Archivio di 'Ospitaletto politica' Category

Bosco Stella. Da che parte sta la Provincia?

800px-broletto_brescia4.JPGLa vicenda di Bosco Stella sta registrando una vera escalation in questi giorni, in una sorta di guerra di tutti contro tutti. L’ultima puntata si è registrata nella seduta delle commissioni consiliari della Provincia dove i consiglieri hanno chiesto conto ai funzionari del mancato parere negativo della Provincia alla conferenza dei servizi. Ricapitolando: Giunta e Consiglio avevano disposto che si dovesse esprimere un parere negativo, ma i funzionari tecnici si sono espressi in termini del tutto neutri, di qui le proteste dell’ultima settimana con i sit in dei Comitati in Broletto.

Il punto se considerare le scelte inerenti alla discarica come scelte politiche o meramente tecniche è da tempo al centro del dibattito, con i sindaci che sottolineano la valenza politica di questa scelta e la necessità che i vertici politici di Provincia e Regione si prendano le loro responsabilità in merito. Questi ultimi sviluppi  decisamente surreali potrebbero far sospettare un gioco delle parti, in cui la giunta provinciale scaricherebbe sui tecnici la responsabilità di una scelta che avalla il progetto di discarica, pur proclamando formalmente la propria contrarietà all’opera. Un modo per essere “di lotta e di governo”?

Riportiamo dal Bresciaoggi del 13 marzo

IL CASO. I politici ribadiscono il «no» alla discarica ma i funzionari frenano
Bosco Stella, la Provincia nel caos

A 48 ore dal «verdetto» della Regione, il Broletto sembra non essere in grado di imporre ai suoi tecnici di esprimere un parere negativo sulla discarica Bosco Stella. Eppure contro il progetto presentato da A2A, ci sono i due «no» espressi dal Consiglio provinciale e una mozione di contrarietà della Giunta. La seduta delle Commissioni Ambiente e Territorio convocata ieri in forma congiunta ha avuto toni roventi e risvolti grotteschi. Attraverso un documento approvato all´unanimità dalle commissioni, l´assessore all´Ambiente Stefano Dotti e il vicepresidente del Broletto Giuseppe Romele hanno chiesto al pool di funzionari di predisporre un documento che «bocci» senza ma e senza se l´ipotesi della discarica. Ma i tempi sono strettissimi. Giovedì scade il termine per presentare osservazioni supplementari in Regione. I tecnici - che all´ultimo tavolo di concertazione regionale erano sostanzialmente rimasti in silenzio - si sono detti scettici sulla possibilità di esprimere un parere negativo, se non prima di aver riconvocato i diversi settori.

Sullo sfondo resta il «giallo» del mandato di Giunta che aveva avallato, pochi giorni prima la riunione a Milano, la posizione di neutralità dei tecnici. «C´è una anomalia nei diversi passaggi amministrativi provinciali che va chiarita per non perdere la faccia davanti alla popolazione di Castegnato, Passirano, Ospitaletto e Paderno», afferma Giampaolo Mantelli del Gruppo misto. «In questa vicenda sento una nota stonata - ha osservato Diego Peli del Pd -: speriamo che la maggioranza non stia ricorrendo al gioco delle tre tavolette per sostenere la discarica». Sulla stessa lunghezza d´onda i comitati che annunciano clamorose forme di protesta se la Provincia - dopo tanti proclami - non riuscirà a dire «no» alla discarica.

Annullamento delle elezioni. Qualche congettura in attesa del Consiglio di Stato

100_1346.jpgSiccome ci piace vivere pericolosamente, proviamo a proporre un aggiornamento sull’intricata vicenda conseguente all’annullamento da parte del TAR delle elezioni amministrative dello scorso maggio. La materia è complessa, ci sono molte incognite, si rischia di dire un sacco di stupidaggini, ma, come abbiamo detto, ci piace vivere pericolosamente.

Vediamo quali sono gli ultimi sviluppi. Starebbe trovando un qualche riscontro l’ipotesi, già anticipata nelle scorse settimane,  che in caso di conferma della sentenza del TAR si debba attendere la primavera 2013 per  le nuove elezioni. Ci sembra strano. Tuttavia questa ipotesi è avvalorata dal decreto prefettizio di convocazione dei comizi elettorali emesso nei giorni scorsi (vedi: http://www.comune.gussago.bs.it/pls/news/docs/F1214798218/convocazione.PDF ) dove non compare il nostro Comune.

Perché questo scenario, ora accreditato di un certo fondamento, ci lascia perplessi? L’art. 33 della legge sul processo amministrativo stabilisce che le sentenze di primo grado (cioè del TAR) sono esecutive. Tanto è vero che le “nostra” sentenza è stata eseguita immediatamente con il commissariamento del Comune nel giro di una manciata di ore. Il fatto che Sarnico abbia proposto un appello non dovrebbe avere di per sé il potere di non fare eseguire una sentenza che dispone di rifare le elezioni, dato che quella sentenza non è stata sospesa, come ha deciso il Consiglio di Stato stesso lo scorso 14 febbraio.
Che cosa impedirebbe dunque di inserire per il momento il nostro Comune nell’elenco delle amministrazioni da rinnovare visto che c’è una sentenza esecutiva? Che cosa vieterebbe poi di depennare Ospitaletto dall’elenco dei Comuni al voto nel caso in cui il Consiglio di Stato riconfermasse Sarnico? Non sapremmo dire.

