa del Godot federalista sul piatto restano i tagli dell’ultimo biennio a valere sul 2011-2014, pari al 40% delle risorse trasferite nel 2010, quelli indiretti dalle Regioni, e un patto di stabilità che blocca 43 miliardi di residui utilizzabili per riavviare lo sviluppo locale, nonostante a livello ‘macro’ i comuni abbiano contribuito a migliorare i saldi del debito pubblico per 3 miliardi di euro. Per garantire i servizi, i sindaci saranno quindi costretti ad aumentare le tasse alzando al massimo l’aliquota Irpef (0,8%), trasformandosi in esattori per conto di un governo che scarica l’onere delle tasse in periferia. «A partire dalla riforma del Titolo V la spesa dello stato è aumentata di 300 miliardi», riassume caustico Angelo Rughetti, direttore generale dell’Anci. E soprattutto «si sono spostati 10 miliardi l’anno dai territori verso Roma». Alla faccia del federalismo…. “.

L’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente (= servizi erogati continuativamente ai cittadini  finanziati con entrate destinate ad esaurirsi) è consentito dalla legge. Ma quando queste entrate cessano, perché non si può continuare a consumare suolo a scapito della qualità dell’ambiente in cui si vive, e perché la situazione economica ha bloccato l’edilizia, ai guai derivanti dalla finanziaria se ne possono aggiungere altri …
A Ospitaletto qual è la situazione? A breve qualche risposta …

Giorgia Boragini

Per approfondire, il testo integrale degli articoli citati:

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-09-12/federalismo-altra-cosa-080205_PRN.shtml

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/419775/

Editoriale di mezza estate. La normalità al potere

foto.jpg“A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio” diceva Oscar Wilde, e siccome porre domande, interrogare l’attualità, è la parte nobile del lavoro di chi svolge un compito di informazione, anche nel piccolo di un blog, si può ben capire che la faccenda sia impegnativa. Soprattutto quando chi scrive non è un genio.

Non dovrebbe apparire inutile allora approfittare di questo momento, in cui anche la politica locale sta rallentando per ferie, di questa pausa di riflessione dovuta al calendario, per porre alcune domande e anche per azzardare qualche possibile risposta.

Il tema è il modo di amministrare un paese. Quali sono i modi più efficaci  per governare? Quale dovrebbe essere l’atteggiamento di chi governa? Come si deve adoperare per realizzare il proprio programma? Credo che il modo di esercitare il “potere” (parola brutta, ma che rende l’idea) ci riguardi tutti, perché è anche dai modi che scaturisce poi il risultato (in soldoni quello che interessa ai cittadini). E dai risultati i cittadini possono trarre elementi di giudizio certi. Perciò la domanda, per quanto non geniale, non sembra neanche oziosa.

Una risposta si può azzardare forse sviluppando il concetto di “normalità” come modo di operare di chi ha responsabilità di governo. Poiché non è un mistero per nessuno che chi scrive condivide il programma di questo Sindaco, si può considerare che corrisponda a questo concetto, ad esempio, adoperarsi prontamente per garantire la gratuità delle soste brevi, rendere fruibile per tempo il nuovo edificio della scuola media, prevedere uno spettacolo per i bambini nell’ambito delle manifestazioni estive, mantenere la promessa di tagliare i compensi degli amministratori, tutte cose che si sono fatte e che si stanno facendo. La normalità dunque richiede innanzi tutto che si cerchi di attuare il programma.

Tuttavia normalità è anche qualcosa che può andare oltre “le cose da fare”. Perché, ovviamente, sulle cose da fare ci può essere diversità di vedute, mentre questo concetto è anche qualcosa di più “ecumenico”, che riguarda le regole fondamentali e condivise dell’azione di governo. La normalità dovrebbe dunque investire anche il modo con cui le cose vengono discusse, decise, fatte, comunicate. Significa, a parere di chi scrive, abbandonare lo stile della politica urlata, o non adeguatamente motivata, e assumersi l’onere di spiegare, motivare pacatamente ogni scelta, di non dare nulla per scontato, correndo anche  il rischio di essere fraintesi realmente o … ad arte. Ma non per questo stancarsi di spiegare, cercando costantemente le modalità più efficaci per sostenere il proprio operato dal punto di vista dell’argomentazione e della comunicazione. In questo senso l’amministrazione attuale si sta muovendo con iniziative che vanno nella direzione di aumentare la trasparenza. Ci sembra la direzione giusta.

