Diamo conto dello stato dell’arte sul dibattito in corso circa le eventuali responsabilità della situazione creatasi a seguito della sentenza del TAR che ha annullato le elezioni. A taluni la presunta irregolarità della lista di Forza Nuova è parsa sospetta, così come assurdo lo “spodestamento” della giunta per questioni ad essa del tutto estranee. Ad alcuni sospetti, cui ha dato voce Fauso Bondioli, hanno in quesi giorni replicato sia Federico Cristini, sia, ieri, con una lettera al Brescioggi, Laura Trecani della lista del Centrodestra.
Riportiamo alcuni stralci della lettera di Bondioli al Bresciaoggi dell’11 gennaio, che abbiamo già pubblicato il 16 gennaio: “Partendo dal fastidioso presupposto che purtroppo a pagare i costi di questa vicenda saranno i cittadini, a causa del vuoto legislativo creato e di eventuali costi per nuove elezioni, penso sia utile ribadire ai meno informati che la lista vincente è prevalsa con il voto regolare degli elettori, e non con la sentenza di un tribunale (questo nessuno lo può disconoscere); mi sembra cosa logica (non demenziale) per qualsiasi persona in grado di intendere e di volere la ricerca di eventuali responsabilità, anche perchè il caso è molto «strano» e rischia di creare un precedente pericoloso.
É strano, perchè confrontato con le accuse di brogli perpetrati da parte di liste regionali vincenti, accertate e segnalate dai media perchè direttamente coinvolte (come i listini di Formigoni e la lista pensionati di Cota), rende incomprensibile il motivo per il quale costoro sono ancora al loro posto, quando (nel nostro caso) una lista onesta e regolare viene rimossa senza tenere conto di una precisa volontà espressa dai cittadini!
Io non sono in grado di indicare responsabilita in questa vicenda, ma dato che politicamente parlando non credo che ultimamente abbiamo avuto esempi di dedizione assoluta al servizio dei cittadini, e che anche a livello nazionale, per il mantenimento del potere a tutti i costi, si è fatto ricorso a metodi di bassa macelleria, non credo sia demenziale se mi permetto di avanzare qualche dubbio, visto e accertato che qualche errore se siamo a questo punto, più o meno in buona fede, con o senza la complicita di qualcuno, prima, durante, dopo, o nella sentenza stessa, è stato certamente commesso!“
“Ci sono tanti (troppi) dubbi - conclude Bondioli - delle professionalità incerte e demeriti certi, ma nessun indizio che possa scalfire e mettere in dubbio la legittima vittoria della civica di centrosinistra“.
Cristini, controbattendo alle osservazioni di Bondioli, osserva fra l’altro in una lettera apparsa sul Bresciaoggi del 21 gennaio: “Appare abbastanza evidente l´inutilità di prendersela con il giudizio del Tar, sostenendo che è illegittimo, additando altri esempi con soluzioni differenti ottenute nelle elezioni regionali lombarde, piemontesi o laziali. Le irregolarità sono estremamente differenti e chi le accomuna dimostra poca consapevolezza dei fatti. Si sostiene che a pagarne il prezzo saranno i cittadini di Ospitaletto, partendo dal costo di nuove elezioni; ritengo che la democrazia con il voto ripaghi ampiamente il proprio costo e per i cittadini di Ospitaletto non ci sono preoccupazioni, poichè con i soldi non dati (ad amministratori, a sindaco, ad assessori, a consiglieri e oneri alle aziende per permessi) si può raggiungere la cifra di circa 50 mila euro, ben più del costo di eventuali elezioni”.
Da ultimo (ma forse ancora qualcuno vorrà intervenire in questo dibattito) Laura Trecani della Lista di Centrodestra è autrice di una lettera pubblicata sul Bresciaoggi del 31 gennaio. Vi si legge tra l’altro: “vorrei chiarire che la lista Pdl/Lega non ha premeditato nulla. La tesi più volte affermata sui giornali locali da esponenti del centro sinistra di una manovra politica volutamente programmata (Bresciaoggi del 22/12/2011 e del 11/01/2012) è segno di una memoria alquanto debole. Non giovava sicuramente a questo schieramento un´altra lista di destra oltre a quella di «Ospitaletto per Tutti» di Giulio Incontro. Così lo scenario elettorale appariva già in partenza con delle criticità per il centro-destra schierato con tre liste a fronte di un centro sinistra in un´unica compagine“.
“Per quanto concerne Forza Nuova - prosegue Trecani - sono convinta della irregolarità della lista, ma non dubito dell´onestà delle persone che ne facevano parte, salvo che qualcuno dimostri il contrario. Si sapeva che la lista di Forza Nuova non era regolare. Tutti in paese avevano visto il banchetto di Forza Nuova sia in piazza che al mercato raccogliere delle firme”. E ancora: “esistono delle leggi, delle regole a cui chiunque deve sottostare. Esiste agli atti del procedimento del ricorso una relazione dell´ ex segretario comunale. (…) Nel documento viene affermato che in data 15.04.2011, data di consegna della lista di Forza Nuova, il segretario stesso evidenziò ai presentatori della lista che l´autentica delle firme a suo parere non era regolare e conforme a quanto prescritto dalla legge, poichè un consigliere comunale di Lumezzane ha facoltà di autenticarle solo ed esclusivamente nel territorio competente, ovvero Lumezzane. A ciò si aggiunga che il segretario comunale non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, i relativi allegati e i contrassegni di lista per legge“.
Insomma, da una parte si avanzano dei sospetti prendendo le mosse dal fatto innegabile che di tutta la vicenda fa le spese Sarnico pur non c’entrando nulla, dall’altra si dice che tutti sapevano delle irregolarità. Vorremmo tuttavia osservare che, ammesso che tutti sapessero delle irregolarità, se non ha potuto fare nulla il Segretario e se non ha ritenuto di fare nulla la Commissione elettorale, a maggior ragione nulla si può imputare a Insieme per Ospitaletto, che non aveva a che fare niente con la lista contestata.
Non sappiamo se il dibattito andrà avanti nei prossimi giorni. A nostro avviso, tuttavia, le irregolarità di cui “tutti sapevano” restano presunte fino alla sentenza del Consiglio di Stato che ormai non tarderà molto. Crediamo che quello che “tutti sanno” non basti. Bisogna vedere di che cosa si convince il giudice, che, notoriamente, giudica sulle carte e non su ciò che la gente ha visto in piazza. E poi sarà la campagna elettorale, oppure la riconferma di Sarnico. E tutti questi discorsi avranno lasciato il tempo che trovano.