Volendo tuttavia azzardare un  motivo per l’orientamento che sembrerebbe emergere – avventuriamoci in questo campo minato pur con tutte le cutele del caso -  si potrebbe pensare che gli uffici ministeriali abbiano incontrato alcune difficoltà nel dare esecuzione alla sentenza del TAR. Ricordiamo che il dispositivo della sentenza stabilisce che le elezioni devono essere ripetute senza la lista di Forza Nuova. Si può ritenere che questa decisione sia di attuazione estremamente difficile perché pretende di cristallizzare una situazione. Di più: ammettiamo che il Consiglio di Stato confermi l’annullamento delle elezioni, dando sostanzialmente ragione al TAR, c’è un punto tuttavia sul quale appare estremamente probabile che la decisione del giudice di secondo grado si discosti dalla sentenza (esecutiva!) del TAR stesso, ed è proprio quello che attiene ai modi di svolgimento delle nuove elezioni.

Sì, perché il Consiglio di Stato ha sentenziato più volte che in caso di rinnovazione delle operazioni elettorali, per effetto dell’annullamento giurisdizionale della consultazione precedente a causa dell’illegittima presentazione di una lista di candidati, vanno  ammesse alla nuova consultazione, “sia le liste in precedenza illegittimamente ammesse sia eventuali nuove e diverse liste”. Vedi gli estratti delle sentenze: http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/export/sites/default/AALL/Elezioni/GuidaElezAmm/0_allegati/giurisprudenza/consiglio_di_stato/2001_2005/CdSt_Sez_V_3212_2001.pdf  http://autonomielocali.regione.fvg.it/aall/export/sites/default/AALL/Elezioni/GuidaElezAmm/0_allegati/giurisprudenza/consiglio_di_stato/2006_2010/CdSt_VSez_2817_2007.pdf

Dunque, anche ammettendo che il Consiglio di Stato dia ragione a Giudici, confermando la sentenza del TAR di annullamento delle elezioni, è probabile che non confermi le modalità stabilite dal TAR per andare al voto. Bisognerebbe allora riaprire la presentazione delle candidature con pochi giorni a disposizione (le liste devono essere presentate entro il 2 aprile). Forse si è ritenuto di non dare esecuzione alla sentenza di primo grado, pur esecutiva, dato che le modalità di svolgimento delle elezioni da essa indicate sono probabilmente non conformi ad orientamenti giurisprudenziali ed amministrativi consolidati? Evidentemente ci si è trovati di fronte ad un’impasse. Da questo punto di vista il secondo grado di giudizio sarebbe in qualche modo necessario per superare questi dubbi.

Allo stato attuale le possibilità sono: o la riconferma del risultato elettorale del maggio scorso, nel qual caso Sarnico torna ad essere sindaco, o la conferma della sentenza del TAR con l’annullamento delle elezioni. In quest’ultimo caso, salvo ulteriori smentite e colpi di scena, la prospettiva potrebbe essere quella di andare a votare nel 2013. Un commissariamento lungo, insomma che aprirebbe scenari tutti da vedere perché in politica un anno è un’eternità.

La situazione insomma continua ad essere estremamente confusa, ma ormai il 20 marzo, giorno fissato per l’udienza, è vicino. Certo, quando le questioni politiche vengono decise con mezzi che non sono politici, nelle aule dei tribunali ad esempio, si introducono delle variabili che possono facilmente sfuggire di mano. Se un risultato elettorale può essere messo in balia di simili meccanismi, allora diventa molto simile ad una roulette. “Rien ne va plus” dice il croupier al casinò (ma forse si potrebbe anche togliere l’accento).

Bosco Stella. La Provincia correggerà il tiro?

417551_3493036451592_1441952646_33263414_807574422_n.jpgUn primo risultato sembra essere stato prodotto dall’immediata protesta dei Comitati lunedì in Broletto, protesta causata dal mancato parere negativo rispetto alla valutazione di impatto ambientale. Ma gli attivisti dei nostri paesi non mollano: un nuovo presidio è annunciato per venerdì pomeriggio in Broletto. Riportiamo dal Bressciaoggi del 6 marzo.