Normalità è prendersi l’impegno di argomentare, senza aggredire (e qui, ahimè, i cattivi esempi in politica non mancano). E’ una fatica necessaria per chi governa, soprattutto se si è dato come obiettivo quello di essere trasparente. Più facile sarebbe governare col pugno di ferro. O magari in maniera opaca. Oppure con qualche facile slogan. Governare in modo “normale” è diverso. Permette, ovviamente,  se necessario, di difendersi, di controbattere alle tesi dell’avversario, ma non di aggredire. La normalità è esigente. A chi governa in questo modo si perdona ben poco perché chi governa in questo modo  pone costantemente il suo agire sotto lo sguardo di tutti. E’ una fatica che deve essere fatta ben sapendo che un’opposizione, per quanto tu sia bravo a spiegare, non ti darà mai ragione, perché è sua funzione proporre costantemente una visione alternativa.  E’ una fatica che deve essere fatta ben sapendo che l’opposizione userà tutte le frecce al suo arco. Ma essa va sostenuta con pazienza e dedizione. Senza perdere la calma. Perché chi governa … governa.

La normalità non è una cosa facile in un contesto in cui tutti in politica gridano. Ma serve ai cittadini la politica gridata?  Un po’ di sana polemica rende la vita meno noiosa, ma chi governa non dovrebbe, a parere di chi scrive, rischiare di contribuire al surriscaldamento degli animi.
Normalità non significa certo porgere l’altra guancia, ma, se necessario, non può nemmeno escludere di andare a Canossa. Non per cospargersi in maniera masochista il capo di cenere, ma perché il programma che si vuole realizzare è troppo importante per essere messo a rischio, anche solo nella credibilità, da una frase di troppo.

Da settembre dovranno essere affrontate questioni cruciali: dalla situazione economica del nostro Comune (il Consiglio si dovrà pronunciare sugli equilibri di bilancio), all’affaire piscina, solo per fare qualche esempio. Occorrerà nominare le commissioni consiliari. Bisognerà essere operativi, guardando avanti. Ci auguriamo che la pausa estiva porti consiglio.
La via della normalità è decisamente impegnativa: ci vuole coraggio ed autorevolezza. Nonostante le inevitabili cadute e qualche intoppo … la strada è tracciata e la meta raggiungibile.

Giorgia Boragini

A proposito di cambi di direzione ….

foto.jpgEccomi a voi. Dopo una lunga gestione in tendem, mi trovo sola soletta sul “ponte di comando”, a confrontarmi con gli ottimi risultati ottenuti dal mio predecessore. Temo proprio di non poter competere con un numero di contatti così alto come quello che si è registrato ultimamente, e del resto le elezioni comunali ci sono solo ogni cinque anni, o, almeno, così si spera (ops, ho espresso un’opinione … beh, è inevitabile per chi scive un blog, lo sapete, no??). Fra una chiamata alle urne e l’altra, tuttavia, ci sono molti eventi da conoscere, storie da raccontare, argomenti con cui cimentarsi, e io cercherò di informare nel migliore dei modi sui fatti, senza tuttavia sottrarmi dall’esprimere talvolta anche qualche opinione. Mia. Opinabile come tutte. Perciò accetto le critiche, purché siano costruttive.

Inevitabilmente, insomma, qualcosa cambierà, e spero non in peggio. La dimensione locale, che è  il punto di forza di questo blog, a mio parere, non può prescindere da un contesto più ampio. Perciò potrà capitare, ad esempio, che io vi segnali qualche iniziativa che si tiene nella nostra zona, senza star lì a vedere se sconfina dal nostro Comune. Essere di stimolo alla curiosità è una mia ambizione. Guardiamoci attorno. Dal confronto possono nascere idee. Anche per Ospitaletto. Perché no?

