A Ospitaletto va in scena una competizione atipica
A fronte di quello che per il momento appare l’epilogo della querelle giudiziaria sull’annullamento delle nostre elezioni, pensiamo che sia possibile fare alcune prime valutazioni.
Venerdì 18 maggio il TAR ha ordinato alla Prefettura di indire le elezioni con le stesse liste del 2011 esclusa Forza Nuova. Se non sorgeranno altri problemi e la Prefettura farà quanto le è stato prescritto nei tempi dati dal TAR, si dovrebbe votare fra ottobre e novembre.
A vario titolo hanno espresso soddisfazione i candidati sindaco: Sarnico e Giudici perché, in buona sostanza, non dovranno riaprire le trattative con le forze politiche che li sostengono, Incontro perché si trova a fare l’ago della bilancia.
La soluzione dà adito a diverse perplessità, sia perché costringe i candidati in lista a rimanere tali, quasi che avessero firmato a suo tempo un patto col diavolo usando come inchiostro il proprio stesso sangue, sia perché sbarra la strada a chi volesse presentarsi con una nuova proposta, sia per il mutamento delle condizioni politiche complessive, che può fare apparire artificiosa questa “operazione macchina del tempo”.
Difficilmente si può dire che questa sia la soluzione ottimale. Crediamo che nessuno, ma proprio nessuno, lo pensi. La soluzione giudiziaria di un problema politico non è mai ottimale. Anche se si dovesse continuare con mille ricorsi. Ma è la soluzione che c’è ora. L’epilogo zoppo di una vicenda balorda. Ma è pur sempre un punto fermo.
Aspettare il 2013 non avrebbe cambiato da questo punto di vista le carte in tavola, perché ora il TAR ci conferma che già la sentenza del dicembre scorso aveva disposto che si dovesse votare con le liste bloccate.
C’è chi minaccia il ricorso, o le dimissioni dopo le elezioni. Vedremo se questi propositi saranno mantenuti, se si vorrà andare fino in fondo, o se si farà di necessità virtù. Qualche segnale in quest’ultimo senso c’è. Infatti, dopo le prime prese di posizione della Lega che facevano presagire fuoco e fiamme, è comparsa una dichiarazione di Ezio Abrami che conferma l’appoggio ad Angiola Giudici.
In qualche modo la sentenza ha diminuito la “forza contrattuale” delle diverse forze politiche all’interno delle due coalizioni maggiori, perché cristallizza la situazione del 2011, mentre, se fosse stato possibile ripresentare le liste, si sarebbero riaperte le trattative. Ciò avrebbe portato a qualche proposta migliore per i cittadini?
Se pensiamo al 2011, è innegabile che da allora molto sia cambiato a livello nazionale, ma anche locale. Un anno è un’eternità dal punto di vista politico. E la politica italiana in particolare è legata alla cronaca spicciola, piuttosto che alla storia con la “S” maiuscola.
PDL e Lega, a livello nazionale, non stanno più insieme. A livello locale neanche, tranne che per alcune eccezioni a noi vicine. Non c’è più il Governo Berlusconi. L’incapacità della politica di fare scelte impopolari, o scelte che comunque potessero tranquillizzare chi investe in debito pubblico italiano, ha portato al Governo Monti. A sostegno del Governo ci sono PDL, PD e Terzo Polo. Nelle elezioni amministrative del 6 maggio Grillo ha avuto affermazioni importanti, mentre il Terzo Polo non ha avuto il boom agognato da chi progetta una grande forza di centro per intercettare il voto moderato. Il PDL arranca. Regge il PD. Gli scandali hanno investito la Lega. Avanza l’antipolitica.
Il trascorrere del tempo avrebbe dovuto suggerire una rivisitazione dell’offerta elettorale a Ospitaletto? Sì, perché la libertà è sempre preferibile alla costrizione. Sì perché dovrebbe essere possibile a tutti presentare una lista. Tuttavia, siamo sicuri che l’evoluzione del quadro complessivo sia così determinante nella nostra realtà locale? Forse, oggi, Lega e PDL non starebbero insieme. Forse il centrodestra avrebbe un altro candidato sindaco. Forse.
Insieme per Ospitaletto, sostenuta da PD, IDV, UDC, Comunità Padana, Alleanza per le Libertà, Alternativa a Sinistra per Ospi, è una lista civica. Vale a dire costruita in base all’adesione ad un programma. Ci sono stati cambiamenti tali da mettere in discussione in maniera pesante quel programma? Da fare sì che alcune forze politiche avessero in animo di ritirare il loro sostegno? O di massima il progetto può essere considerato ancora valido?
L’evoluzione politica di questi mesi ha viaggiato veloce, e chissà quante ne succederanno da adesso fino all’autunno. Perciò è comprensibile il desiderio di rimanere aperti a tutti gli sviluppi e a tutti gli scenari. Invece ci si trova nell’inedita condizione di avere un punto fermo con mesi di anticipo rispetto alle elezioni (anche se, ad onor del vero, per ora, resta l’incognita Incontro che aveva dichiarato di considerare possibile il sostegno ad una delle due liste maggiori). Sappiamo tutti che d’abitudine invece i giochi si sono sempre chiusi alla vigilia del termine per presentare le liste, un mese prima dell’apertura dei seggi. Certo, il punto fermo lo ha messo un giudice e questo dà la spiacevole sensazione di avere le mani legate.
Giorgia Boragini


