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Nuove liste o pausa di riflessione. Parola di Ondei, Poli e … Prandelli

100_1346.jpgCome dicevamo in un nostro editoriale, il tempo non passa invano. Il quadro politico è in perenne evoluzione. E questa faccenda di andare al voto con le stesse liste di un anno fa appare a molti come un’operazione “macchina del tempo” assolutamente artificiosa.

Ora escono allo scoperto sulla questione Roberto Ondei e Valentino Poli (la loro dichiarazione è stata pubblicata ieri). E curiosamente Giorgio Prandelli … converge sulla posizione.

Con una dichiarazione uscita sulla stampa locale, i due esponenti di UDC, Alleanza per le Libertà e Comunità Padana, hanno tenuto a marcare un “distinguo” rispetto all’iniziativa del loro candidato sindaco Sarnico, che ha richiesto di andare al voto quanto prima, cosa che peraltro, nonostante quanto dichiarato dalla Prefettura a suo tempo, sarebbe prevista dalla legge.

«Premesso che la confusione è ascrivibile quasi in toto agli errori compiuti dall’Ufficio elettorale di Brescia – dichiarano Poli e Ondei -  a Giovanni Battista Sarnico va la nostra solidarietà. Riteniamo che qualsiasi soluzione che Tar e Prefettura intendano adottare in ordine alla data delle nuove elezioni sarebbe meglio avesse come pre-condizione lo ‘’svolgimento di libere elezioni aperte alla partecipazione di qualsiasi lista correttamente presentata, compreso Forza Nuova”. Una scelta diversa che, dopo ben 13 mesi, obblighi i cittadini a scegliere tra vecchie liste del 2011, incontrerebbe le nostre perplessità. Se così non andasse è comunque auspicabile consentire alle liste 2011 e ai partiti che le sostengono il tempo per una pausa di riflessione».

La componente centrista e moderata di cui Ondei e Poli sono espressione ha un peso di rilievo nella compagine della lista civica, ravvisabile anche negli incarichi rivestiti in giunta durante i sei mesi dell’Amministrazione Sarnico, perciò la richiesta di tempo per riflettere va soppesata con attenzione. La lista civica è per sua natura inclusiva essendo costruita sulla condivisione di punti programmatici. La presa di posizione può essere sintomo del fatto che la condivisione è a rischio in questo momento?

Ma, in ogni caso, al di là del dato politico, il punto tecnico della possibilità o meno di riaprire la fase della presentazione delle liste, come abbiamo scritto anche in altre occasioni, è ineludibile.

Proprio oggi, “a ruota”, è uscita una dichiarazione di Giorgio Prandelli che presenta molte analogie con quella di Poli e Ondei. La Lega vuole poter cambiare le liste, o almeno avere il tempo per riflettere. Tempo per le pulizie di primavera, insomma.

«Il direttivo locale della Lega - spiega Giorgio Prandelli, assessore provinciale e già sindaco di Ospitaletto - pur consapevole che un commissariamento prolungato del Comune non è positivo, respinge l’ipotesi che si debba votare con le liste bloccate al 2011. L’eventualità liste bloccate andrebbe a ledere gli interessi dei cittadini e di fatto andrebbe contro la Costituzione: darebbe inoltre origine a nuovi ricorsi che aggiungerebbero ulteriore confusione ad una vicenda già ingarbugliata».

“Oltretutto, considerata la mutata situazione politica nazionale, una pausa di riflessione è utile. Abbiamo in programma - conclude l’assessore provinciale Prandelli - un incontro Lega-Pdl per discutere delle iniziative in merito prese dai legali di Angiola Giudici».

La questione è figlia del pasticcio combinato in entrambi i gradi di giudizio amministrativo. Lo ribadiamo: il TAR a dicembre ha deciso che le elezioni si devono ripetere senza la lista di FN. Ha insomma congelato la situazione ad aprile 2011, perché, se si riaprisse la fase della presentazione delle liste, ben potrebbe ripresentarsi FN. Cosa che il TAR ha escluso. Questo ha deciso il TAR se le parole hanno un senso!

Questa decisione del TAR appare assurda e in contrasto con autorevoli precedenti del Consiglio di Stato che dicono l’esatto contrario. Ci si sarebbe potuti aspettare che il giudice di secondo grado avrebbe ribaltato, almeno su questo punto, la sentenza del TAR. Ma il CdS se ne è infischiato e, non decidendo nulla a riguardo, ha fatto passare in giudicato l’assurdità.

Giunti a questo punto, c’è spazio per un’interpretazione “creativa”? Il TAR nella pronuncia cautelare di settimana prossima potrà dare un’interpretazione che consenta di ripresentare le liste? Ci sembra difficile, però … ormai non ci stupiremmo più di nulla.

E come si comporterà la Prefettura? Essa si troverà a scrivere il decreto di convocazione dei comizi elettorali, se alla fine il giudice glielo ordinerà.

Ma se alla fine non ci sarà nulla da fare, e si dovrà andare al voto nel 2013, verrà almeno chiarito fin da ora se si possono ripresentare le liste o no? Oppure tutti continueranno ancora a glissare, e Ospitaletto vivrà ancora fino all’anno prossimo in un Limbo in cui si può dire tutto ed il contrario di tutto?