Chiedo l’aiuto di tutti. Se siete a conoscenza di notizie, iniziative, servizi utili, non esitate a farli conoscere, perché è mio desiderio che questo sito costituisca sempre di più, nei limiti del possibile, un servizio per le persone. Ogni contributo è bene accetto.

Sono anche consapevole che informare vuole dire molte cose. Essere “locali” non vuol dire essere banali. Perciò ritengo che sia necessario fornire un’informazione il più possibile completa su quanto accade ad Ospitaletto, e, talvolta, come dicevo, anche dintorni. E questo, sembra incredibile, non è assolutamente semplice. Succedono tante cose, ma non sempre si riesce a farle conoscere adeguatamente. Al lavoro dunque. Percorreremo un pezzo di strada insieme. Spero piacevole.

Giorgia Boragini

Grazie

195355_1653786892_780077_n.jpgOggi per me si chiude un capitolo della mia vita. Lascio dopo tre anni e tre mesi Ospitaletto.org, sito che ho fondato, diretto, plasmato, guidato in mezzo a perplessità, ironie e critiche pesanti, talvolta espresse in maniera inconsulta da giornali istituzionali.

Lascio al culmine del successo, con numeri altissimi di accessi (6/800 la media giornaliera), con il record (raggiunto il 17 maggio) di 1.821 computer entrati in un solo giorno nel sito. Un risultato incredibile.

Lascio perché ho bisogno di stimoli nuovi, di sposare nuove iniziative, di affrontare esperienze di vita che non sono confinabili in un computer. Non ci sono altri motivi per spiegare una decisione presa diversi mesi fa.

Lascio con l’arrivo di una nuova amministrazione che ho appoggiato personalmente, pur non avendo in tasca tessere di alcun partito, pur non riconoscendomi in nessuno dei poli politici presenti in Italia. Era tuttavia naturale il mio endorsement verso la candidatura Sarnico, visto che la sua lista si opponeva al malgoverno che aveva contraddistinto ampie parti dell’amministrazione Prandelli.

Lascio nella speranza che chi mi seguirà critichi, quando necessario, chi è al potere, perché questo è il compito dell’informazione: criticare e pungolare per il bene della cittadinanza.

Lascio senza che nessuno mi abbia promesso alcun incarico (casomai qualche malizioso lo stesse pensando). Qualcuno mi ha chiesto se non sono invidioso di chi ha vinto, ricordando le esperienze negative del passato. Non lo sono. Ho scelto di non candidarmi in questa tornata per coerenza personale, perché reputo necessaria una pausa per chi fa politica, perché ho trovato chi appoggiare.

Ho fatto votare Ondei (ora nominato Vicesindaco) perché è una brava persona. Al di là della politica esistono i rapporti umani e la politica ti insegna quanto essi siano labili quando di mezzo c’è l’ambizione personale, la smania di potere. In passato lui ha dimostrato verso di me lealtà, correttezza, onestà, sincerità, amicizia e io dovevo ricambiare la fiducia che mi aveva concesso. Quindi non sono invidioso perché so di aver fatto una scelta giusta.

D’altro canto la linea editoriale del sito era chiara fin da subito. Non ho mai fatto sfoggio di equidistanza o imparzialità, ammesso che qualcuno possa mai possedere queste doti in politica. Io penso che questo fosse un elemento di chiarezza verso il lettore che si accostava al blog. Le critiche, peraltro, tenevano conto solo della cronaca politica e trascuravano un aspetto fondamentale.

Ospitaletto.org è, infatti, l’unica vetrina per tutte le attività sportive, culturali, sociali presenti nel paese. Il luogo dove il cittadino può esprimere subito, senza intermediazioni, il proprio parere venendo letto ed ascoltato. Il momento in cui si può conoscere le polemiche che agitano la politica locale, i bisogni di anziani, le possibilità di incontro e socializzazione, lo spazio dove essere compiutamente cittadini in quanto informati, consapevoli. Per questi motivi sono orgoglioso di averlo creato.