AMBIENTE. Ieri in Provincia la protesta dei comitati. Che incassano l´impegno del gruppo Pdl
Bosco Stella, il «no» alza il tiro

Dal Broletto rispondono al silenzio dei tecnici provinciali che venerdì, alla Conferenza dei servizi in Regione, non avevano espresso alcun parere in merito alla realizzazione della discarica in località Bosco Stella, a Castegnato.
Decisivo il presidio che i Comitati Salute e Ambiente dei comuni di Castegnato, Ospitaletto, Paderno Franciacorta e Passirano hanno montato ieri pomeriggio nel cortile di Palazzo Broletto, sede dell´amministrazione provinciale, e che hanno sciolto solo dopo aver ricevuto in cambio i chiarimenti richiesti. A «parlare» è stato un comunicato emesso alle 19 dal Pdl, che ha assunto un triplice impegno.
«Il vicepresidente del Broletto Giuseppe Romele chiederà la sospensione dei termini di autorizzazione per la discarica, in modo da poter integrare altri elementi per sostenere la contrarietà alla sua realizzazione. - spiega il capogruppo del Pdl in Provincia Diego Invernizzi -. Inoltre convocheremo le commissioni Ambiente e Territorio, per rimediare al parere non espresso dai tecnici. Infine sarà chiesto un incontro al presidente Formigoni e all´assessore Raimondi, cui ribadiremo il nostro no politico alla discarica».

Nel caso in cui nessuno dei tre punti si realizzi il Pdl è pronto ad andare oltre. «In tal caso coinvolgeremo anche la Procura con un esposto - aggiunge Invernizzi -. Sarà un passo necessario per verificare che tutto sia avvenuto in modo trasparente».
Sabato, dalle 14.30, i comitati manifesteranno per le vie dei quattro paesi interessati, per ribadire la contrarietà alla discarica. E domani i 7 sindaci di Berlingo, Castegnato, Paderno, Passirano, Cazzago, Rovato e Travagliato incontreranno in Regione gli assessori Raimondi e Belotti

10 marzo. Manifestazione contro la discarica

logocomitato.jpgCome preannunciato i Comitati Salute e Ambiente di Ospitaletto, Castegnato, Paderno e Passirano insieme alle amministrazioni in carica, organizzano una manifestazione per sabato. La protesta si arricchisce ora di un ulteriore spunto dopo la discutibile presa di posizione della Provincia, una vera doccia fredda per i comitati. Ecco il programma.

Partenza ore 14.30 da Castegnato in piazza Dante. Per chi parte da Ospitaletto sarà possibile unirsi alla manifestazione  presso il parcheggio del cinema  Astra  alle ore 15.00. Si proseguirà verso la rotatoria autostradale di Passirano e poi  verso Castegnato.

Possono partecipare tutti i cittadini muniti di biciclette, auto, moto, trattori. Ecco il tragitto nel dettaglio: ritrovo ore 14.10  a Castegnato presso piazza Dante  ore 14.30; partenza del serpentone  che percorrerà via Marconi, via Franchi, rotatoria S. Antonio, via p. Superiore fino al parcheggio CINEMA ASTRA di Ospitaletto ore 15.00; si proseguirà per via P. superiore, via X giornate, via M. Liberta,-rotatoria e circonvallazione SS 11-rientro in via Ghidoni,via S. Bernardo,Piazza Mercato, via M. Libertà, piazza Roma, via Brescia, via Franciacorta, via Rizzi, via S. Antonio (Passirano) rotonda casello autostradale, via  Adua e via Lunga; arrivo nel territorio di Castegnato alla cava Bettoni.

“Sarà l’occasione - dichiarano gli organizzatori - per ribadire la nostra contrarietà al progetto della nuova discarica, riflettere sulla situazione ambientale preoccupante del nostro territorio e gettare le basi per una visione diversa dell’uso che ne dobbiamo fare che miri alla tutela della nostra salute e al rispetto dell’ambiente che troppo spesso è maltrattato”.

Incognite al voto. E anche il calendario ci mette lo zampino

dsc_3735.JPGLa notizia dei giorni scorsi secondo la quale Ospitaletto non comparirebbe fra i Comuni al voto  perché si starebbe aspettando la sentenza del Consiglio di Stato ha creato un po’ di scompiglio. Ciò che sembra profilarsi, in realtà, per quanto è dato di sapere al momento, è una sorta di ingorgo di date, che fa capire la situazione di nervosismo, accresciuto dall’incertezza delle prospettive.

L’impressione è che su questa scacchiera dove ognuno fa il suo gioco la quadratura finale possa essere piuttosto complicata e imprevedibile. Le incognite sembrano destinate a sciogliersi in zona Cesarini.

Quali sono state le mosse di questa partita? Come sappiamo il TAR ha annullato le elezioni dell’anno scorso su ricorso di Angiola Giudici per presunte irregolarità nella presentazione della Lista di Forza Nuova.

E’ un fatto che la sentenza del TAR sia immediatamente esecutiva. Ma come deve essere eseguita questa sentenza? Il TAR ha scritto: “ripetere le elezioni senza la lista di Forza Nuova”. Se le parole hanno un senso, i magistrati amministrativi avrebbero stabilito che non si debba riaprire la fase della presentazione delle liste, altrimenti anche Forza Nuova potrebbe ripresentarsi.

Facile a dirsi, molto meno a farsi. Mettere semplicemente indietro le lancette dell’orologio pone qualche problema pratico: se qualcuno si volesse ritirare? Se qualcun altro si volesse candidare? Il tempo non passa invano. E abbiamo visto negli ultimi mesi, tanto per citare solo un fatto, il mutare dei rapporti fra Lega e PDL, culminato nel diktat di Bossi che ha ordinato ai suoi di non fare alleanze.