Insomma, in teoria, dal punto di vista tecnico, sembra che non ci sia margine per quanto chiedono Ondei, Poli, e ora anche Prandelli. Anche “il tempo per una pausa di riflessione”  potrebbe passare invano, con l’ulteriore assurdo di andare magari al voto nel 2013 con le stesse liste del 2011.

Sicuramente in questo malaugurato caso il tempo per riflettere non mancherebbe di certo, ma non sarebbe possibile fare nulla, cosa che tutto sommato renderebbe abbastanza inutile anche la riflessione. O utile solo a fare le pulizie di primavera in casa leghista.

Certo, lo ribadiamo, in questo momento non si può escludere un’interpretazione creativa che riapra i giochi. Ma chi è in grado di darla  questa interpretazione ora come ora? Chi se la prende questa responsabilità dopo le sentenze pronunciate nei due gradi di giudizio?

Per ora nessuno dei soggetti che avrebbero avuto il potere di dare un’interpretazione sulla questione è stato in grado di assumersi una responsabilità chiara. La Prefettura ha dichiarato pubblicamente che si voterà nel 2013 (cosa che ora, abbiamo visto, potrebbe cambiare per ordine del TAR) senza però chiarire le modalità di questo voto.

La mancanza di chiarezza sulle prospettive alimenta tensioni e turbolenze politiche. Se da una parte Sarnico chiede che in ogni caso si vada al voto al più presto, vediamo ora che una parte della sua lista dice “vorremmo che fosse possibile ripresentare le liste, altrimenti ci vuole tempo per riflettere”.

Se, dall’altra parte, Giudici vuole andare al voto subito, Prandelli ora cerca di convincerla del contrario. Arrivando anche a minacciare larvatamente (ma non troppo) il ricorso.

A questo punto bisognerebbe proprio sapere  con certezza se è possibile ripresentare le liste o no, senza girarci intorno. Il nostro panorama politico è condizionato da questo interrogativo, e i due schieramenti appaiono in fibrillazione.

Crediamo che in questa situazione le pause di riflessione siano sì importanti, ma prima debba venire la chiarezza del quadro in cui ci si va a muovere.

Per ora siamo in attesa dell’ennesima udienza. Il 19 aprile ci sarà finalmente una risposta? O sarà necessaria una leggina per sistemare il caso Ospitaletto?

Tutto il possibile per andare al voto

100_1346.jpgIl decreto del TAR di ieri respinge la richiesta di Sarnico di andare al voto il 6 maggio, ma apre alla possibilità di votare entro tre mesi dal 31 marzo, data in cui è stata depositata la sentenza del Consiglio di Stato. Adesso bisogna aspettare il 19 aprile perché il TAR stesso si pronunci su questa ipotesi. Con quale provvedimento si pronuncerà il Giudice amministrativo? Ordinerà alla Prefettura di indire le elezioni? E con quali modalità eventualmente? E’ evidente in ogni caso la volontà di andare alle urne al più presto, ricercando lo strumento tecnico giuridico - necessario.

«Abbiamo messo in atto - spiega Giovanni Battista Sarnico - tutte le iniziative possibili perché ai cittadini sia restituito il diritto di avere al più presto un governo, evitando un lungo e inutile commissariamento. Ritengo evidenziare l’aspetto politico: i cittadini devono avere il diritto di andare quanto prima al voto. Rimaniamo in attesa di conoscere l’esito dell’udienza del 19 aprile e confidiamo, come Lista civica “Insieme per Ospitaletto”, di riprendere il lavoro che, per colpa di altri, è stato interrotto nei mesi scorsi. Considerato che sulla base della decisione del Tar non si deve votare necessariamente nella tornata del 6 maggio, ma si deve votare entro tre mesi dal 31 di marzo».

Secondo quanto riferisce il Giornale di Brescia, in attesa dell’udienza, i responsabili delle altre liste «valide» (Angiola Giudici di “Centro Destra per Ospitaletto”, e Giulio Incontro di “Ospitaletto prima di tutto”) ieri hanno ribadito la necessità che Ospitaletto vada alle urne al più presto per il bene del paese.

La Lega parrebbe non dello stesso avviso. Ma il partito che fu di Bossi, da un lato ha i propri esponenti in lista con Angiola Giudici, dall’altro si trova in una situazione di obiettiva difficoltà per quanto emerge sul fronte giudiziario. Fronte che ha  investito anche il  territorio bresciano dove è stato eletto Renzo Bossi.

Ospitaletto fa scuola: una lista esclusa a Desenzano sulla base della sentenza del Consiglio di Stato

justice.jpgL’avevamo detto mercoledì, un nostro lettore ce l’aveva segnalato, e ora la notizia è riportata anche dal Giornale di Brescia. A Desenzano una lista è stata ricusata perché la dichiarazione di collegamento con il candidato sindaco è stata autenticata da un consigliere di Rovato. La ricusazione è motivata dalla recente sentenza del Consiglio di Stato su Ospitaletto. Avevamo visto giusto: la sentenza del CdS, per quel poco che dice, dice cose nuove. In contrasto con le istruzioni ministeriali in vigore … fino all’altroieri in pratica. Ah, ovviamente la lista esclusa farà ricorso ….