È doveroso, infine, per me ringraziare i lettori di Ospitaletto.org, anche quelli che non mi hanno amato, augurando buona fortuna a Giorgia Boragini, colei che raccoglie il testimone.

Giovanni Scolari

Il bilancio di Ospitaletto.org: record di accessi!

Ormai ci siamo. Come annunciato da tempo il passaggio di consegne sta per compiersi. Entro pochissimi giorni Giorgia Boragini comincerà a seguire il sito sostituendo l’attuale direttore Giovanni Scolari.

Prima del passaggio definitivo (che sarà annunciato con un editoriale di saluto) è giusto fornire un po’ di numeri per far capire quale dimensione il nostro sito abbia raggiunto. Abbiamo iniziato il 20 febbraio 2008 e dopo oltre tre anni si può agevolmente dire che la nostra iniziativa ha avuto un successo incredibile, ingigantito da numeri impensabili raggiunti durante le elezioni comunali.

Il 2009 si era concluso con oltre 90.000 visite con più di 44 mila computer unici (l’ip che durante i collegamenti lascia ogni computer) collegati. Era giù un bilancio lusinghiero ma il 2010 ha superato le aspettative. I computer unici sono diventati quasi 56.000 con un incremento del 25%. Anche le visite sono salite superando il muro dei 117 mila. Anche qua l’aumento è molto significativo. A questo aggiungiamo le 321 mila pagine aperte.

L’anno delle elezioni ha moltiplicato l’interesse per Ospitaletto.org. Il desiderio di sapere, prima possibile, chi fosse il nuovo sindaco ha creato un vero e proprio boom di accessi. Il 16 e il 17 maggio abbiamo bruciato ogni risultato. Il 16 si sono collegati in un unico giorno 1.686 computer, il giorno dopo è arrivato il record assoluto: 1.821 collegamenti!! Si tratta di un numero pazzesco che è legato ad un avvenimento eccezionale, ma dà l’idea della potenzialità di internet nella comunicazione locale.

L’articolo più letto è stato proprio quello legato all’affermazione di Sarnico (1.560), a ruota il brano sui consiglieri comunali (1.362) e la cronaca del dibattito tra i candidati sindaco (1.042).

Infine, le statistiche riferite al 25 maggio 2011. Fino a quella data i computer unici registrati erano già 33.764, con più di 112 mila visite e oltre 228.000 pagine aperte. Sono numeri straordinari che fanno presagire un anno record per il nostro sito. E’ un bilancio che ci rende orgogliosi e di cui vi ringraziamo.

G.Battista Sarnico è il nuovo sindaco di Ospitaletto

sarnico_p.jpgGiovanni Battista Sarnico è il nuovo sindaco di Ospitaletto. La sua lista INSIEME PER OSPITALETTO ha ottenuto, infatti, il 46,26% dei consensi con 3.307 voti. Staccata di 121 preferenze è giunta Angiola Giudici con CENTRODESTRA PER OSPITALETTO che ha ottenuto il 44,57%. Molto male la lista di Incontro,  OSPITALETTO PRIMA DI TUTTO, capace di raggiungere il 5,41% dell’elettorato con 387 voti. FORZA NUOVA ha, invece, superato ogni previsione riuscendo a raggiungere il 3,75% con ben 268 voti. Un indubbio successo, visto che il candidato era di Lumezzane.

Primi commenti a caldo. Ospitaletto conferma quanto sta succedendo a livello locale e nazionale dove il centrodestra esce con le ossa rotte. La Giudici, il candidato più autorevole della maggioranza degli ultimi 10 anni, viene battuta clamorosamente perdendo oltre 13 punti percentuali rispetto alle regionali di un solo anno fa. E’ una sconfitta durissima per lei e anche per l’amministrazione uscente, bocciata dagli elettori.

Sarnico trionfa contro ogni pronostico. Decisive le alleanze: riuscendo a mantenere compatto  il centrosinistra e avendo allargato all’UDC e ad Alleanza per le Libertà ha aumentato considerevolmente i suoi consensi. Sembra, dalle prime voci, che Ondei sia tra i più votati. A tarda notte, però, daremo i risultati ufficiali riguardo la composizione del consiglio comunale.

