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A Ospitaletto va in scena una competizione atipica

images.jpgA fronte di quello che per il momento appare l’epilogo della querelle giudiziaria sull’annullamento delle nostre elezioni, pensiamo che sia possibile fare alcune prime valutazioni.

Venerdì 18 maggio il TAR ha ordinato alla Prefettura di indire le elezioni con le stesse liste del 2011 esclusa Forza Nuova. Se non sorgeranno altri problemi e la Prefettura farà quanto le è stato prescritto nei tempi dati dal TAR, si dovrebbe votare fra ottobre e novembre.

A vario titolo hanno espresso soddisfazione i candidati sindaco: Sarnico e Giudici perché, in buona sostanza, non dovranno riaprire le trattative con le forze politiche che li sostengono, Incontro perché si trova a fare l’ago della bilancia.

La soluzione dà adito a diverse perplessità, sia perché costringe i candidati in lista a rimanere tali, quasi che avessero firmato  a suo tempo un patto col diavolo usando come inchiostro il proprio stesso sangue, sia perché sbarra la strada a chi volesse presentarsi con una nuova proposta, sia per il mutamento delle condizioni politiche complessive, che può fare apparire artificiosa questa “operazione macchina del tempo”.

Difficilmente si può dire che questa sia la soluzione ottimale. Crediamo che nessuno, ma proprio nessuno, lo pensi. La soluzione giudiziaria di un problema politico non è mai ottimale. Anche se si dovesse continuare con mille ricorsi. Ma è la soluzione che c’è ora. L’epilogo zoppo di una vicenda balorda. Ma è pur sempre un punto fermo.

Aspettare il 2013 non avrebbe cambiato da questo punto di vista le carte in tavola, perché ora il TAR ci conferma che già la sentenza del dicembre scorso aveva disposto che si dovesse votare con le liste bloccate.

C’è chi minaccia  il ricorso, o le dimissioni dopo le elezioni. Vedremo se questi propositi saranno mantenuti, se si vorrà andare fino in fondo, o se si farà di necessità virtù. Qualche segnale in quest’ultimo senso c’è. Infatti, dopo le prime prese di posizione della Lega che facevano presagire fuoco e fiamme, è comparsa una dichiarazione di Ezio Abrami che conferma l’appoggio ad Angiola Giudici.

In qualche modo la sentenza ha diminuito la “forza contrattuale” delle diverse forze politiche all’interno delle due coalizioni maggiori, perché cristallizza la situazione del 2011, mentre, se fosse stato possibile ripresentare le liste, si sarebbero riaperte le trattative. Ciò avrebbe portato a qualche proposta migliore per i cittadini?

Se pensiamo al 2011, è innegabile che da allora molto sia cambiato a livello nazionale, ma anche locale. Un anno è un’eternità dal punto di vista politico. E  la politica italiana in particolare è legata alla cronaca spicciola, piuttosto che alla storia con la “S” maiuscola.

PDL e Lega, a livello nazionale, non stanno più insieme. A livello locale neanche, tranne che per alcune eccezioni a noi vicine. Non c’è più il Governo Berlusconi. L’incapacità della politica di fare scelte impopolari, o scelte che comunque potessero tranquillizzare chi investe in debito pubblico italiano, ha portato al Governo Monti. A sostegno del Governo ci sono PDL, PD e Terzo Polo. Nelle elezioni amministrative del 6 maggio Grillo ha avuto affermazioni importanti, mentre il Terzo Polo non ha avuto il boom agognato da chi progetta una grande forza di centro per intercettare il voto moderato. Il PDL arranca. Regge il PD. Gli scandali hanno investito la Lega. Avanza l’antipolitica.

Il trascorrere del tempo avrebbe dovuto suggerire una rivisitazione dell’offerta elettorale a Ospitaletto? Sì, perché la libertà è sempre preferibile alla costrizione. Sì perché dovrebbe essere possibile a tutti presentare una lista. Tuttavia, siamo sicuri che l’evoluzione del quadro complessivo sia così determinante nella nostra realtà locale? Forse, oggi, Lega e PDL non starebbero insieme. Forse il centrodestra avrebbe un altro candidato sindaco. Forse.

Insieme per Ospitaletto, sostenuta da PD, IDV, UDC, Comunità Padana, Alleanza per le Libertà, Alternativa a Sinistra per Ospi, è una lista civica. Vale a dire costruita in base all’adesione ad un programma. Ci sono stati cambiamenti tali da mettere in discussione in maniera pesante quel programma? Da fare sì che alcune forze politiche avessero in animo di ritirare il loro sostegno? O di massima il progetto può essere considerato ancora valido?

L’evoluzione politica di questi mesi ha viaggiato veloce, e chissà quante ne succederanno da adesso fino all’autunno. Perciò è comprensibile il desiderio di rimanere aperti a tutti gli sviluppi e a tutti gli scenari. Invece ci si trova nell’inedita condizione di avere un punto fermo con mesi di anticipo rispetto alle elezioni (anche se, ad onor del vero, per ora, resta l’incognita Incontro che aveva dichiarato di considerare possibile il sostegno ad una delle due liste maggiori). Sappiamo tutti che d’abitudine invece i giochi si sono sempre chiusi alla vigilia del termine per presentare le liste, un mese prima dell’apertura dei seggi. Certo, il punto fermo lo ha messo un giudice e questo dà la spiacevole sensazione di avere le mani legate.

Giorgia Boragini

Querelle elettorale. Un po’ di rassegna stampa

dsc_3735.JPGRiportiamo di seguito un po’ di articoli apparsi sulla stampa di oggi. Riguardo ai tempi precisi delle elezioni, pende l’incognita Prefettura, perciò assistiamo a uno snocciolarsi di date piuttosto ballerine. Viene accreditato comunque un periodo che va dai primi di ottobre a metà novembre. Se ne saprà di più fra qualche giorno. Come si saprà se risponde al vero che si stia profilando ulteriore contenzioso. Evidente lo stato di fibrillazione fra le forze politiche. Come appare anche dai commenti apparsi su questo blog, la questione liste bloccate tiene banco.