Uno stralcio dal Giornale di Brescia di oggi. 

Si gioca sul filo delle interpretazioni delle norme la non ammissione, decisa dalla Commissione elettorale, della lista e della candidata sindaco Laura Loda del partito Lega Lombardo Veneta e, nell’ambito del Pdl, della candidatura di Enrico Frosi.
Il no alla Lega Lombardo Veneta è stato motivato dalla circostanza che la dichiarazione di collegamento fra il nome del candidato sindaco e della lista, sottoscritta dal presidente nazionale del partito Roberto Formigli, è stata autenticata da un consigliere che non ne avrebbe i poteri. L’autenticazione sarebbe avvenuta a Rovato da parte di un consigliere di quel Comune. Procedura che non è stata ritenuta regolare dalla commissione, come riferisce lo stesso Formigli, in forza della recentissima sentenza del consiglio di Stato riferita alle vicende elettorali del Comune di Ospitaletto. Da qui l’esclusione totale. «La firma ricusata - dichiara Formigli - è regolare; si tratta di una decisione ridicola in chiave di diritto. Nel pomeriggio abbiamo presentato ricorso al Tar».

Tornare alle urne subito: lo chiedono Sarnico e Giudici

100_1346.jpgFacciamo un po’ di rassegna stampa riportando qualche brano da Corriere della Sera, Giornale di Brescia e Bresciaoggi. L’oggetto della discussione è la possibilità che Ospitaletto possa andare al voto in questa tornata, visto che le liste in competizione sarebbero Insieme per ospitaletto, Centrodestra per Ospitaletto e Ospitaletto Prima di Tutto senza possibilità di variazioni.

Se, a quanto pare, la Prefettura è riluttante a procedere in questo senso, Sarnico e Giudici sono partiti lancia in resta. Anche Incontro  è sostanzialmente favorevole a che le elezioni si tengano quest’anno, anche se, parrebbe di capire, non escluderebbe l’ipotesi di veicolare il proprio “gruzzolo” di voti su uno degli altri due contendenti. La Lega, stando a quello che si sente, non sembrerebbe proprio del parere di votare adesso. Del resto in questo momento il partito è nell’occhio del ciclone. Tuttavia Angiola Giudici è il candidato sindaco anche della Lega, e si sta battendo per votare a maggio.Vediamo gli articoli.

Di “voto negato” parla il Corriere della Sera, sottolineando che i contendenti hanno trovato l’accordo sul fatto di fare pressioni sulla Prefettura.

Ospitaletto ritrova l’intesa diffidando la Prefettura. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha sancito il ritorno alle urne, ora tra maggioranza e opposizione è nata una comunione d’intenti: fare il possibile perché si voti nella prossima tornata elettorale. La lista civica del sindaco «spodestato» Giovanni Battista Sarnico, Insieme per Ospitaletto, ha sottoscritto una diffida alla Prefettura e al Ministero dell’Interno affinché Ospitaletto sia inserito nell’elenco dei Comuni che andranno alle urne il 6 e il 7 maggio prossimi (il mancato inserimento deriva dal fatto che la prima sentenza del Tar era sì esecutiva, ma non definitiva). Ma la stessa mossa l’ha messa in campo pure Maria Angiola Giudici, candidata sindaco di centrodestra che la scorsa primavera perse la corsa con Sarnico e promotrice del ricorso al Tar per l’irregolare partecipazione alle elezioni della lista di Forza Nuova.

«Secondo noi - spiega Alessandro Asaro, avvocato di Giudici - ci sono tutte le condizioni perché la Prefettura integri il decreto del 6 marzo e consenta ai cittadini di andare a votare subito visto che le liste sono sempre le stesse». E se la Prefettura dovesse tardare rispondere picche? Due le strade. «Faremo o ricorso al Tar contro il decreto nella parte in cui non ci ha inseriti, o chiederemo un giudizio di ottemperanza della sentenza».

Il Bresciaoggi parla di “una mossa dettata dalla preoccupazione manifestata in più occasioni negli ultimi mesi di dover lasciare ad un funzionario prefettizio la gestione del Comune per un anno, fino alla prossima tornata amministrativa”.

«L´irregolarità della commissione prefettizia nell´aver ammesso la lista di Forza Nuova ha di fatto reso nulle le elezioni del maggio 2011 - precisa Sarnico -. Questo errore non è imputabile alla lista civica Insieme per ospitaletto, che nel rispetto delle regole è risultata vincitrice delle ultime elezioni. In questi mesi le decisioni più importanti sono state prese nei tavoli dove i rappresentanti del Comune di ospitaletto erano assenti e anche il lavoro amministrativo è rallentato, soprattutto in questo periodo così difficile per il bilancio dell´amministrazione comunale, per le famiglie, i giovani, le aziende e per le importanti trasformazioni del nostro territorio, compresa la questione della discarica Bosco Stella».