E allora, si deve andare a elezioni con le stesse liste, o si possono riaprire i giochi? Per dirimere i dubbi, è stato chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato. Qualcuno ne sa qualcosa? Nebbia fitta.

Intanto Sarnico ha impugnato la sentenza del TAR. Se Giudici aveva tutto il diritto di fare ricorso, allo stesso modo Sarnico ha tutto il diritto di pretendendere un secondo grado di giudizio. Non ci devono essere due pesi e due misure, tanto più che da parte del sindaco “congelato” c’è l’argomento di non aver posto in essere alcuna irregolarità. In questo genere di cose si può sapere chi ha ragione e chi ha torto solo alla fine.

Peccato però che il Consiglio di Stato non abbia ritenuto di decidere in via breve nell’udienza del 14 febbraio. Dice il Consiglio di Stato: “voglio proprio pensarci bene; tanto non c’è alcuna urgenza, il venti marzo si è ancora in tempo”. Certo, il 20 marzo c’è l’udienza, ma per la sentenza ci vorrà magari qualche giorno …

Il 24 febbraio il Ministro Cancellieri ha firmato il decreto di indizione delle elezioni amministrative per il 6 e 7 maggio. Tuttavia, a termini di legge, per fare le elezioni in quella data bisognerebbe presentare le liste per Pasqua. Già, perché in questa intricatissima storia anche il calendario ci sta mettendo lo zampino. Nel Consiglio dei Ministri  del 24 febbraio, allora, per risparmiare le spese che deriverebbero  dal fare lavorare i funzionari a Pasqua e Pasquetta per l’ammissione delle liste, si decide di anticipare la scadenza di alcuni giorni (a conti fatti la scadenza sarebbe il 2 aprile).

Et voilà: l’ingorgo è servito. Se, e sottolineiamo “se”, si dovranno ripresentare le liste ci saranno solo pochi giorni a disposizione. Per firmare le liste e farsi autenticare, poi, bisognerà mettersi tutti in fila alla segreteria del Comune, visto che non ci sono consiglieri di Ospitaletto in carica per poter fare le autenticazioni richieste. A meno di non scomodare notai, cancellieri, assessori o consiglieri provinciali ….  Ovviamente non sembra il caso di ricorrere a consiglieri di altri comuni. A meno di non voler fare entrare il nostro paese nel Guinnes dei primati delle elezioni annullate. Ovviamente, prima di raccogliere le firme bisogna definire le liste. I giorni sono veramente pochi per fare tutte queste cose.

Insomma, se il Consiglio di Stato comfermerà (cosa assolutamente non scontata) la sentenza del TAR ne vedremo delle belle…. al fotofinsh però.

Per approfondire, ecco il comunicato del Viminale:

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/elezioni/00114_2012_2_27_elezioni_amministrative.html

e il testo del decreto legge, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale:

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-02-27&task=dettaglio&numgu=48&redaz=012G0032&tmstp=1330416053356

La rettifica di Sarnico alla dichiarazione riportata dal Bresciaoggi

Pubblichiamo la rettifica resa nota in relazione all’articolo sotto riportato. 

In merito all’articolo uscito su Brescia Oggi domenica 26 febbraio a pag. 31, dal titolo “Ospitaletto è fuori dalla lista. Le elezioni restano un rebus”, si intende precisare che le parole riportate di Giovanni Battista Sarnico non sono mai state rilasciate in nessuna dichiarazione né ufficiale, né ufficiosa, e sono perciò da ritenersi false, o quanto meno inventate. Ecco la seguente dichiarazione a lui stesso attribuita nell’articolo: «SONO SICURO che il Consiglio di Stato accoglierà il nostro ricorso legittimando un esecutivo democraticamente scelto dai cittadini se per qualche motivo l´annullamento delle elezioni fosse confermato, il commissariamento durerà almeno un altro anno. In questo caso a pagare dazio a una attività amministrativa limitata sarà la comunità»

Questa la precisazione che l’ex Sindaco del Comune oggi commissariato, intende ribadire alle parole erroneamente attribuite: “Credo che nessuno possa essere sicuro dell’appello al Consiglio di Stato e visto l’imminente giudizio del 20 marzo vedremo se le nostre ragioni saranno definitivamente accolte, oppure no. L’auspicio è che Ospitaletto possa uscire al più presto da questa situazione di incertezza. Se il giudizio sarà  positivo torneremo ad amministrare ed eserciteremo il diritto di governare, diversamente siamo pronti per le nuove elezioni e chiederemo ai cittadini il sostegno ed una rinnovata fiducia nel voto”.

Giallo elezioni. Ospitaletto non compare fra i Comuni al voto.

