Nuove liste o pausa di riflessione. Parola di Ondei, Poli e … Prandelli
Come dicevamo in un nostro editoriale, il tempo non passa invano. Il quadro politico è in perenne evoluzione. E questa faccenda di andare al voto con le stesse liste di un anno fa appare a molti come un’operazione “macchina del tempo” assolutamente artificiosa.
Ora escono allo scoperto sulla questione Roberto Ondei e Valentino Poli (la loro dichiarazione è stata pubblicata ieri). E curiosamente Giorgio Prandelli … converge sulla posizione.
Con una dichiarazione uscita sulla stampa locale, i due esponenti di UDC, Alleanza per le Libertà e Comunità Padana, hanno tenuto a marcare un “distinguo” rispetto all’iniziativa del loro candidato sindaco Sarnico, che ha richiesto di andare al voto quanto prima, cosa che peraltro, nonostante quanto dichiarato dalla Prefettura a suo tempo, sarebbe prevista dalla legge.
«Premesso che la confusione è ascrivibile quasi in toto agli errori compiuti dall’Ufficio elettorale di Brescia – dichiarano Poli e Ondei - a Giovanni Battista Sarnico va la nostra solidarietà. Riteniamo che qualsiasi soluzione che Tar e Prefettura intendano adottare in ordine alla data delle nuove elezioni sarebbe meglio avesse come pre-condizione lo ‘’svolgimento di libere elezioni aperte alla partecipazione di qualsiasi lista correttamente presentata, compreso Forza Nuova”. Una scelta diversa che, dopo ben 13 mesi, obblighi i cittadini a scegliere tra vecchie liste del 2011, incontrerebbe le nostre perplessità. Se così non andasse è comunque auspicabile consentire alle liste 2011 e ai partiti che le sostengono il tempo per una pausa di riflessione».
La componente centrista e moderata di cui Ondei e Poli sono espressione ha un peso di rilievo nella compagine della lista civica, ravvisabile anche negli incarichi rivestiti in giunta durante i sei mesi dell’Amministrazione Sarnico, perciò la richiesta di tempo per riflettere va soppesata con attenzione. La lista civica è per sua natura inclusiva essendo costruita sulla condivisione di punti programmatici. La presa di posizione può essere sintomo del fatto che la condivisione è a rischio in questo momento?
Ma, in ogni caso, al di là del dato politico, il punto tecnico della possibilità o meno di riaprire la fase della presentazione delle liste, come abbiamo scritto anche in altre occasioni, è ineludibile.
Proprio oggi, “a ruota”, è uscita una dichiarazione di Giorgio Prandelli che presenta molte analogie con quella di Poli e Ondei. La Lega vuole poter cambiare le liste, o almeno avere il tempo per riflettere. Tempo per le pulizie di primavera, insomma.
«Il direttivo locale della Lega - spiega Giorgio Prandelli, assessore provinciale e già sindaco di Ospitaletto - pur consapevole che un commissariamento prolungato del Comune non è positivo, respinge l’ipotesi che si debba votare con le liste bloccate al 2011. L’eventualità liste bloccate andrebbe a ledere gli interessi dei cittadini e di fatto andrebbe contro la Costituzione: darebbe inoltre origine a nuovi ricorsi che aggiungerebbero ulteriore confusione ad una vicenda già ingarbugliata».
“Oltretutto, considerata la mutata situazione politica nazionale, una pausa di riflessione è utile. Abbiamo in programma - conclude l’assessore provinciale Prandelli - un incontro Lega-Pdl per discutere delle iniziative in merito prese dai legali di Angiola Giudici».
La questione è figlia del pasticcio combinato in entrambi i gradi di giudizio amministrativo. Lo ribadiamo: il TAR a dicembre ha deciso che le elezioni si devono ripetere senza la lista di FN. Ha insomma congelato la situazione ad aprile 2011, perché, se si riaprisse la fase della presentazione delle liste, ben potrebbe ripresentarsi FN. Cosa che il TAR ha escluso. Questo ha deciso il TAR se le parole hanno un senso!
Questa decisione del TAR appare assurda e in contrasto con autorevoli precedenti del Consiglio di Stato che dicono l’esatto contrario. Ci si sarebbe potuti aspettare che il giudice di secondo grado avrebbe ribaltato, almeno su questo punto, la sentenza del TAR. Ma il CdS se ne è infischiato e, non decidendo nulla a riguardo, ha fatto passare in giudicato l’assurdità.
Giunti a questo punto, c’è spazio per un’interpretazione “creativa”? Il TAR nella pronuncia cautelare di settimana prossima potrà dare un’interpretazione che consenta di ripresentare le liste? Ci sembra difficile, però … ormai non ci stupiremmo più di nulla.
E come si comporterà la Prefettura? Essa si troverà a scrivere il decreto di convocazione dei comizi elettorali, se alla fine il giudice glielo ordinerà.
Ma se alla fine non ci sarà nulla da fare, e si dovrà andare al voto nel 2013, verrà almeno chiarito fin da ora se si possono ripresentare le liste o no? Oppure tutti continueranno ancora a glissare, e Ospitaletto vivrà ancora fino all’anno prossimo in un Limbo in cui si può dire tutto ed il contrario di tutto?
Insomma, in teoria, dal punto di vista tecnico, sembra che non ci sia margine per quanto chiedono Ondei, Poli, e ora anche Prandelli. Anche “il tempo per una pausa di riflessione” potrebbe passare invano, con l’ulteriore assurdo di andare magari al voto nel 2013 con le stesse liste del 2011.
Sicuramente in questo malaugurato caso il tempo per riflettere non mancherebbe di certo, ma non sarebbe possibile fare nulla, cosa che tutto sommato renderebbe abbastanza inutile anche la riflessione. O utile solo a fare le pulizie di primavera in casa leghista.
Certo, lo ribadiamo, in questo momento non si può escludere un’interpretazione creativa che riapra i giochi. Ma chi è in grado di darla questa interpretazione ora come ora? Chi se la prende questa responsabilità dopo le sentenze pronunciate nei due gradi di giudizio?
Per ora nessuno dei soggetti che avrebbero avuto il potere di dare un’interpretazione sulla questione è stato in grado di assumersi una responsabilità chiara. La Prefettura ha dichiarato pubblicamente che si voterà nel 2013 (cosa che ora, abbiamo visto, potrebbe cambiare per ordine del TAR) senza però chiarire le modalità di questo voto.
La mancanza di chiarezza sulle prospettive alimenta tensioni e turbolenze politiche. Se da una parte Sarnico chiede che in ogni caso si vada al voto al più presto, vediamo ora che una parte della sua lista dice “vorremmo che fosse possibile ripresentare le liste, altrimenti ci vuole tempo per riflettere”.
Se, dall’altra parte, Giudici vuole andare al voto subito, Prandelli ora cerca di convincerla del contrario. Arrivando anche a minacciare larvatamente (ma non troppo) il ricorso.
A questo punto bisognerebbe proprio sapere con certezza se è possibile ripresentare le liste o no, senza girarci intorno. Il nostro panorama politico è condizionato da questo interrogativo, e i due schieramenti appaiono in fibrillazione.
Crediamo che in questa situazione le pause di riflessione siano sì importanti, ma prima debba venire la chiarezza del quadro in cui ci si va a muovere.
Per ora siamo in attesa dell’ennesima udienza. Il 19 aprile ci sarà finalmente una risposta? O sarà necessaria una leggina per sistemare il caso Ospitaletto?