Appello che raccoglie il consenso anche della lista uscita sconfitta dalla tornata amministrativa. Anche il centrodestra, attraverso la candidata sindaco Angiola Giudici, ha espresso l´auspicio di andare alle urne in maggio: «Con le liste bloccate, senza dunque necessità di adempiere a qualsiasi altra richiesta burocratica, c´è la possibilità di andare al voto il 6 e 7 maggio prossimi. Per il nostro Comune questa diventa una necessità inderogabile».

Dalle pagine del Giornale di Brescia apprendiamo la posizione di  Giulio Incontro. Anche lui chiede che si vada alle urne già questa primavera, «perché i problemi del paese sono molti. Qualora la nostra lista fosse “obbligata” dal Tar a ripresentarsi a liste bloccate, non escludo di dare indicazione ai miei 400 elettori su quale delle due altre liste votare: determinante sarebbe, in questo senso, l’assorbimento d’alcuni punti qualificanti del nostro programma. Invece se si andrà a votare tra un anno, come è possibile, solo al momento opportuno decideremo il da farsi».
Dalla Prefettura, al momento, si conferma la posizione fin qui assunta, cioè il non inserimento di Ospitaletto fra i Comuni che andranno al voto a maggio.

Ci si gioca l’ultima carta (bollata).

justice.jpgCome abbiamo anticipato lunedì, è in corso una partita senza esclusione di colpi, e la posta in gioco sarebbe la possibilità di svolgere le elezioni fra un mese.

Sarnico, tramite i suoi avvocati, ha messo in mora la Prefettura ingiungendole di dare immediatamente attuazione al giudicato che si è consolidato, dopo la sentenza di sabato del CdS, nel senso di ripetere le elezioni con le stesse liste del 2011 con l’esclusione di Forza Nuova.  Alla diffida farebbe seguito un ricorso urgente al TAR per ottenere in via cautelare che il decreto di convocazione dei comizi elettorali sia integrato con il Comune di Ospitaletto. In soldoni, come dicevamo, se non si deve riaprire la fase della presentazione delle liste, nulla osta ad andare al voto subito.

La ragione di questa ennesima azione giudiziaria consiste nel fatto che, in primo luogo, la sentenza del TAR era esecutiva e non sarebbe stato corretto già in origine, da parte della Prefettura, non inserire Ospitaletto nel decreto (in qualche modo avevamo nel nostro piccolo tentato di affermarlo), e, in secondo luogo, a maggior ragione, poiché il Consiglio di Stato non ha disposto nulla riguardo a come debbano svolgersi le elezioni, vale quanto deciso dal TAR. Che ha sostanzialmente dato per conclusa la fase della presentazione delle liste con la corretta ammissione di Insieme per Ospitaletto, Centrodestra per Ospitaletto, e Ospitaletto Prima di Tutto, disponendo il rinnovo delle  sole operazioni elettorali.

Il punto è che si vorrebbe proprio evitare di aspettare il 2013. “In questi mesi – dichiara Sarnico - le decisioni più importanti sono prese nei tavoli dove i rappresentanti del Comune sono assenti”. L’ex sindaco lamenta il rallentamento dell’azione amministrativa, che risulterebbe negativo soprattutto in un periodo  di crisi. “In questa situazione di stallo – prosegue Sarnico -  la lista Insieme Per Ospitaletto ha sottoscritto una diffida alla Prefettura di Brescia ed al Ministero dell’Interno perché il Comune di Ospitaletto sia inserito nell’elenco dei Comuni  che andranno al voto  il prossimo 6-7 maggio 2012”.

Anche Angiola Giudici si sarebbe mossa con una richiesta analoga. Né Giudici, né Sarnico, insomma, ci stanno a rimanere con il cerino in mano per una situazione che si è venuta a creare per il disgraziatissimo concatenarsi dei tempi di questa intricata vicenda, per il rifiuto della Prefettura di procedere anche a fronte di una sentenza del TAR esecutiva e non sospesa, e per il fatto che il CdS si è completamente disinteressato della questione delle modalità del voto, nonostante che essa fosse stata sollevata  nel ricorso di Sarnico.

Insomma, si dice: piaccia o no, assurdo o no, il giudicato è questo, e ora la Prefettura ha la possibilità e il dovere di eseguirlo. Anche se in zona Cesarini. Aggiungiamo il corollario: se alla fine si dovesse andare al voto nel 2013, la responsabilità di questo ricadrebbe unicamente sugli uffici del Viminale.

Lo ripetiamo per l’ennesima volta: andare al voto con le stesse liste del 2011 non ha senso, ma c’è qualcosa che ha senso in tutta questa storia? E soprattutto, se non ha senso adesso, lo ha ancora meno nel 2013.

La soluzione appare assurda? Pazienza, è la decisione del giudice e a questo punto va eseguita. Parrebbe quantomeno arbitrario applicare un pezzo di sentenza sì e l’altro no.

A questo punto vorremmo aggiungere anche un’altra considerazione, per quello che può valere. Si può essere o meno soddisfatti del fatto che Sarnico sia stato mandato a casa, ma forse i modi con cui questo è avvenuto possono suscitare qualche perplessità.

Torniamo per un momento alla sentenza del CdS. La quinta sezione del Consiglio di Stato non ha condannato Sarnico a pagare le spese di giudizio a causa della  “parziale novità delle questioni trattate”.