Dal Bresciaoggi:

SENTENZA DEL TAR. Un punto fermo nell´intricata vicenda amministrativa attorno alla tornata comunale inficiata da presunte irregolarità nella raccolta di firme
Ospitaletto, si ritorna alle urne in autunno
Ad eccezione di Forza Nuova, causa indiretta dell´annullamento delle ultime elezioni, si sfideranno gli stessi candidati e liste del 2011

Il Tar di Brescia ha deciso: tra i primi di ottobre e la fine novembre i cittadini di Ospitaletto torneranno alle urne per eleggere il sindaco. In campo scenderanno le liste già in lizza in occasione della tornata elettorale annullata da una precedente sentenza della giustizia amministrativa, ad eccezione di Forza Nuova, il movimento che con una raccolta di firme considerata irregolare aveva inficiato di riflesso la vittoria del candidato di centrosinistra Giovan Battista Sarnico.

SE LA PREFETTURA non impugnerà il pronunciamento, si andrà a votare in netto anticipo rispetto alla primavera del 2013, prima data utile fissata dal ministero dell´Interno. Che era del resto l´obiettivo del ricorso presentato da Sarnico, che alla guida della lista Insieme per Ospitaletto sfiderà Angiola Giudici del Centrodestra per Ospitaletto e Giulio Incontro di Ospitaletto prima di tutto.

Il 15 e 16 maggio dell´anno scorso i voti avevano premiato Sarnico (46,26%) sulla Giudici (44,57%), mentre Incontro aveva raccolto il 5,41% dei suffragi. Andrea Salvinelli, candidato di Forza Nuova, si era fermato al 3,75 %. Tutto torna in gioco dunque, ma in un quadro generale rivoluzionato nei riferimenti politici nazionali e non solo. La lunga attesa di questi mesi ha sfaldato le liste, soprattutto le due principali, evidenziando divergenze che nessuno ha tenuto segrete.

Imporre i candidati di un anno fa rappresenta una sorta di spada di Damocle: chi vincerà le elezioni si troverà poi a fare i conti con gli equilibri interni, una situazione capace di mettere a rischio la guida del paese.

C´È DUNQUE POCO di che brindare a Ospitaletto, dove Sarnico incassa il primo successo parziale di una lunga serie di ricorsi. Il «congelamento» delle liste crea situazioni imbarazzanti. Nella squadra di Sarnico ci saranno per esempio anche Roberto Ondei e Valentino Poli che nel brevissimo scorcio di mandato non avevano lesinato critiche al sindaco.

Anche sul versante del centrodestra l´aria non è rilassata. Tra Pdl e Lega Nord il rapporto non è idilliaco: Angiola Giudici propendeva per «elezioni subito», una strategia avversata dall´ala del Carroccio rappresentata dall´ex primo cittadino Giorgio Prandelli e da Ezio Abrami.

Sarnico ostenta comunque soddisfazione: «Il Tar ha accolto la richiesta di permettere ai cittadini di esercitare il diritto di voto senza dover attendere un tempo indefinito - spiega l´ex sindaco -. Il commissariamento non ha ragione di essere prolungato oltre il necessario. Ci aspettano decisioni importanti che solo un´amministrazione in carica con rappresentanza politica può esercitare. Ci auguriamo che la Prefettura attivi ogni procedimento affinché sia rispettata senza indugio la sentenza del Tar».

PER L´EX VICE SINDACO Roberto Ondei, «imporre le liste bloccate è una sconfitta della democrazia. Per rilanciare la partecipazione nella nostra lista va rivisto il programma partendo dal Pgt e dalla rinuncia alla costruzione della piscina». Prudente Angiola Giudici: «Sono soddisfatta per la sentenza. È vero che c´è stato un dibattito animato nel nostro gruppo, ma questa contrapposizione è servita per ritrovare compattezza. Esprimo un unico rammarico: la situazione vacante di Ospitaletto si sarebbe potuta concludere prima se Sarnico avesse accettato la sentenza del Tar del 15 dicembre 2011».

Duro Giorgio Prandelli: «Folle tornare alle urne con le liste bloccate cristallizzando una situazione che non ha più senso di essere. Valuteremo se c´è la possibilità di opporci». Per Giulio Incontro infine «un centinaio di voti fa la differenza tra vincere e perdere. La nostra lista è consapevole di essere l´ago della bilancia».

La telenovela di 12 mesi ha esasperato i cittadini

Una telenovela infinita che ha esasperato i cittadini rischiando di alimentare il diffuso clima di antipolitica che aleggia sull´Italia. Alla gente lontana dalle legittime quanto leguleie normative in materia elettorale, quanto accaduto a Ospitaletto è ancora incomprensibile. Eppure le polemiche e recriminazioni su un risultato elettorale comunque eloquente, sono iniziate di fatto ancora prima dello spoglio delle schede. Erano infatti in corso le operazioni elettorali quando Angiola Giudici, candidata del centrodestra, aveva pubblicamente parlato di irregolarità nella raccolta delle firme per presentare la lista di Forza Nuova.

Subito dopo le elezioni l´accusa era stata circostanziata attraverso la denuncia che i 107 nominativi apposti a Ospitaletto in calce all´elenco dei candidati erano stati autenticati da un consigliere comunale leghista di Lumezzane che in paese non aveva mai messo piede. Angiola Giudici ha interpellato la Commissione elettorale mandamentale e poi, attraverso il legale di fiducia, ha dato il via al primo ricorso al Tribunale amministrativo. Alla sentenza che ha annullato il risultato delle elezioni si è scatenata la corsa di Giovanni Battista Sarnico, che è pure lui ricorso al Tar e al Consiglio di Stato con l´intenzione, visto che era impossibile tornare in sella, di indire nuove elezioni in tempi stretti.

SEMBRA CHE ADESSO l´obiettivo di Sarnico sia stato parzialmente raggiunto. I cittadini avranno presto un sindaco, anche se simbolicamente la democrazia partecipata esce con le ossa rotte da un braccio di ferro legale che ha poco a che fare con la volontà espressa nelle urne dalla comunità.