Già detto dei voti di Forza Nuova, parliamo di Incontro. Le nostre previsioni lo davano tra i 3 e i  600 voti e così è stato. Il range basso costituisce, però, un risultato deludente.

Ora si apre una fase nuova per il paese dopo 10 anni di centrodestra. Viene archiviata la stagione di Giorgio Prandelli. 

 

 

 

 

 

 

 

Il dibattito tra i candidati sindaci.Vince Sarnico di misura su Incontro. Per la Giudici una bruttissima figura:sa soltanto leggere.

100_1346.jpgVenerdì sera si è svolto il dibattito tra i candidati sindaci per le prossime elezioni comunali. Presenti i più importanti candidati: G.Battista Sarnico per INSIEME PER OSPITALETTO, Giulio Incontro per OSPITALETTO PRIMA DI TUTTO, Angiola Giudici per CENTRODESTRA PER OSPITALETTO. Non si è presentato Salvinelli di FORZA NUOVA.

Il dibattito era articolato in dieci domande con cinque minuti a disposizione per ogni candidato. Diciamo subito che la serata è stata abbastanza noiosa, ma anche che c’è stata una clamorosa figuraccia di Angiola Giudici. Il candidato del centrodestra ha letto, spesso incespicando, solo alcuni fogli scritti da chissà chi. Non ha detto una sola parola di sua iniziativa, non ha replicato agli attacchi degli altri contendenti, non ha fiatato di fronte alle accuse che le venivano mosse.

Il nostro sito non ha mai nascosto il giudizio negativo sulla attuale amministrazione, ma di fronte ad una prestazione del genere ci chiediamo e vi chiediamo se il centrodestra non era in grado di esprimere una candidatura migliore. Il pubblico era esterrefatto e rumoreggiava, ma lei, capo chino sui fogli, non ha mai replicato, neppure quando Incontro ha sparato a zero su Berlusconi e sul PDL, definendolo sostanzialmente il partito del Bunga Bunga.

Gli altri due contendenti hanno espresso, invece, i loro programmi senza una particolare verve oratoria, ma con una certa chiarezza e competenza. La vittoria va assegnata a Sarnico che, rispetto ad Incontro, ha mostrato maggiore sintesi ed ha evitato qualche scivolone nell’esposizione. Non ci sono stati momenti particolarmente tesi, ma certo per gli elettori di centrodestra cresceranno i dubbi poichè Incontro (segretario di FUTURO E LIBERTA’) ha denotato doti molto superiori rispetto all’assessore ai servizi sociali. Se invece ci limitiamo ai favoriti, non c’è lotta poichè Sarnico ha mostrato competenze e capacità mentre la Giudici ha evidenziato limiti politici enormi, clamorosi. Ecco i voti.

SARNICO. La lingua si impasta, ogni tanto, per l’emozione e tiene un tono troppo monocorde, ma sa di cosa parla e si muove con sicurezza su molte materie. E’ stato il migliore, ma ha dovuto affrontare una ben scarsa concorrenza. Esce vincente dal dibattito perchè conosce il paese e i suoi problemi. Se avesse affondato i colpi sulla Giudici, l’avrebbe messa in serissime difficoltà. ONESTO. voto 6,5

GIUDICI. Sa solo leggere: per il resto fa scena muta. Niente la smuove dai fogli che ha portato con sè. Non spiccica parola neppure sui problemi relativi ai servizi sociali: eppure è stata assessore per dieci anni! I casi sono due: o è afasica oppure è inadatta a ricoprire l’incarico di sindaco. La criticano e lei non risponde. La stuzzicano e lei non risponde. Attaccano Berlusconi e lei non risponde. D’altro canto, in 10 anni di consiglio comunale non ha, crediamo, mai fatto un intervento a braccio. Nelle prime due fila ci sono i suoi candidati che hanno le fotocopie delle sue risposte. Come mai? Non si fidano oppure hanno paura che legga sbagliato? PORTAVOCE. voto 3

INCONTRO. Comincia bene, ma si ingarbuglia nei suoi ragionamenti e non riesce ad essere efficace nella comunicazione. Questo è il suo forte limite. Non fa, complessivamente, una brutta figura e tra i candidati di centrodestra è nettamente vincente, ma ogni tanto esce dai binari con alcune scivolate che gli valgono qualche rimbrotto dal pubblico.  INCOSTANTE. voto 6-

SALVINELLI. Preferisce la manifestazione contro la prostituzione al dibattito. Forse perchè è tutto il suo programma? NON PERVENUTO. Senza voto.