In effetti la soluzione adottata dal CdS appare decisamente nuova. Nella sentenza si afferma che “il consigliere comunale, o di altro ente locale, esercita il potere di autentica delle sottoscrizioni esclusivamente in relazione alle operazioni elettorali dell’ente nel quale opera”.

Peccato che una simile limitazione non c’è né nella legge, né nella prassi. Chi è curioso, o ha tempo da perdere, si può leggere il vademecum per le candidature del Ministero dell’Interno (vedi a pagina 13 http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/22/0107_ATT00043.pdf). Fra l’altro in questo vademecum, che per chiunque debba presentare una lista è come il Vangelo,  troviamo scritto che i consiglieri “in mancanza di contraria disposizione normativa, sono competenti ad eseguire le autenticazioni di cui si tratta indipendentemente dal tipo di elezione per la quale le sottoscrizioni vengono raccolte”.

Insomma il Ministero sostiene una cosa, e ora, con questa interpretazione “nuova”, il CdS ne sostiene un’altra. Ci inchiniamo davanti alla decisione del CdS, ma, se questa farà giurisprudenza, temiamo che fioccheranno i ricorsi, e nessuna elezione potrà dirsi al sicuro.

Ad esempio, ieri è scaduto il termine per presentare le liste per le elezione in molti comuni d’Italia, e magari qualche modulo sarà stato autenticato da un consigliere provinciale, un consigliere, cioè, di un ente diverso da quello per cui si svolgono le elezioni, per dirla con il CdS.  Una cosa finora considerata pacifica. Ora invece, non dormiremmo sonni tranquilli nei panni dei presentatori di quella lista. Siano essi di destra, sinistra o centro.

Insomma, come riferivamo lunedì, a detta della stessa candidata vincitrice della querelle giudiziaria, Ospitaletto costituisce un caso unico. Dunque godiamoci la nostra unicità e speriamo di non fare scuola. Perché neanche dalla penna di Kafka o di Pirandello sarebbe potuta uscire una storia simile.

Una sentenza che lascia dei problemi aperti. Sarà la politica a tagliare questo nodo gordiano?

100_1346.jpg“Pensavamo che la giustizia avesse un corso diverso e invece il Consiglio di Stato ha confermato quanto già detto dal TAR”. Con queste parole Giovanni Battista Sarnico commenta a caldo l’epilogo della vicenda giudiziaria che ha investito le elezioni amministrative del maggio 2011. Elezioni che lo avevano “incoronato” sindaco per soli sei mesi. Poi, come sappiamo, il ricorso di Angiola Giudici contro l’ammissione della lista di Forza Nuova ha determinato l’annullamento da parte del TAR delle elezioni stesse, e l’annullamento è stato ora confermato dal Consiglio di Stato. Pertanto il Comune, commissariato dal 16 dicembre, resterà commissariato fino alle nuove elezioni. Che saranno nella primavera del 2013, stando a quanto dischiarato dalla Prefettura. O forse no. Ma andiamo con ordine.

Rispetto alla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha respinto il suo ricorso, Sarnico esprime tutto il proprio disappunto. “A quanto pare - dichiara - da oggi in poi si permetterà ad ogni comunità presente nel territorio italiano di contestare la regolarità delle elezioni, per vizi e colpe di altri e non di chi ne è risultato il vincitore. Ribadisco ancora che la responsabilità non è nostra, ma di chi ha perso le elezioni, PDL e Lega Lord ed il loro candidato Angiola Giudici, che ha cercato il pretesto in un cavillo giuridico per far saltare le elezioni. Tutto ciò, ci rende ancora oggi sereni,  come lo eravamo prima: siamo pronti per tornare al voto  e per far decidere nuovamente i cittadini, che tra l’altro avevano già deciso in modo limpido lo scorso maggio 2011. Gli unici veri danneggiati, da questa vicenda sono i cittadini di Ospitaletto, a cui rivolgo il mio pensiero e, a cui confermo, insieme a tutti gli amici della Lista Civica Insieme per Ospitaletto, il mio impegno per il bene di tutta la comunità di Ospitaletto, certo che i cittadini sapranno rinnovarci la loro fiducia, e confermarci il loro  sostegno con il voto”.

Angiola Giudici è ovviamente soddisfatta: “Con questa sentenza il Consiglio di Stato ha ristabilito la giustizia. L´unico aspetto negativo è che per votare bisognerà attendere il prossimo anno. Non so se in questi mesi gli equilibri sono cambiati e se la sentenza avrà riflesso sulle elezioni, di certo la nostra lista riconferma i candidati, il programma e la determinazione di prima. Un plauso va all´avvocato Alessandro Asaro che con il collega Federico Tedeschini ha portato avanti le nostre istanze - conclude Angiola Giudici -. Il caso Ospitaletto era probabilmente unico”.