 

Dal Giornale di Brescia

Ospitaletto, Comune oggi guidato dal commissario prefettizio Antonio Naccari, potrà festeggiare l’arrivo del 2013 con la nuova Amministrazione.

È questo, in sintesi, il possibile effetto della sentenza pubblicata ieri dalla Seconda sezione del Tar di Brescia, firmata dal presidente Giorgio Calderoni, che ora impone al prefetto l’obbligo di indire le elezioni per la scelta del nuovo sindaco e del nuovo Consiglio comunale. Quelle del 2011, è noto, sono state annullate dallo stesso tribunale, col conseguente «defenestramento» del sindaco in carica, Giovanni Battista Sarnico. Il voto dello scorso anno, infatti, è stato invalidato dal Tar su ricorso di Angiola Maria Giudici, candidato sindaco del centrodestra, che ha rivendicato alla propria lista, se non tutti, buona parte dei 268 consensi ottenuti da Forza Nuova, compagine di destra illegittimamente ammessa alla consultazione, come ha statuito il tribunale di via Zima nella sentenza del 15 dicembre 2011, confermata il 31 marzo scorso dal Consiglio di Stato. Quei voti, ha sostanzialmente sostenuto Maria Angiola Giudici, se Forza Nuova fosse stata subito esclusa dal voto, non sarebbero stati certo intercettati dal centrosinistra di Sarnico (3.307 i consensi ottenuti), ma sarebbero andati alla coalizione formata da Pdl e Lega (da aggiungere ai 3.186 consensi ricevuti), con la sua conseguente elezione a sindaco. Preso atto delle sentenze avverse, Giovanni Battista Sarnico ha allora diffidato il prefetto a convocare le nuove elezioni entro il 30 giugno di quest’anno, in forza di un vecchio decreto del presidente della Repubblica sulla cui cogenza e applicabilità le opinioni divergono, e così anche la giurisprudenza. Alla diffida, comunque, il Broletto non ha risposto. È così scattato un nuovo ricorso che è all’origine della sentenza di ieri, ampiamente motivata e sorretta da numerose annotazioni giuridiche, fissate nelle 30 pagine con cui è dichiarato l’obbligo del prefetto di indire le nuove elezioni non appena saranno passate in giudicato le decisioni sulla «lite elettorale», ovvero 90 giorni a decorrere dal 31 marzo 2012. Entro i successivi tre mesi, poi, Ospitaletto dovrà essere chiamato alle urne.

Nell’ipotesi dell’intero consumo dei 90 giorni disponibili si arriva al limite del 30 settembre. Il 1° ottobre scatteranno così i 45 giorni di campagna elettorale, allo scadere dei quali (metà novembre) Ospitaletto tornerà alle urne, salvo che il Ministero dell’Interno non ricorra al Consiglio di Stato per scongiurare - contando su una diverso verdetto - un precedente rischioso per il già frastagliato assetto dei turni elettorali.
La sentenza conferma poi le prescrizioni di quanto statuito dal verdetto del 2011, ovvero che alle nuove elezioni potranno partecipare esclusivamente le liste ammesse al voto del 15/16 maggio 2011, ad eccezione della lista Forza Nuova.

Tre candidati pronti alla sfida
Sarnico: «Ci auguriamo che i tempi vengano rispettati»

Le elezioni per eleggere sindaco e Giunta di Ospitaletto si ripeteranno con le stesse liste del 2011, ma senza Forza Nuova. In sostanza, entro l’anno gli ospitalettesi dovranno scegliere tra il centrosinistra di Giovanbattista Sarnico, che è stato sindaco per 6 mesi, il centrodestra di Angiola Giudici e la civica di Giulio Incontro.

I tre candidati hanno commentato a caldo la sentenza. «Accogliendo il mio ricorso - ha dichiarato Sarnico di «Insieme per Ospitaletto - il Tar ha disposto che la normalità democratica sia restituita a Ospitaletto. Le elezioni sono state annullate per ragioni non dipendenti da noi. Con i miei legali esprimo soddisfazione per l’accoglimento della richiesta di permettere ai cittadini di esercitare il diritto di voto senza attendere un tempo indefinito. Il commissariamento non ha ragione di essere prolungato. Ci auguriamo che la Prefettura attivi ogni procedimento affinché sia rispettata senza indugio la sentenza del Tar. Il principale interesse di Ospitaletto è il voto nei tempi assegnati dal Tar». Serena la Giudici di «Centrodestra per Ospitaletto»: «Accolgo favorevolmente la sentenza del Tar e attendo la decisione della Prefettura per sapere la data precisa delle elezioni. Ho aspettato con serenità l’esito, senza polemizzare con alcuno, confidando nella Magistratura. Ho solo un rammarico: la situazione di Ospitaletto si sarebbe potuta concludere con il turno elettorale del 6/7 maggio, se Sarnico avesse accettato la prima sentenza del Tar. Spero che si ponga fine alle polemiche».

«Finalmente usciamo da questa enpasse - ha detto Incontro, che con «Ospitaletto prima di tutto» prese 387 voti -. Prendiamo atto della sentenza in cui ha prevalso il principio della legalità. Certo che si è creata una situazione ben strana: sarà come giocare a carte dopo aver già visto le carte degli altri. La nostra lista potrebbe essere l’ago della bilancia».

Il TAR ordina al Prefetto di indire le elezioni entro tre mesi

100_1346.jpgE’ stata infine depositata la sentenza pronunciata dal TAR Brescia nel giudizio di ottemperanza promosso da Giovanni Battista Sarnico. Sostanzialmente verrebbero confermate le prime indiscrezioni che davano per probabile il voto all’inizio dell’autunno.

Ricordiamo brevemente i fatti: dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha definitivamente respinto l’appello di Sarnico contro l’annullamento delle elezioni del 2011, la Prefettura non ha ritenuto di indire le nuove elezioni, sostenendo che esse si  sarebbero dovute svolgere col turno elettorale ordinario della primavera 2013.