 

Il voto alla giunta prandelli

100_1346.jpgDa ieri è finita la legislatura e si archivia il periodo prandelli ad Ospitaletto. Se ci sarà un cambiamento epocale o un segnale di continuità lo sapremo il 16 maggio, dopo l’apertura delle urne. Intanto, noi diamo una valutazione all’operato della giunta in questi cinque anni.

Mena. Come il più noto Palmiro Cangini sprofonda in un abisso di confusione. Il suo assessorato non lascia segni. Viene cacciato dal sindaco, torna ma forse no, era candidato sindaco, forse sarà assessore ma probabilmente sarà giubilato subito dopo (qualcuno nella maggioranza sembra gliel’abbia già promesso). voto 4

Masperi. Ragazza gentile e disponibile, ma impalpabile dal punto di vista politico. Quando sta per imparare lascia il campo a Silvia Chiari. Voto 5

Chiari. Chi si è accorto del suo operato alzi la mano. E’ vero che l’assessore al bilancio non ha peso e nel passato è brillato per pressapochismo, però qualcosa in più era lecito attendersi. Voto 5

Manenti. E’ riuscito a crearsi una rete presso i commercianti e con essa la credibilità, dando disponibilità ed idee. Non sarà stato particolarmente innovativo, però ci ha provato e ha ricostruito l’associazione commercianti, nonchè lanciato i giovedì del risparmio e alcune feste. Infatti, è stato subito accantonato per fare spazio a Mena. Voto 6,5

Chiappa. Confermiamo il giudizio sulla persona, ma i commenti delle associazioni sportive non sono positivi ed il lavoro all’urbanistica è completamente da addebitarsi a prandelli. Voto 4,5

Floris. Visto che ci ha già querelato in passato, ci limitiamo a confermare il giudizio sul suo operato politico, non si sa mai che si offenda. Voto 3

Coradi. Basterebbe citare l’atto con cui prandelli l’ha sfiduciato «E’ stata una scelta obbligata alla luce della lunga e persistente assenza dalla vita amministrativa di Coradi». Se il sindaco che l’ha avuto come assessore per quasi dieci anni da un giudizio così pesante sul suo operato, cosa dovremmo dire noi? Desaparecido. Voto 2

Giudici. Confermiamo le valutazioni del passato. Come presenzialismo e capacità di mostrarsi nelle occasioni pubbliche merita 10, per qualità e programmazione nell’assessorato il voto è 2. Il voto finale non è una media ponderata: lo fornirà l’elettorato. Se vincerà, il voto che si merita è 8, se perde è un 4 ed una sonora bocciatura.

Opposizione. Ha fatto il suo dovere, ma non ha mai preso realmente l’iniziativa. Voto 6 A parte il voto a Pasini, alfiere del centrodestra in incognito, lui non è proprio valutabile perchè non fa parte dell’opposizione. La valutazione di Incontro è legato al successo della sua lista. Rimandato.

Maggioranza. Articoli incomprensibili e appoggio forte e compatto al sindaco? Per noi solo gioco di sponda senza mai segnali di vita. Voto 5 Bisogna però distinguere tra gruppi e gruppi. La componente Lega merita 6,5 per il gioco di squadra. La componente AN merita 5 perchè non ha una bussola politica, gli ex di Forza Italia meritano 1. Nel 2001 FI aveva sei candidati, cinque eletti con cinque cariche (tre assessori, un presidente del consiglio e un consigliere delegato); nel 2011 due candidati con la remota possibilità di avere un assessore. Caspita, Solazzi e Coradi sono davvero dei grandi strateghi!!