Concordiamo con Giudici: il nostro caso è davvero unico. Un pasticcio unico, azzardiamo. Per certi apetti un nodo gordiano. Vediamo perché. Il Consiglio di Stato avrebbe dovuto, come peraltro in altri casi ha fatto, chiarire alcuni aspetti. Ma la sezione quinta (il cui presidente e i componenti del collegio sono fra l’altro cambiati dall’udienza di febbraio a quella di marzo) si è limitata a respingere in maniera secca e apodittica il ricorso di Sarnico. Una sentenza simile avrebbe potuto benissimo essere emanata a febbraio in camera di consiglio, invece così si è perso un mese cruciale per le procedure elettorali!

Un aspetto che la sentenza del Consiglio di Stato non chiarisce è proprio il come e il quando si dovrà andare al voto. La Prefettura di Brescia aveva già dichiarato settimana scorsa che non sarebbe stato possibile, per Ospitaletto, votare il 5 e 6 maggio con gli altri Comuni attesi alle urne. Le elezioni, secondo la Prefettura, dovranno slittare all´anno prossimo. E resta da stabilire se si andrà a votare con le liste e i candidati del precedente turno elettorale, ad esclusione di Forza Nuova, o se si dovrà rifare tutto daccapo.  Perché, non pronunciandosi su questo punto, il Consiglio di Stato lascia di fatto in piedi quanto deciso dal TAR, che aveva stabilito che si dovessero ripetere le elezioni senza la lista di Forza Nuova. In barba a precedenti sentenze del medesimo organo che stabilivano che, in caso di annullamento delle elezioni a causa dell’illegittima ammissione di una lista, si dovesse riaprire la fase di presentazione delle candidature, consentendo anche alla lista esclusa di potersi ripresentare regolarmente.

A questo proposito, Forza Nuova, dal canto suo, ha preso posizione con un comunicato.  “Pur sapendo che le elezioni si terranno nel 2013 e non quest’anno – vi si legge -  non è stato ancora reso noto con quali modalità si potrà partecipare alle elezioni. In ogni caso, Forza Nuova annuncia pubblicamente che si ricandiderà nuovamente e non intenderà correre assieme ad alcuna lista civica o di partito, preferendo mille volte la coerenza e l’onestà che una politica fatta di compromessi e intrighi. Forza Nuova si batterà egualmente sia contro la falsa destra liberale guidata dalla Giudici, sia contro la sinistra “verde fuori, ma rossa dentro”. I 268 voti presi nella tornata del 2011 sono inevitabilmente destinati ad aumentare, poiché gli Ospitalettesi si sono finalmente resi conto dell’inconsistenza e della nocività della politica attuata da tutti coloro che si sono succeduti nell’amministrazione comunale degli ultimi 20 anni: votarli nuovamente significherebbe condannare Ospitaletto ad un declino certo. Il programma di Forza Nuova è attualmente l’unica risposta valida e concreta ai problemi di Ospitaletto.”

Insomma, stando a quanto dichiara oggi, FN è intenzionata a ripresentare la propria lista. Sempre che ce ne sia la possibilità, e cioè se sarà confermato l’orientamento di votare l’anno prossimo,  con una nuova  fase di presentazione delle candidature.

Ma qualcosa potrebbe muoversi, perché sarebbero in atto alcune azioni per non aspettare il 2013 ed andare al voto a maggio. Infatti l’avvocato della signora Giudici ha dichiarato: “Raggiunto questo importante risultato non ci resta che studiare le norme al fine di convincere la Prefettura a portare al più presto il paese alle urne. Sarebbe un peccato dover attendere fino alla primavera 2013”.

Il ragionamento in qualche modo fila. Infatti se il Consiglio di Stato ha tacitamente confermato quanto deciso dal TAR, e che quindi le elezioni debbano essere ripetute senza toccare liste e candidati e con l’esclusione di Forza Nuova, si potrebbe considerare che non ci siano ostacoli ad andare al voto subito, perché le nostre elezioni non sarebbero quelle del 2012, ma ancora quelle indette con il decreto del 2011. Elezioni per le quali si erano già presentate le liste.

Questa soluzione potrebbe sembrare, da una parte,  assurda e paradossale, perché cristallizzerebbe la situazione ad un anno fa, senza possibilità per nessuno né di aggiungersi, né di ritirarsi. D’altra parte, però, sarebbe una soluzione conseguente con le decisioni del giudice amministrativo. E una soluzione che forse consentirebbe di non perdere un anno.

E’ da credere che di questo si parlerà in Prefettura nelle prossime ore. L’avvocato Asaro, a quanto afferma l’interessato, sembrerebbe deciso cercare di “convincere la Prefettura”. Angiola Giudici evidentemente valuta che è meglio un uovo oggi di una gallina domani, e che il voto nel 2013 costituisce una prospettiva non esente da rischi. Infatti “del doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico, e questo è tanto più vero in politica.

Del resto neanche a Sarnico probabilmente conviene aspettare un anno. E se anche ci fosse qualcuno, per ipotesi, che ha interesse ad aspettare per vedere se si possono cambiare le carte in tavola, certo non vorrebbe prendersi la responsabilità di un commissariamento lungo. Dunque adesso la patata bollente passa di nuovo agli uffici del Viminale. Confermeranno la loro interpretazione di indire le elezioni per il 2013 o cambieranno idea?