Dopo un primo tentavivo fallito di fare iscrivere in corsa Ospitaletto fra i Comuni al voto il 6 maggio scorso, Sarnico ha intimato alla Prefettura di indire le elezioni entro tre mesi, così come prescritto dall’art. 85 del D.P.R. 570/1960. Non ottenendo risposta, si è rivolto al TAR per il cosiddetto giudizio di ottemperanza. Un tipo di ricorso che viene fatto quando l’amministrazione non adempie al giudicato e si rende necessario un ordine del giudice.

Il TAR ha riconosciuto, con la sentenza in data di oggi, che la legge del 1960 è ancora in vigore per quanto riguarda la ripetizione delle elezioni dopo l’annullamento e che quindi la Prefettura è tenuta ad osservarla e a indire le elezioni entro tre mesi da quando la sentenza del Consiglio di Stato del 31 marzo sarà notificata con tutti i crismi alle parti. Si tratterà verosimilmente di andare al voto all’inizio dell’autunno. Se non ci saranno ulteriori sorprese.

Farà sicuramente discutere anche la decisione assunta sulle modalità del voto. Il TAR ha ribadito che il giudicato da eseguire comprende il fatto che si debba tornare alle urne con le stesse liste del 2011 esclusa FN. I magistrati si sono detti consapevoli dell’orientamento del CdS che si è in talune occasioni pronunciato in senso contrario, ma hanno anche ricordato che questo orientamento non deve essere considerato in senso assoluto.

Nel nostro caso, il TAR a dicembre, non smentito dal Consiglio di Stato a marzo, avrebbe applicato il principio della conservazione degli atti amministrativi validamente adottati nel procedimento elettorale. Questa decisione sarebbe stata assunta in coerenza con gli atti impugnati dal ricorso di Angiola Giudici. Poiché le liste erano state ammesse tutte validamente tranne quella di FN, si vota con le liste validamente ammesse.

Liste bloccate dunque. Rispetto a questo aspetto, vale quanto abbiamo già scritto nel dicembre scorso: parrebbe proprio che il nostro paese sia destinato ad un’operazione macchina del tempo!

Che cosa succederà ora? La Prefettura adempierà all’obbligo di indire le elezioni? Impugnerà la sentenza? Sarà necessaria la nomina di un commissario ad acta? Vorremmo sperare che sia finita con i ricorsi …

Per chi avesse voglia di leggersi tutto …

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%202/2012/201200417/Provvedimenti/201200836_20.XML

Querelle elettorale. Non c’è ancora la sentenza

100_1346.jpgSarebbero emerse alcune indiscrezioni dall’udienza del TAR del 9 maggio. Secondo quanto riferisce il Giornale di Brescia, l’ipotesi su cui starebbero lavorando i giudici implicherebbe il voto all’inizio dell’autunno. Del resto, il TAR ha ritenuto non percorribile la via del provvedimento urgente, e quindi, appare ormai del tutto improbabile l’ipotesi iniziale, proposta dal giudice stesso ai primi di aprile, di andare al voto entro giugno. In ogni caso, la sentenza non è stata ancora pubblicata.  Vedremo se le indiscrezioni verranno confermate. Oppure se si dovrà andare al voto nel 2013.

Si può rimanere disorientati da questi continui ricorsi. Tuttavia non è inusuale dover fare ricorso al TAR anche per ottenere che una precedente sentenza sia eseguita, dal momento che spesso capita che l’autorità amministrativa (nel nostro caso la Prefettura) non provveda autonomamente. Si tratta del cosiddetto giudizio di ottemperanza.

Come abbiamo visto, infatti, la Prefettura si è pronunciata per andare al voto nel 2013, mentre sussisterebbe per legge la possibilità di votare prima. Ancora, resta da sciogliere il nodo delle modalità del voto, poiché a dicembre il TAR ha deciso che si dovessero riperere le elezioni senza la lista di FN, e quindi, sembrerebbe, senza poter presentare nuove liste. Un’interpretazione che risulterebbe decisamente discutibile e contraria a precedenti giurisprudenziali. Tuttavia, a chi spetta interpretare quanto ha deciso un giudice, se non ad un altro giudice? Di qui la necessità del ricorso.

Insomma, Sarnico è “costretto” a continuare con le azioni giudiziarie, non solo perché, come Giudici, ha interesse a votare al più presto, ma anche per la non chiarezza circa i modi di applicazione delle sentenze. C’è da dire poi che i magistrati respingono i ricorsi finché non si fa loro la domanda giusta.  E questo può comportare diversi tentativi.

Speriamo davvero che non ci sia bisogno di altra carta bollata per sapere con esattezza che ne sarà delle nostre consultazioni elettorali. I cittadini e le forze politiche hanno bisogno di un orizzonte certo.

Riportiamo l’articolo pubblicato sul GdB del 10 maggio.

Prossimo autunno. Forse tra settembre e ottobre. È in questo periodo che gli elettori di Ospitaletto - Comune oggi commissariato dopo il defenestramento per via giudiziaria del sindaco Giovanni Battista Sarnico - potrebbero tornare alle urne per il rinnovo dell’Amministrazione comunale e la scelta del nuovo primo cittadino.

Nulla di certo e definito, però. È solo una ipotesi, affiorata ieri nella Camera di consiglio del Tar (Seconda sezione; presidente Giorgio Calderoni, egli stesso relatore-estensore) dove i difensori di Sarnico, il sen. avv. Giovanni Pellegrino (già presidente della Commissione stragi) e l’avv. Giuseppe Onofri, l’Avvocatura distrettuale dello Stato (avvocato Riccardo Montagnoli) e gli avvocati Alessandro Asaro e Giorgio Maione, che assistono Angiola Maria Giudici (candidata sindaco del centrodestra, sconfitta dal voto dello scorso anno, ma rimessa in pista dal tribunale, il quale ha accolto il suo ricorso contro l’elezione di Sarnico, viziata da consensi non validi andati ad una lista di estrema destra, illegittimamente ammessa al voto), hanno discusso, con tesi contrapposte, su quanto la Prefettura avrebbe potuto fare e non ha fatto.