100_1346.jpgLa notizia ci sembra strana in quanto la sentenza del TAR è immediatamente esecutiva e il Consiglio di Stato non l’ha sospesa. Ma tant’è. Forse non ci sono i tempi tecnici per capire con quali regole si dovrà andare al voto, se il Consiglio di Stato confermerà la sentenza del TAR? In attesa di capirci di più, riportiamo dal Bresciaoggi del 26 febbraio.

IL CASO. Non figura nell´elenco ministeriale dei Comuni che eleggeranno i sindaci il 6 e 7 maggio. Ospitaletto è fuori dalla lista.
Le elezioni restano un rebus.
Solo il 20 marzo si saprà se il paese deve votare ma Sarnico avverte: «Mancano i tempi tecnici si rischia il commissariamento di un anno»
L´orizzonte amministrativo è complesso

Un colpo di scena per certi versi «annunciato» ma che alla luce delle diverse interpretazioni delle normative, rende ancora più confuso l´orizzonte amministrativo di Ospitaletto.
IL COMUNE NON È STATO inserito nell´elenco stilato dal Consiglio dei ministri che l´altro ieri ha fissato le consultazione amministrative per le giornate del 6 e 7 maggio.
Sulla data - ipotizzata da tempo -, nessuna sorpresa. Impossibile invece stabilire quando e se la comunità di Ospitaletto tornerà alle urne.
Bisognerà infatti attendere il 20 marzo quando il Consiglio di Stato si pronuncerà nel merito del ricorso presentato da Giambattista Sarnico il sindaco «esautorato» dalla sentenza del Tar che ha annullato i risultati delle elezioni per le irregolarità nella presentazione della lista di Forza Nuova.
A sollevare la questione era stato il candidato sindaco del centrodestra Angiola Giudici. Nel frattempo il Comune è stato commissariato.
Il nodo gordiano da sciogliere è anche e soprattutto un altro: l´elenco del ministero può essere integrato solo teoricamente considerato che fra la sentenza del Consiglio di Stato del 20 marzo e le elezioni del 6 e 7 maggio non esistono i tempi tecnici fissati dalle normative in materia di presentazione delle liste e convocazione dei comizi elettorali.

A lanciare l´allarme di un commissariamento prolungato è proprio Giambattista Sarnico.
«SONO SICURO che il Consiglio di Stato accoglierà il nostro ricorso legittimando un esecutivo democraticamente scelto dai cittadini se per qualche motivo l´annullamento delle elezioni fosse confermato, il commissariamento durerà almeno un altro anno. In questo caso a pagare dazio a una attività amministrativa limitata sarà la comunità».

Bosco Stella. Per il 15 marzo è attesa la valutazione di impatto ambientale

franciacorta.jpgE’ il momento della stretta finale per evitare la Discarica Bosco Stella. I prossimi giorni saranno determinanti. La Provincia di Brescia, grazie anche alle pressioni messe in atto dai Comitati Salute e Ambiente e dai Sindaci, si sta apprestando con ogni probabilità a formulare un parere negativo. Il Comitato Salute e Ambiente di Ospitaletto ha sottolineato quanto sia importante  giungere alla conferenza dei servizi fissata per il 2 marzo in Regione con pareri UNANIMI di contrarietà da parte dei Comuni e della Provincia.

Per poter giungere al risultato il calendario è molto fitto. Dopo l’assemblea pubblica del 22 febbraio, il Consiglio Provinciale si riunirà il 27 febbraio, mentre già il 28 febbraio il Dott. Felter (il dirigente della provincia di Brescia che firmerà il documento provinciale di parere sull’impatto ambientale) riferirà alla Commissione Ambiente della Provincia, tenendo conto degli indirizzi espressi dal Consiglio.

Il 2 marzo dunque ci sarà la conferenza dei servizi in Regione per la valutazione di impatto ambientale. Il Comitato salute e Ambiente di Ospitaletto sta organizzando un pullman per chi volesse manifestare il proprio sostegno ai sindaci impegnati in quella sede. Inoltre per il 10 marzo i Comitati organizzano una  manifestazione in vista del pronunciamento della Regione in merito alla valutazione di impatto ambientale prevista per il 15 Marzo.

Fra finanza locale e stop amministrativo, il PD di Ospitaletto s’interroga sulle prospettive per il Comune

pd2.jpgFinanza e gestione del territorio sono il crocevia obbligato di molti problemi in cui si dibattono i Comuni. Fra questi due punti ineludibili si crea spesso un legame non virtuoso dove il territorio serve per fare cassa. Quando ciò accade, complici anche i tagli alla finanza locale, è a rischio, oltre alla qualità dell’ambiente, la tenuta dei servizi per i cittadini. Questi alcuni temi dell’incontro dedicato dalla sezione del Partito Democratico di Ospitaletto all’impatto sugli enti locali delle manovre finanziarie governative.

Per Ospitaletto, infatti, se i problemi finanziari del Comune sono stati da subito al centro dell’attenzione, sia all’avvio dell’Amministrazione Sarnico, sia in questa fase di forte polemica da parte degli amministratori “spodestati” rispetto all’Amministrazione precedente, essi sono stati inquadrati in un contesto più generale, non facile per i Comuni, nell’incontro organizzato venerdì scorso, che ha visto come ospiti della serata, coordinata dal Segretario della locale sezione del PD Luca Radici, Giovanni Battista Sarnico, il sindaco di Paderno Antonio Vivenzi e il capogruppo PD in Loggia on. Emilio Del Bono.