La vera questione è: i candidati devono rimanere Sarnico, Giudici e Incontro con le relative liste, o si può riaprire tutto? A oggi si continua a girare intorno a questo dato, senza avere ancora una risposta.

Per Ospitaletto è meglio una soluzione assurda che però non fa perdere un anno? Del resto, se davvero le liste devono rimanere quelle dell’anno scorso, e questa soluzione è già assurda nel 2012, lo è ancora di più nel 2013!  A questo punto l’impressione è davvero di ritrovarsi in balia  di eventi che sono del tutto al di fuori del controllo dei cittadini. D’altra parte il paradosso è stato la cifra di questa vicenda fin dall’inizio. E se ci si aspettava dal Consiglio di Stato una ricetta chiara per uscire dall’incertezza, per il momento si è incassato un bel … pesce d’aprile.

 

News. Respinto l’appello. Si ritorna al voto

Nel pomeriggio di oggi è stata pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato. L’appello di Giovanni Battista Sarnico è stato respinto. In buona sostanza il Giudice di secondo grado ha dato ragione al TAR. Se dunque appare pacifico che a questo punto si tornerà a votare nel 2013, non sembra che il Consiglio di Stato si pronunci sulle modalità del voto, e dunque sulla possibilità o meno di aprire ad altre liste, o di modificare le candidature. Approfondiremo nei prossimi giorni la questione. Sarebbe veramente assurdo non riaprire i giochi visto che a questo punto si tornerebbe al voto a due anni di distanza dalle elezioni annullate. Ma così avrebbe deciso il TAR a dicembre.

Il testo della sentenza:

 ttp://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2012/201200234/Provvedimenti/201201889_11.XML

O Sarnico o commissariamento lungo. Parola di Prefettura

dsc_3735.JPGMentre è ancora attesa la sentenza del Consiglio di Stato, prende ufficialmente posizione la Prefettura di Brescia che chiarisce che in ogni caso sarà impossibile andare al voto il 6 e 7 maggio, pur in presenza di una sentenza esecutiva (e non sospesa!). Riportiamo dal sito del Giornale di Brescia, secondo il quale, tra l’altro, la sentenza sarebbe attesa per la giornata di domani. Ormai sono giorni che si grida”al lupo, al lupo”: che sia la volta buona?

Questa elezione non s’ha da fare. Almeno fino al 2013. Il Comune di Ospitaletto rischia di rimanere commissariato, lo è dal 16 dicembre dello scorso anno, per i prossimi quattordici mesi. Sempre che il Consiglio di Stato non decida di riaffidare la poltrona di sindaco a Gian Battista Sarnico, decaduto dopo la sentenza del Tar che, a metà dicembre, ha annullato le elezioni amministrative di un anno fa per un errore di autenticazione delle firme che sostenevano la lista di Forza Nuova.

«Ad Ospitaletto non si vota nel 2012 - conferma il vice Prefetto vicario Salvatore Pasquariello - perché non si sono verificati i presupposti necessari entro il 24 febbraio, data del decreto Ministeriale di fissazione della data elettorale».
Il Consiglio di Stato non ha ancora pubblicato la sentenza in merito al ricorso dello stesso Sarnico; caso discusso in aula a Roma nella giornata di martedì.
Ma intanto a Brescia si apre un secondo caso: coinvolge la Prefettura. Il Comune di Ospitaletto non è infatti tra i dodici inseriti dalla Prefettura di Brescia nel decreto di convocazione dei comizi elettorali. Un atto ufficiale inviato il 6 marzo scorso ai sindaci dei Comuni che vanno a scadenza naturale, nove in tutto, e ai commissari straordinari di Gussago, Malonno e Palazzolo sull’Oglio.

Nel Decreto numero 0005849 si legge che «gli interessati daranno avviso dei comizi elettorali con manifesto da pubblicarsi giovedì 22 marzo».
Nell’elenco, come detto, spicca l’assenza del Comune di Ospitaletto nonostante la sentenza del Tar, che imponeva «il rinnovo delle operazioni elettorali», fosse immediatamente esecutiva. Perché dunque non permettere al Comune dell’Ovest bresciano di andare alle urne alla prima data elettorale utile, considerando che in caso di accoglimento del ricorso sarebbe tornato sindaco il decaduto Gian Battista Sarnico? «La sentenza del Tar è esecutiva, ma non definitiva». Questa la risposta della Prefettura affidata al Vice Prefetto vicario Salvatore Pasquariello che aggiunge: «Serve una sentenza passata in giudicato. Se Sarnico non avesse fatto ricorso al Consiglio di Stato, la sentenza del 16 dicembre sarebbe esecutiva e definitiva e quindi i cittadini di Ospitaletto avrebbero potuto votare in primavera».