È noto, infatti, che una recente sentenza dello stesso Tar ha escluso la possibilità di far votare ad Ospitaletto il 6 e 7 maggio scorsi per la mancanza dell’apposito decreto del prefetto (decisione giudicata pienamente corretta), ma allo stesso tempo ha invitato gli uffici di Palazzo Broletto a fissare le nuove elezioni entro il prossimo 30 giugno, in applicazione di una specifica norma di legge. L’invito del Tar è però caduto nel vuoto. Giovanni Battista Sarnico ha allora diffidato il prefetto a provvedere. Ancora silenzio.
A questo punto l’ex sindaco è nuovamente ricorso al tribunale di via Zima chiedendo l’ottemperanza della sentenza che, appunto, indica la strada immediatamente percorribile per superare al più presto la «crisi amministrativa», in modo da garantire il diritto dei cittadini di essere amministrati dai loro eletti - hanno sostenuto i difensori dell’ex sindaco - e non da un pur competente funzionario di Prefettura, avulso dalla realtà nella quale è stato paracadutato per dare temporanea soluzione ad una emergenza.

In conclusione la difesa di Sarnico ha chiesto un provvedimento che «richiami» la Prefettura al rispetto di quanto suggerito dalla sentenza del Tar. Per conoscere la fine della storia non si dovrà attendere a lungo. Voto in autunno o il prossimo anno insieme alle politiche? E con quali liste, rinnovate tout court, o solo rimaneggiate? Lo dirà la sentenza annunciata per la prossima settimana.

Un Comune in bolletta

100_1346.jpgIl Consuntivo 2011 ha confermato le anticipazioni dei mesi scorsi che davano per Ospitaletto un bilancio in profondo rosso.

Il Sub - commissario prefettizio ha approvato il rendiconto per l’esercizio passato confermando sostanzialmente le valutazioni già emerse a ottobre, quando, in occasione della ricognizione degli equilibri di bilancio, con uno dei propri ultimi atti, l’Amministrazione Sarnico aveva rilevato alcune pesanti problematiche derivanti dalla gestione precedente.

In particolare, ora, il rendiconto comunale evidenzia 2 milioni di disavanzo. Si tratta della ormai famosa questione delle aree comunali messe in vendita, che per diversi anni sono state considerate e contabilizzate come un’entrata già acquisita, a fronte della quale sono state sostenute delle spese.

Infatti, le aree e gli immobili comunali costituiscono sì un valore, e non sono certo un debito, ma per legge non è corretto considerare come acquisita l’entrata derivante dalla loro vendita se esse non sono state già vendute.

Nell’introduzione al consuntivo infatti si legge: “La considerazione fondamentale e più significativa in merito al conto del bilancio riguarda il risultato complessivo dell’esercizio finanziario 2011, che si chiude con un disavanzo di amministrazione di E. 2.000.030,24.

Tale disavanzo è stato causato principalmente dall’eliminazione di residui attivi del titolo IV (aree non vendute), che non possedevano i requisiti necessari per il riaccertamento come indicato dall’art. 189 del testo unico degli Enti Locali. Di conseguenza sarà necessario provvedere all’approvazione di un piano di rientro dal disavanzo ...”

Insomma, per anni erano stati tenuti a bilancio dei crediti non sussistenti. In pratica ci si era comportati come un proprietario che mette in vendita la propria casa e spende l’incasso prima di avere trovato l’acquirente.  Dopo che questa anomalia è stata registrata a ottobre dal Consiglio comunale, che aveva già riconosciuto che nel bilancio si veniva delineando una situazione di squilibrio, il Commisario ha ora confermato la cosa, eliminando l’entrata e prendendo pertanto atto del buco.

Ora tocca al piano di riequilibrio. E’ prevedibile che da questo momento gli introiti del Comune verranno dedicati prioritariamente a tappare la falla.

Per visionare la documentazione completa:

http://www.comune.ospitaletto.bs.it/portal/page/portal/ospitaletto/novitaPortale/notizie?idn=107637

 

25 aprile ospitalettese

foto-8.JPGUna festa di tutti, pur se vissuta da ciascuno con sfumature diverse. Questo il 25 aprile ospitalettese. Uno strano 25 aprile, con i politici in seconda fila, ex sindaci, ex consiglieri, candidati e contendenti di sempre, e la fascia tricolore indossata dal Commissario prefettizio.

 Un filo di commozione vena il corteo quando ci si ferma a salutare Andrea Giobini, il “nostro” partigiano delle Fiamme Verdi, che afferma con semplicità: “Abbiamo fatto solo il nostro dovere”.

Come sempre rispondono all’appello gli Alpini, impeccabili registi della cerimonia, e le altre Associazioni d’Arma, a testimoniare che l’amore per la Patria può e deve trovare posto nella mente e nel cuore di tutti.
Sfila l’ANPI, a ricordare che la libertà e la democrazia vanno difese sempre. Sfilano la Protezione Civile e la Croce Verde, che ci rammentano l’importanza di impegnarsi per le persone. Sfilano i Carabinieri e la Polizia Municipale, non solo per dovere d’ufficio.
Sfila la Banda che accompagna con le sue note il giorno di festa. Sfilano i cittadini, le famiglie e i bambini, complice la bella giornata e la voglia di esserci. Si affacciano curiosi dalle finestre anche tanti volti venuti da lontano, e si può leggere nel loro sguardo la voglia di esserci, magari l’anno prossimo.

Dopo il saluto del Commissario prefettizio, dott. Antonio Naccari, il sen. Guido Galperti ricorda i partigiani di Ospitaletto morti negli anni terribili della guerra e dell’occupazione.
“Se dopo tanti anni siamo qui a ricordarli, il loro sacrificio non è stato inutile, così come non è stato inutile il sacrificio dei tanti che sono morti nei lager e sui campi di battaglia, perché questo sacrificio ha consentito al nostro Paese di riprendere la strada della libertà, della democrazia”.

“Bisogna certo ricordare con un senso cristiano e civile tutti quelli che sono morti, ma ciò non toglie che le ragioni della democrazia, della libertà, della ripresa dell’iniziativa civile e politica dopo un lungo periodo di dittatura debbano essere  riconosciute da tutti. L’anno scorso abbiamo festeggiato i 150 anni dalla nascita dello Stato; più volte è stato ricordato come l’8 settembre abbia segnato la morte della Patria. Nel 25 aprile tutti devono invece riconoscere l’avvio della rinascita dello Stato Italiano”.