prandelli. E’ di gran lunga il migliore del gruppo che lo segue (per forza, ha allontanato tutti coloro che non si piegavano al suo volere). Infatti, ha sbagliato poco nell’organizzazione della Lega per questa tornata. Ha rinunciato al sindaco ma ha incassato la maggioranza in giunta e sappiamo che userà questa maggioranza per far saltare la Giudici dove vuole lui, sempre. In alcuni ambiti il giudizio potrebbe essere molto positivo, ma i prezzi che ha fatto pagare al paese sono troppo elevati. Ha spezzato il centrodestra per la seconda volta in soli otto anni, ha rotto i rapporti con quelli che lo criticavano costruttivamente, è in rotta con il PDL (se dovessero vincere, in molti se la sono già giurata). Il bilancio finale non può essere positivo, soprattutto se si pensa alle speranze che aveva suscitato con la sua vittoria. Voto 4

L’editoriale. Una politica per il sociale

100_1369.jpgAd Ospitaletto il mutamento demografico di questi ultimi anni sta moltiplicando le necessità di tutti quei servizi che si prendono cura del cittadino: dall’asilo nido, al trasporto sociale, dall’assistenza agli anziani, ai progetti per i disabili, dai trasporti sociali all’ambulatorio di base, fino ai contributi a sostegno dei più poveri.
Questi servizi soddisfano (e soddisferanno) la domanda? Che ruolo ha il Comune?
Se la disponibilità di denaro pubblico diminuisce, ci sembra che sia necessario mettere in campo idee nuove e sinergie con tutti i soggetti che hanno competenza a soddisfare le necessità. Parliamo del mondo del no profit, ma anche della stessa ASL. Ma per fare progetti occorrono idee.
Le necessità sono cambiate rispetto al passato perché oggi è doveroso, se si vuole amministrare, dare risposte alla famiglia in cui entrambi i coniugi lavorano, al disoccupato, all’anziano, alla famiglia in crisi, alla necessità di integrazione dei nuovi cittadini e a tanto altro.
In poche parole, ci sembra necessario considerare la società come si è evoluta nel nostro territorio.  Le differenze appaiono lampanti rispetto anche a solo dieci anni fa. I servizi alla persona e alla famiglia sono stati al passo del cambiamento?
Ci sembra di dover dare una risposta negativa. Non solo non si offrono risposte ai nuovi bisogni, ma si regredisce rispetto a quanto garantito in passato. Nel totale disinteresse dell’attuale Amministrazione. Basti ricordare la chiusura ad opera dell’ASL degli ambulatori di via Montegrappa, dove si offrivano i servizi di consultorio, vaccinazioni, preparazione al parto, sostegno alle neo mamme, prelievi, ed altri servizi di base importantissimi. In alcuni paesi (e uno è proprio vicino a noi, Castegnato), si sono aperti ambulatori grazie ad un accordo dell’ASL con soggetti privati convenzionati. Dobbiamo credere che ciò sia avvenuto anche e soprattutto per un interessamento  dei sindaci di quei Comuni. A Ospitaletto i prelievi sono ancora garantiti, però si potrebbe cercare di offrire di più (e non costringere le donne a spostarsi per un pap test).
Insomma il Comune dovrebbe avere uno spiccato spirito d’iniziativa. Ce l’ha?
L’attuale Assessore ai Servizi Sociali è papabile per una candidatura a sindaco per il centrodestra. E’ dunque molto importante capire se ha svolto bene il proprio lavoro.
A noi qualche dubbio in proposito viene, perché la signora Giudici non è stata in grado di fare nulla di nuovo rispetto a quello che già c’era.  Gite e soggiorni climatici per anziani, tanto cari all’Assessore, sono iniziative importanti, che portano molto consenso, e, per carità vanno fatte, ma non bastano. Non si misura da queste cose l’abilità di un Amministratore. Il programma elettorale del centrodestra prevedeva il potenziamento dei servizi ASL. A leggere queste cose oggi, si ride per non piangere.
Ci piacerebbe che nella campagna elettorale emergessero idee nuove, ma che le promesse venissero poi mantenute. E’ chiedere troppo?

 

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