Commissariamento fino al 2013 o reintegro di Gian Battista Sarnico? Non resta che aspettare domani, quando è atteso l’ultimo verdetto del Consiglio di Stato. È sicuro, invece, che si andrà a votare il 6 e 7 maggio in dodici Comuni, ovvero Acquafredda, Cazzago San Martino, Darfo Boario Terme, Desenzano, Gottolengo, Gussago, Malonno, Odolo, Palazzolo, Paspardo, Provaglio Valsabbia e Rovato). La presentazione delle liste è fissata per il 2 e 3 aprile. L’eventuale ballottaggio sarà «riservato» solo ai Comuni di Desenzano e Palazzolo che, in base al censimento del 2001, hanno più di 15mila abitanti. Ora non resta che attendere il Consiglio di Stato.

http://www.giornaledibrescia.it/in-provincia/sebino-e-franciacorta/ospitaletto-a-maggio-non-si-vota-1.1134042?start=true

Querelle elettorale. Si aspetta.

100_1346.jpgIn questi giorni abbiamo passato il tempo collegati costantemente al sito del Consiglio di Stato, ma niente. La notizia al momento è che non c’è la notizia. Martedì scorso si è tenuta a Roma  la discussione del ricorso con cui Giovanni Battista Sarnico ha tentato di ribaltare la sentenza del TAR che ha annullato le elezioni dello scorso maggio per una presunta irregolarità nella presentazione della lista di Forza Nuova. Ad oggi non c’è traccia della decisione dei giudici del Consiglio di Stato. L’esito che si trova sulla pagina del ricorso n. 234 del 2012 è “discusso”. Con quale esito non è ancora dato sapere.

Molto incerte le prospettive. Mentre il Giornale di Brescia ha lanciato in questi giorni un sondaggio dove si dà sostanzialmente per scontato il voto il 6 maggio, altre fonti sostengono che, se verrà confermato l’annullamento delle elezioni, si andrà a votare l’anno prossimo. D’altra parte il 2 aprile scade il termine per presentare le liste, e il Consiglio di Stato si è più volte promunciato, in caso di annullamento delle elezioni per l’illegittima presentazione di una lista, per l’apertura della competizione a tutte le liste che si vogliono presentare. A questo punto, se passano ancora dei giorni, la missione risulterebbe veramente impossibile.

Certo è che tanto questa attesissima sentenza si fa sospirare, quanto la sentenza di primo grado del TAR è stata rapida: il 15 dicembre l’udienza, il 16 la sentenza, in una manciata di ore il commissariamento.

Annullamento delle elezioni. Si vota o non si vota?

100_1346.jpgContinuiamo a dare conto degli articoli pubblicati sulla vicenda delle nostre elezioni. Come abbiamo già avuto modo di dire, la prospettiva, in caso di conferma da parte del Consiglio di Stato dell’annullamento delle consultazioni del maggio scorso, sarebbe quella di votare nel 2013, a causa, sembra, di un’estrema incertezza del quadro che avrebbe impedito agli uffici del Viminale di inserire Ospitaletto fra i comuni al voto il 6 maggio. Quanto all’esito della vicenda siamo ormai vicini all’udienza del Consiglio di Stato. Riportiamo dal Bresciaoggi del 8 marzo.

Elezioni amministrative: il destino di Ospitaletto  è sempre più un rebus

È una situazione complessa quella che si presenta agli elettori e agli amministratori (sospesi e non) di Ospitaletto. Stando al decreto governativo appena approvato, infatti, il Comune non figura fra quelli che andranno al voto con la prossima tornata elettorale di primavera il 6 e 7 maggio.

E in più, il 20 marzo il Consiglio di Stato si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva presentata da Gian Battista Sarnico contro la decisione del Tar di Brescia di annullare le elezioni della scorsa primavera che lo avevano eletto sindaco.
Un intreccio che, dicevamo, lascia aperti una serie di aspettative e di possibili scenari. Vediamoli.

SE IL 20 MARZO il Consiglio di Stato darà ragione a Gian Battista Sarnico tutto rientrerà e l´Amministrazione civica eletta nella primavera 2011 tornerà legittimamente a governare.
Il massimo organo della giustizia amministrativa può però respingere il ricorso e non esprimersi su ciò che accadrà dopo; e allora resterebbe valida la decisione del Tar che rinvia a nuove elezioni, ma con la partecipazione delle tre liste sopravvissute dopo l´esclusione di Forza Nuova. Se così sarà potrebbero essere rispettati tutti i tempi della campagna elettorale, e ci sarebbe la possibilità di un aggancio di Ospitaletto al resto dei comuni che voterà a maggio.
I magistrati romani potrebbero però andare oltre, e prevedere che il rinnovo dell´amministrazione debba essere fatto ex novo, con nuove liste e tutto quel che ne consegue.
In questo caso i tempi per arrivare al rinnovo di maggio (anche alla luce del decreto che anticipa i tempi di presentazione delle liste) non ci sarebbero più, e le elezioni andrebbero al prossimo anno lasciando Ospitaletto commissariato per almento altri 16 mesi.

TUTTO QUESTO STANDO alle ipotesi, ma a volte la politica riesce a fare miracoli e a realizzare in poche ore ciò che non è stato raggiunto in tanto tempo.
«Credo che nessuno possa essere sicuro dell´appello al Consiglio di Stato - osserva a questo proposito Gian Battista Sarnico - e visto l´imminente giudizio del 20 marzo vedremo se le nostre ragioni saranno definitivamente accolte, oppure no. L´auspicio è che Ospitaletto possa uscire al più presto da questa situazione».

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