“Di questa festa ognuno ricordi un po’ quello che preferisce: chi la fine della guerra, chi la fine della deportazione, che il ritrovato spirito di una stagione di libertà. Però dobbiamo fare tutti in modo che il 25 aprile sia la festa di tutti, che tutti vi riconoscano il fondamento della nostra democrazia repubblicana”.

“Oggi ci sono delle guerre, oltre a quelle in senso proprio – e ricordiamo i nostri militari impegnati nelle missioni di pace – ci sono le guerre finanziarie, le guerre economiche, che mettono in discussione quanto abbiamo conquistato e la nostra convivenza pacifica ed operosa. Di fronte a queste difficoltà ci sentiamo inadeguati rispetto a chi ha dato la vita per un ideale di democrazia, di libertà e di progresso. Ma, in questi momenti difficili, la coesione nazionale dobbiamo ritrovarla anche dentro a momenti fondativi come questo”.

Giunge il momento della Messa. Nell’Omelia don Renato ricorda che a fondamento della libertà sta la verità: “Ciò che costruisce la libertà è il dare spazio all’altro. Chi ha dato la vita lo ha fatto per dare spazio all’altro. Costruiremo la libertà dell’uomo se insieme cercheremo la verità sull’uomo. La libertà oggi va cercata dentro una verità condivisa”.

Ecco il nostro 25 aprile. Ognuno può ravvisare in questa ricorrenza ideali importanti. E’ la festa di una comunità  che cerca ogni giorno con fatica le ragioni profonde del vivere insieme, quella coesione che va preservata e rinnovata, nel rispetto delle idee di tutti.
E allora, se si alza la bandiera sulle note dell’Inno di Mameli, intonato dai presenti con convinzione, trova posto a buon diritto anche il canto di Bella Ciao, perché le sfumature sono tante, ma il quadro è uno solo.

Ospitaletto al voto. Fumata grigia del TAR

justice.jpgAncora uno stop tecnico all’iniziativa legale di Giovanni Battista Sarnico. Con sentenza pronunciata in data di oggi 20 aprile, la seconda sezione del TAR Brescia ha rigettato il ricorso finalizzato all’inserimento di Ospitaletto fra i comuni al voto il 6 maggio.

Che Ospitaletto non potesse andare al voto con gli altri comuni, del resto, lo si era già capito due settimane fa dopo il decreto del giudice monocratico del 6 aprile. Infatti Sarnico, sulla base di questo decreto, ha provveduto a presentare un nuovo ricorso, non più finalizzato ad andare al voto il 6 maggio con le stesse liste del 2011, ma ad ottenere dalla Prefettura l’indizione delle elezioni entro il mese di giugno, secondo quanto previsto dall’art. 85 del DPR 570/1960, norma che il giudice stesso aveva considerato applicabile.

Nel nuovo ricorso, depositato due giorni fa, i legali dell’ex sindaco hanno anche precisato di non avere preclusioni circa la possibilità che sia riaperta la fase di presentazione delle candidature, qualora il TAR intendesse dare questa interpretazione.

Dunque oggi il TAR ha stabilito di rigettare il “vecchio” ricorso del 5 aprile che chiedeva di andare al voto il 6 maggio, riservandosi di decidere in relazione al “nuovo” ricorso depositato due giorni fa, ricorso per cui è fissata la camera di consiglio il 9 maggio.

Certo, di rinvio in rinvio, i tempi si fanno molto ristretti anche per votare a giugno, soprattutto se la Prefettura non provvederà ad ottemperare prontamente alla decisione del TAR, qualora questo decidesse a favore delle tesi di Sarnico.

D’altra parte è innegabile che sia in un certo modo necessario che le sentenze del TAR di dicembre e del Consiglio di Stato di marzo vengano interpretate per quanto concerne la loro applicazione, a causa della nota questione relativa alla possibilità o meno di riaprire il procedimento elettorale compresa la fase di presentazione delle liste.

A furia di ricorsi, si spera che alla fine una parola chiara venga detta. Perché, lasciando le cose come stanno, rimane in piedi una sentenza che dice di andare alle urne con le stesse liste dell’anno scorso. Cosa che, abbiamo visto, genera diversi problemi.

Al 9 maggio dunque. In tale data, il TAR dovrà pronunciarsi sull’obbligo della Prefettura di Brescia  di “assumere ogni atto idoneo a far sì che si tengano non più tardi del mese di giugno 2012 le elezioni per il Sindaco e per il Consiglio comunale di Ospitaletto”. Speriamo che sia la volta buona.

La sentenza di oggi:

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Brescia/Sezione%202/2012/201200364/Provvedimenti/201200679_20.XML

Daniele Pigoli: non è democratico blindare le liste

Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Daniele Pigoli alla discussione sulla nostra tormentata vicenda elettorale. Pigoli, candidato nel 2011 nella lista “Insieme per Ospitaletto”, su indicazione di Alternativa a Sinistra per Ospi, a sostegno di Giovanni Battista Sarnico, è stato eletto consigliere comunale e si è poi dimesso dalla carica.

Gent.ma moderatrice,

premetto che, ormai volontariamente e definitivamente uscito dall’agone politico, non intendo concorrere in una nuova campagna elettorale.

Ero convinto si dovesse ripetere tutto il procedimento elettorale e, quindi, non mi sarei ricandidato o, al massimo, avrei revocato l’accettazione della mia candidatura nella lista “Insieme per Ospitaletto” di un anno fa.

Approfondendo le norme legislative e le sentenze della Magistratura in materia, mi rendo invece conto che potrei ritrovarmi nuovamente coinvolto, e non per mia scelta, come se un anno fa avessi firmato un’accettazione di candidatura a tempo indeterminato.

Come dicevo, la mia volontà è invece diversa e, una volta nota la sentenza dell’ennesimo ricorso, attesa per oggi 19 aprile 2012, valuterò come meglio agire a tutela dei miei diritti, anche se non potrò certamente permettermi l’onere economico di un ricorso personale.