Ma il primo tema a tenere banco è stato lo stand by amministrativo  non ancora sciolto del Consiglio di Stato. “Ci auguriamo che il Consiglio di Stato ci permetta di tornare presto in amministrazione - ha esordito Sarnico - se non sarà così, vorrei dare un messaggio positivo: siamo stati all’opposizione per dieci anni e abbiamo vinto le elezioni; siamo stati al governo per sei mesi, abbiamo tutte le chance per poter tornare a vincere”. Numerose le misure adottate nella breve esperienza amministrativa, puntigliosamente rivendicate dal sindaco al momento “congelato”, volte a dimunire le spese e a incentivare l’introito di tributi comunali dovuti e non ancora incassati.

“Io sono certo - ha concluso Sarnico - che sarà una nuova vittoria per Ospitaletto e per il nostro gruppo, non ho alcun timore a confrontarmi con Angiola Giudici o con chi al posto della Giudici concorrerà se saranno riaperte le liste. Rimane il rammarico che per una presunta irregolarità di cui non siamo responsabili si faccia cadere tutto. C’è chi dice che tutti sapevano. Certo che sapevamo che l’autenticatore era di Lumezzane, ma non è compito mio fare l’arbitro, io faccio il giocatore. Parto dal presupposto che tutti giochino in modo corretto e per controllare ci sono gli organi preposti”.

Entrando nel vivo del tema finanza locale, oggi all’ordine del giorno c’è l’IMU, cioè l’imposta che va a sostituire la vecchia ICI. Un’imposta che non manca di sollevare diversi rilievi critici: “Il 50% dell’IMU che non è prima casa - vale a dire quasi tutta l’IMU -  dovrà andare allo Stato centrale - precisa Sarnico - avremo circa 4.300.000 euro di IMU, di cui però 2 milioni andranno a Roma”. I Comuni dunque disporranno di un’imposta che è locale solo fino ad un certo punto. Sul punto, il sindaco di Paderno Vivenzi rincara la dose precisando che i Comuni dovranno versare allo Stato il 50% esatto del gettito previsto, ben sapendo però che non tutti i contribuenti pagheranno, o pagheranno nei tempi dovuti, e che potrà esserci un 10/20% di sofferenza, posta del tutto a carico del Comune. “Berlusconi ha tolto l’ICI sulla prima casa - ha proseguito Vivenzi  -  e ha restituito ai Comuni, quando andava bene l’80%. Con l’ICI gestita dal Comune si potevano prevedere dei flussi di cassa e avere anche degli interessi attivi. Ora non più. Loro che erano federalisti hanno tolto l’unica vera tassa gestita dai Comuni”.

La finanza è un problema per tutti i Comuni, per tutti sussiste il problema di fare fronte ai bisogni sempre più ampi delle comunità con sempre minori risorse, rispettando regole molto rigide, come i vincoli del patto di stabilità, e con i pesanti tagli al sociale operati dalla Regione. Per molti Comuni la tentazione di fare cassa con la leva urbanistica ha costituito una sirena dai richiami irresistibili: la possibilità di utilizzare gli introiti degli oneri di ubanizzazione per la spesa corrente risolve alcuni problemi nell’immediato, ma ne crea di enormi per il futuro. “Non è che facendo cassa con il territorio, e Ospitaletto ne sa qualcosa, - ha affermato Vivenzi - ci sistemi il bilancio. E’ un po’ come una famiglia che un anno per pagare la retta scolastica dei figli decide di vendere la casa; l’anno dopo chiaramente non è che se la può più rivendere. Questi comuni che fanno cassa col territorio, ogni anno vanno ad aggravare la loro posizione. Non è solo il caso di Ospitaletto. Sono i sindaci che hanno voluto la regola per cui si possono usare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente”. Se Ospitaletto, nel 2010, ha chiuso il bilancio con 2.200.000 euro di oneri di urbanizzazione, Paderno solamente con 30.000, a testimonianza di una politica molto attenta sul fronte del consumo del suolo, pur a fronte di notevoli sacrifici economici.

Vivenzi ha da ultimo sottolineato il senso di responbabilità di Sarnico, che si è fatto carico di rimarcare le cose che non andavano nella gestione finanziaria - ed era  sintomo che non andavano il fatto che il Commissario da poco insediato mandasse alla Corte dei Conti la documentazione della gestione finanziaria dell’amministrazione precedente. “Denunciare non significa dare la colpa agli altri, ma prendersi la responsabilità di migliorare la situazione, perché sia chiaro che ci si assume la responsabilità da lì in avanti e non da lì indietro”.

