10 febbraio. Non con i miei soldi. La Banca Etica si presenta
Il gruppo di iniziativa territoriale dei Soci di Banca Etica organizza un incontro venerdì 10 febbraio presso la Casa delle Associazioni in via Cimabue 16 a Brescia per parlare di economia, finanza ed etica. Parteciperà alla serata il Presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Andrea Baranes.
L’mportante iniziativa si colloca nell’ambito della campagna di Banca Popolare Etica per non essere dei cittadini-risparmiatori complici inconsapevoli della crisi finanziaria che ci sta impoverendo.
La speculazione continua ad alimentare la crisi: mentre oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame, la finanza si muove sfruttando i paradisi fiscali per aggirare ogni regola e normativa. E’ una finanza totalmente scollegata dalla realtà: l’ammontare di crediti e scommesse finanziarie e dei “derivati”si stima possa per un valore pari a 12,6 volte il PIL del mondo. “Crediamo sia arrivato il tempo - spiegano gli organizzatori - in cui ognuno, come cittadino, risparmiatore, lavoratore, pensionato e consumatore, debba fare la propria parte e debba prendere coscienza che l’utilizzo del proprio denaro ha conseguenze dirette sul futuro suo, dei suoi simili e dei suoi figli”.
Il gruppo di iniziativa territoriale ci ricorda che quando entriamo in una banca per aprire un conto corrente, un fondo pensione o qualsiasi altro prodotto finanziario abbiamo il diritto di chiedere al gestore come sono impiegati i nostri risparmi e che cosa fa la banca con i nostri soldi. In questo momento di crisi, in cui le nostra imprese fanno fatica, sorge anche un’altra domanda: quanta parte dei profitti proviene dalla tradizionale attività creditizia che sostiene l’economia reale e la creazione di posti di lavoro, e quanta invece dal giocare con prodotti derivati e strutturati e dal sistema bancario ombra? Questa banca ha delle filiali in qualche paradiso fiscale?
In Italia Banca Etica rifiuta di operare tramite i paradisi fiscali e la finanza ombra, è trasparente e non si nasconde dietro la scusa del “segreto bancario”; esclude gli strumenti finanziari speculativi e sempre più incomprensibili, promuove invece l’economia reale attenta all’ambiente e alla persona; afferma che “l’interesse più alto è quello di tutti” e valuta le ricadute non economiche di ogni azione economica; non da “soldi unicamente a chi ha già soldi”, ma cerca di porre attenzione ai “non-bancabili” e alle associazioni e cooperative che hanno problemi di accesso al credito; esclude i finanziamenti ai combustibili fossili, all’energia nucleare e alle attività inquinanti, alle fabbriche d’armi e sceglie di lavorare con chi promuove l’efficienza energetica e le energie rinnovabili; è l’unico istituto di credito in Italia che ha rifiutato di trattare i capitali di dubbia origine, rientrati dall’estero a seguito dei vari scudi fiscali; rifiuta di speculare su cibo e materie prime e finanzia i piccoli produttori e i contadini, in particolare nel settore dell’agricoltura biologica; favorisce l’investimento azionario responsabile attraverso Etica SGR e invita i piccoli risparmiatori ad esercitare nelle assemblee degli azionisti il loro ruolo di “con-proprietari” di aziende attraverso l’azionariato attivo.
Sicuramente un modo di operare da comprendere a fondo. Per essere sempre di più risparmiatori consapevoli.