Detto questo, ed esprimendomi, quindi, da semplice elettore di Ospitaletto, mi permetto di intervenire in merito alla rinnovazione delle elezioni amministrative, chiedendoLe cortesemente spazio all’interno di Ospitaletto.org.

Non avendo posizioni di partito da sostenere, né titolo a rappresentare alcun gruppo, associazione o formazione politica,  non ho particolare convenienza nel sostenere una soluzione o l’altra, tra quelle che si prospettano.

Parto solo da alcuni presupposti molto semplici:
1) esistono delle regole che debbono essere rispettate, da tutti e nell’interesse di tutti;
2) vige, per fortuna, una Costituzione Repubblicana, con le garanzie democratiche in essa sancite;
3) ci sono Leggi elettorali che regolamentano la materia e, nei casi di “patologie” procedimentali, come nel caso di Ospitaletto, interventi giurisprudenziali della Magistratura;
4) laddove le Leggi non entrano nei dettagli, che nella realtà i singoli casi possono presentare, le precedenti decisioni definitive della Magistratura, la cosiddetta giurisprudenza, costituiscono punti di riferimento dai quali non è possibile prescindere.

Se è vero che, con la sentenza di 1° grado del TAR Lombardia, sede di Brescia, Sezione II, n. 01765/2011, veniva disposto: ‘il rinnovo delle operazioni elettorali stesse con l’esclusione della lista elettorale “Forza Nuova” ‘ e che la pronuncia del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) n. 1889/2012 ha respinto il ricorso avverso tale sentenza, senza nulla aggiungere al precedente disposto, è altrettanto vero che, con almeno due precedenti decisioni, la medesima Sezione Quinta del Consiglio di Stato ha chiarito quali liste possano essere ammesse alla rinnovazione delle operazioni elettorali in conseguenza  di annullamento giurisdizionale della consultazione precedente.

Già pronunciatosi con sentenza n. 3212/2001, il Consiglio di Stato il 31 maggio 2007 (sentenza n. 2817/2007) ha deciso:
“In caso di rinnovazione delle operazioni elettorali, per effetto dell’annullamento giurisdizionale della consultazione precedente a causa dell’illegittima presentazione di una lista di candidati, non è configurabile una ‘cristallizzazione’ della situazione partecipativa come definita in sede giurisdizionale in relazione alle precedenti consultazioni annullate. Vanno, quindi, ammesse alla nuova consultazione sia le liste in precedenza illegittimamente ammesse sia eventuali nuove e diverse liste. In caso contrario, in violazione dei principi di democrazia, escludendosi dalla rinnovazione liste rappresentative di quote di elettorato, si determinerebbe, nella sostanza, un distacco tra corpo elettorale e organi rappresentativi e il condizionamento dello stesso elettorato attivo, che non si concreta solo nella possibilità di esprimere un voto, ma postula, soprattutto, la facoltà di scelta fra candidati e liste.”.

Di conseguenza: “In sede di rinnovo delle operazioni elettorali, a seguito dell’annullamento giurisdizionale della consultazione precedente, sono ammesse sia le liste in precedenza illegittimamente ammesse sia eventuali nuove e diverse liste.”.
Credo che difficilmente possa riscontrarsi sentenza più chiara.

Del resto, credo che chiunque si renda conto che, diversamente, ci ritroveremmo con risultati elettorali ancor più distorti di quelli annullati.

Giudici e Sarnico, ma anche Incontro, sarebbe bene riflettessero. I reciproci interessi rischiano di affossare la democrazia, già ampiamente in difficoltà sul piano nazionale per lo scollamento tra cittadini e classe politica, evidenziando anche a livello locale tale distanza.

Sono lontano anni luce dalle posizioni di Forza Nuova, ma mi sento di difendere a spada tratta il loro diritto a presentare una lista, purché seguano le regole previste anche a loro tutela.

Sarebbe poi grottesco assistere ad una campagna elettorale con candidati (e forze politiche, vedi Lega Nord) costretti a rimanere in liste in cui non si riconoscono o a cui non intendono più partecipare o un candidato Sindaco e la sua lista (Incontro e “Ospitaletto prima di tutto”) che fanno campagna elettorale per convogliare voti a favore o di Giudici o di Sarnico, facendo leva sulla “rendita di posizione”.

Buon senso (“merce” ormai rara, ahimè) e rispetto delle regole, da parte di tutti e nell’interesse di tutti, mi inducono a sperare che la decisione di oggi della Magistratura amministrativa riaffermi i principi di democrazia, disponendo la convocazione dei comizi elettorali nel più breve tempo possibile, riaprendo procedure e termini di presentazione delle liste concorrenti.

Se sarà possibile entro 90 giorni dalla definitività della Sentenza di annullamento delle precedenti consultazioni, benissimo.
Se non sarà possibile prima del 2013, con proroga della gestione commissariale, pazienza.
Preferisco sia salvaguardata la democrazia e la facoltà di scelta dei cittadini, piuttosto che gli interessi di alcuni dei contendenti.

Daniele Pigoli
elettore di Ospitaletto,
semplicemente.

Pubblichiamo volentieri anche questa presa di posizione. In effetti, abbiamo più volte dato notizia dei precedenti del Consiglio di Stato citati da Pigoli, a rimarcare l’assurdità della decisione assunta nel caso di Ospitaletto dal Giudice Amministrativo. Per la precisione dobbiamo rilevare che nell’ultimo ricorso, quello, per intenderci andato in discussione oggi e di cui si attende l’esito, Sarnico non si è opposto ad un’eventuale interpretazione che dia la possibilità di ripresentare le liste. La richiesta ai magistrati è solo quella di ordinare alla Prefettura di indire le elezioni al più presto, entro i tre mesi.

Contro Bosco Stella un sit - in in Broletto

cart-disc-jpeg.jpgRiportiamo dal sito QuiBrescia.

“No a una nuova Macogna”. Continua la protesta dei Comitati Salute e Ambiente di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano che alle 11 di lunedì mattina si sono dati appuntamento nel cortile del Broletto per un sit-in a tutela del territorio franciacortino.