“Sono bastati pochi mesi - ha proseguito Vivenzi - per fare avvertire ai cittadini la differenza, per far capire che si era lì per fare gli interessi di tutti i cittadini e non di pochi. Io sono convinto che la gente di Ospitaletto vi ha già premiato una volta e vi premierà ancora maggiormente”. Tuttavia in questo momento c’è anche la preoccupazione per l’assenza politica di Ospitaletto in un momento cruciale per le decisioni che investono dal punto di vista ambientale il territorio, come quello attuale in cui si sta decidendo sulla valutazione di impatto anbientale per la discarica di Bosco Stella.

Ad Emilio Del Bono è toccato l’inquadramento politico più generale. “Se doveste tornare a votare, io credo che lo potrete fare molto serenamente, sia perché l’anno scorso avete vinto in un quadro politico molto più problematico di quello attuale, sia perché nei mesi di governo avete dato l’idea di un cambio di stile.  Sono cambiate un po’ di cose; io credo che il rapporto Lega - PDL non sia dei più sereni; il Governo Berlusconi è finito; ora c’è un Governo che ha fatto riflettere i cittadini. La Lega l’abbiamo provata al governo a tutti i livelli e tutto si può dire tranne che abbia dato una gran prove di sé. Sta cercando di rifarsi un po’ di verginità urlando qua e là contro il Governo Monti. Il bello è che l’IMU l’hanno voluta loro, con Tremonti, Monti l’ha solo anticipata di un anno. La Lega a livello locale ha avuto una politica speculativa e devastante sul territorio: padroni a casa nostra non vuol dire demolire la casa. Sarebbe interessante che la casa sia custodita per chi la eredita. In questo noi del centrosinistra facciamo la differenza, nel senso delle istituzioni”.

“Dovremo mettere mano, come amministratori, all’utilizzo sapiente delle risorse - ha concluso Del Bono - Negli ultimi tre  anni sono state fatte manovre di correzione dei conti pubblici per 120 miliardi di euro. Una parte molto grossa (30 miliardi) è stata scaricata sul sistema degli enti locali, in modo non equo, perché il sistema degli enti locali pesa sul debito pubblico per un quindicesimo, e i comuni sono tra i soggetti istituzionali quelli che hanno un rapporto inferiore di indebitamento. Il paradosso è che si è scaricata soprattutto addosso ai comuni una politica di rigore e di contenimento della spesa che non ha proporzione rispetto all’indebitamento e alla quantità di risorse che essi gestiscono. E questa è una cosa che non va. Soprattutto perché il debito dello Stato è cresciuto, mentre da anni le spese dei comuni sono tagliate. Se una manovra lacrime e sangue produce il risultato che il sistema locale si comprime e lo Stato centrale si gonfia, c’è qualcosa che non va. Il patto di stabilità non l’ha voluto l’Europa per i comuni: è ogni Stato membro che decide quali sono le regole per ridurre il debito; c’è chi lo ha fatto comprimendo la spesa centrale, c’è chi lo ha fatto - ed è il nostro caso - comprimendo in modo smisurato la spesa locale. Questo è accaduto soprattutto durante gli anni dei governi di centrodestra e della Lega. Monti non ha aggiunto nulla alle operazioni tremontiane. Per ora. Io penso che dovrà ripensare alla manovra triennale di Tremonti. Credo che bisognerà fare pressione su Monti per riequilibrare come si distribuiscono i sacrifici. E’ fondamentale capire che una compressione formidabile della spesa degli enti locali, che pur devono compartecipare, perchè ci sono sprechi dappertutto, non va bene perché i comuni sono sul territorio a presidio di alcuni servizi essenziali”.

La sfida dunque per gli amministratori locali è produrre una politica di qualità in uno scenario sempre più difficile. Ma dove ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità di governo.

Scenari politici in evoluzione: la Lega contro tutti?

images1.jpgNel numero del 9 febbraio, la Voce del popolo ha pubblicato un interessante approfondimento sullo stato di salute del rapposto  PDL/Lega, con un occhio alle crisi nei municipi a guida centrodestra (Malonno, Gussago, Palazzolo). Dopo il diktat di Bossi che vieta le alleanze, quali  sono le prospettive? Se ad Ospitaletto si andrà al voto che cosa succederà? Per inquadrare il tema riportiamo quanto pubblicato dal settiamanale della Diocesi.

PDL/Lega un rapporto al capolinea?

Se è vero che un battito d’ali di una farfalla riesce a procurare un uragano in altra parte del mondo, cosa ci si poteva aspettare dagli stravolgimenti politici che hanno segnato l’Italia negli ultimi mesi dello scorso anno. L’avvio dell’esperienza del governo tecnico di Mario Monti, chiamato al capezzale di un’Italia vicina al collasso, ha di fatto portato stravolgimenti che nessuna tornata elettorale degli ultimi 20 anni era stata in grado di produrre. Il Pdl che a malincuore (e con senso di responsabilità) ha scelto di appoggiare l’esecutivo dei Professori ha dovuto subire l’abbandono romano della Lega Nord, che ha scelto la via della corsa in solitaria ritagliandosi
il ruolo di sola opposizione parlamentare.