Nella sala consigliare era in corso, infatti, un incontro sul Bosco Stella, convocato dal presidente Bruno Faustini e dai capigruppo del consiglio provinciale (che hanno espresso un orientamento contrario alla discarica) con gli assessori e i sottosegretari bresciani che siedono in Regione, istituzione chiamata a dire l’ultima parola sul Bosco Stella.

“Non siamo contrari per questione di principio”, ha spiegato Fausto Bondioli, referente del Comitato di Ospitaletto, “sappiamo che i rifiuti devono essere smaltiti. Siamo però per fare le cose giuste”. Sul territorio della provincia di Brescia c’è il 34% delle discariche lombarde.

“In Lombardia ci sono 13 province”, ha continuato Bondioli, “se ci fosse una ripartizione equa, nel Bresciano dovremmo avere il 7-8% delle discariche. Basta infierire sempre sullo stesso territorio”. I Comitati temono che il Bosco Stella diventi una nuova Macogna, ex-cava nel territorio tra Berlingo, Cazzago, Rovato e Travagliato, trasformata in discarica grazie all’ok arrivato proprio nei giorni scorsi da Provincia e Regione, nonostante la contrarietà espressa dai quattro Comuni.

A supportare il sit-in dei Comitati, anche il consigliere regionale Francesco Patitucci (Idv). Nel pomeriggio, Patitucci sosterrà anche l’altra manifestazione ambientalista, quella del Comitato Antinocività, che da sabato ha iniziato uno sciopero della fame a staffetta sotto il portico della Loggia contro la discarica di amianto di via Brocchi a San Polo. “Mi unirò ai manifestanti, facendo lo sciopero della fame dalle 16 alle 20 di oggi. Un gesto simbolico, per dimostrare il mio appoggio contro il nuovo scempio ambientale”.

Replica di Ondei e Poli

Riceviamo e pubblichiamo una replica al nostro articolo di oggi.

Dichiarazione di Roberto Ondei e Valentino Poli per UDC, Alleanza per le Libertà, Comunità Padana

Cara moderatrice,

Comprendiamo la sua preoccupazione, quando si chiede se la nostra posizione sia sintomo del fatto che la pratica della condivisione (grande parola troppo abusata) in questo momento sia a rischio.
Abbiamo letto il suo “malizioso” commento sul blog.
Non c’è nulla di curioso sul fatto che Prandelli converga sulla nostra posizione, così come non troviamo nulla di curioso e strano sul fatto che Sarnico sia d’accordo con la Giudici per votare “a prescindere”!

Quando si ha la possibilità ed il coraggio di esprimere le proprie opinioni in completa libertà ed autonomia politica, può capitare che le stesse a volte siano condivise anche da coloro che hanno idee diverse dalle nostre. Non vorremo impedire ad altri di essere alcune volte d’accordo con noi!

Anche in altre occasioni nei confronti del Sindaco Sarnico e della lista abbiamo usato lo stesso rispettoso riguardo, manifestando le nostre valutazioni su tante questioni.

Non vi è “distinguo” rispetto all’iniziativa di Sarnico, in particolare per quanto riguarda “l’andare al voto quanto prima”, cosa sulla quale potevamo e possiamo convenire pure noi.

Se fosse stata letta interamente ed attentamente la nostra dichiarazione sarebbe stato facile capire, perché era scritto chiaro e forte, che “il tempo per una pausa di riflessione deve consentire di rivisitare alcune scelte di Programma e di definire le regole di carattere straordinario con cui le liste dovrebbero affrontare non “vere nuove elezioni”, ma una sorta di “secondo turno elettorale 2011””.

Non ci sarà qualcuno che pensa davvero di andare al voto con lo stesso Programma di 13 mesi fa, senza fare un bilancio dell’esperienza amministrativa vissuta e senza un rinnovato accordo politico che definisca, ripetiamo, le regole interne alla coalizione per il “secondo turno elettorale 2011”?

La pausa di riflessione, di 3 o più mesi, serve per questo!
Concetti che ci paiono persino banali o no?
Autonomia, correttezza, collegialità, lealtà, trasparenza e solidarietà, per noi sono una cosa sola e valgono sempre!

Ospitaletto, 12 aprile 2012

Volentieri pubblico la precisazione e mi auguro che essa possa contribuire al dibattito in corso. Credo fermamente che quanto maggiore  è la trasparenza nel dibattito, tanto meglio è per tutti. A mia volta preciso solo che il “curiosamente” è dovuto al fatto che dopo e, a scanso di equivoci, sottolineo dopo, la pubblicazione del  comunicato di Ondei e Poli è uscito quello di Prandelli che ne è in larga misura una sorta di parafrasi. Curiosamente Prandelli ha usato praticamente le stesse parole. Non è la prima e non sarà certo neanche l’ultima volta che in politica gruppi politici diversi sostengono la stessa idea per motivazioni chiaramente diverse. Succede abbastanza spesso. Perciò nessuna meraviglia.

Concordo, e l’ho scritto subito dopo la sentenza del CdS, che a Sarnico e Giudici conviene andare al voto al più presto, mentre alla Lega no. Mi sembra di avere ben inteso (e tutto sommato l’ho anche scritto), anche se ho riportato il comunicato nella sua forma breve comparsa sul Giornale di Brescia, che la richiesta avanzata da UDC, Alleanza per le Libertà e Comunità Padana sia quella di una verifica sul programma, legittima e probabilmente opportuna visto il tempo trascorso e le cose fatte. Su questo, ogni dibattito pubblico e trasparente è il benvenuto, a mio modesto parere.

Se alla mia malizia di parte sembra di rinvenire una sorta di “distinguo” nella dichiarazione, devo dire che, a quanto ho letto proprio oggi pomeriggio, anche il Bresciaoggi si esprime in termini analoghi pur non essendo quel giornale di parte.

Sui tempi della verifica è un fatto che, per quello che è dato di sapere al momento, o si vota in tempi brevi (i tre mesi della legge del 1960 se applicabile sono già quasi diventati due), o si va alla primavera 2013.

Giorgia Boragini

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