Una scelta che l’ha portata, dopo anni di guardina, ha ridare fiato (probabilmente solo a parole) a tutta la sua foga antiromana, con il ritorno a slogan messi nel baule prima della partenza in massa dei parlamentari del Carroccio verso l’odiata Roma con compiti di governo. Qualcuno ha ritenuto che la progressiva distanza tra la due forze (Pdl e Lega) che seppure con qualche pausa, hanno governato il Paese nel corso degli ultimi 20 anni fosse una semplice operazione di facciata. Nonostante le ripetute “dichiarazioni d’amore” dell’ex premier Berlusconi al fidato Bossi, con il passare delle settimane le voglie della Lega di fare da sola hanno preso sempre più consistenza. Evidentemente i maggiorenti del partito del Senatur, per anni costretti dalla ragion di Stato a far buon viso a una alleanza che larga parte della base leghista non vuole (chi ha avuto modo di ascoltare anche solo occasionalmente Radio Padania ha potuto toccare con mano la crescente idiosincrasia del leghista doc al modo di fare politica di Berlusconi e di parte del Pdl), hanno compreso che quella iniziata con il governo Monti poteva essere una stagione di raccolta straordinaria.

La Lega ha attaccato a testa bassa, proprio come piaceva ai lumbard della prima ora, molte delle misure salva Italia colpevoli, a detta dei leghisti, di colpire il Nord produttivo. È insomma tornata a parlare una lingua che, a torto o a ragione piace a molti, con la speranza che questo ritorno alle origini potesse far dimenticare a tanti elettori che nei mesi scorsi si erano dichiarati delusi dall’azione di governo della Lega, alcune oggettive responsabilità nei confronti della crisi che ha colpito il Paese. E così, con l’occhio più rivolto alle ragioni del proprio “particulare” che non a quelle del consolidamento dell’allenza con il Pdl e Berlusconi, la Lega è arrivata alla decisione dei giorni scorsi. Il consiglio federale riunito a Milano ha deliberato quello che i vari Calderoli e Reguzzoni andavano dicendo da tempo, nonostante l’opera del pompiere Maroni: la Lega alle amministrative di primavera andrà da sola.

Lo farà in quei Comuni chiamati al voto per scadenza naturale delle legislature e lo farà in quell realtà (tre nel Bresciano: Malonno, Gussago e Palazzolo sull’Oglio) costrette al voto anzitempo per crisi interne al centro destra. Una decisione assunta anche in barba ad anni di lavoro di squadra, di amministrazioni che hanno tenuto, a esperienze di buona collaborazione.

I primi a dolersi di questa decisione sono ovviamente i rappresentanti del centrodestra che guardano con preoccupazione al voto del prossimo mese di maggio. La corsa in solitaria della Lega, estesa anche al Bresciano come annunciato da Fabio Rolfi, segretario
cittadino dei lumbard, è come sale sulle ferite di un partito che probabilmente, per via delle vicende nazionali, già temeva un ritorno
elettorale del centrosinistra. Come afferma in queste pagine anche Viviana Beccalossi, coordinatrice bresciana del Pdl che si appresta a celebrare il proprio congresso (in programma il 19 febbraio prossimo), la preoccupazione per le conseguenze che la scelta della Lega potrà avere sulle amministrative di primavera è forte. C’è però la speranza, seppure ridotta sempre più al lumicino, di un ripensamento sul filo di lana.

Non resta che aspettare e guardare come nei 12, forse 13, Comuni bresciani chiamati al voto (la decisione su Ospitaletto è attesa per i prossimi giorni, ndr.) i partiti si muoveranno. Il test, almeno nel Bresciano, è di quelli probanti per le realtà chiamate al voto. Con Palazzolo sull’Oglio, l’ultima realtà a iscriversi all’elenco dei votanti per una crisi tutta interna al Pdl che ha portato alle dimisisoni
di Alessandro Sala da sindaco prima e dal partito di Berlusconi, poi, andranno alle urne Desenzano (uno dei Comuni più popolosi della provincia), Rovato, Gussago, Darfo, Cazzago, Malonno, Gottolengo, Acquafredda, Odolo, Provaglio Valsabbia e Paspardo. I primi quattro Comuni, avendo una popolazione superiore ai 15mila abitanti, potrebbero avere bisogno del ballottaggio per giungere
alla scelta dei rispettivi sindaci. Una situazione che rende quanto mai attuale il tema delle alleanze. Da questi Comuni potrebbe giungere una risposta all’interrogativo che tanti si pongono: quello tra Pdl e Lega è un amore ormai al tramonto?

Contattaci


Per informazioni, richieste, proposte e collaborazioni contattaci ad info@ospitaletto.org


Credi che il tuo comune possa avere bisogno di qualcosa come questo?? contattaci info@cerchiaurbana.org


Fai parte di un'associazione? avete bisogno di farvi conoscere? vi serve un sito web GRATIS? Abbiamo quello che fa per voi: associazionidifranciacorta.org


Sondaggio


Nuove elezioni. Data la situazione, quale sarebbe la soluzione preferibile per Ospitaletto?
View Results